Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e Invitalia hanno avviato la selezione degli operatori finanziari che gestiranno circa 219 milioni di euro destinati a sostenere ricerca applicata, trasferimento tecnologico e investimenti produttivi innovativi nel Mezzogiorno. Le candidature potranno essere presentate fino al prossimo 20 luglio attraverso la piattaforma InGaTe (si veda qui il comunicato stampa).
L’iniziativa rientra nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 ed è finanziata attraverso il Fondo di Partecipazione, gestito da Invitalia su mandato del MUR. L’obiettivo è favorire la crescita dell’ecosistema dell’innovazione nelle regioni del Sud attraverso strumenti di finanza alternativa destinati a startup, pmi e, in alcuni casi, anche grandi imprese impegnate nello sviluppo di nuove tecnologie e processi innovativi.
Più che un tradizionale incentivo pubblico, il Fondo è stato strutturato secondo una logica di mercato. Le risorse saranno affidate a operatori finanziari specializzati che dovranno costituire e gestire fondi specifici dedicati. A tali soggetti spetterà l’intero ciclo operativo: selezione delle opportunità, strutturazione delle operazioni, monitoraggio degli investimenti e valorizzazione delle partecipazioni. Invitalia manterrà invece il ruolo di gestore del Fondo di Partecipazione e di supervisore dei risultati ottenuti.
Le operazioni potranno essere realizzate principalmente attraverso strumenti di equity e quasi-equity e, in misura limitata, mediante prestiti. Gli investimenti dovranno sostenere attività di ricerca industriale, trasferimento tecnologico, sviluppo di tecnologie strategiche e investimenti produttivi innovativi con ricadute concrete sul sistema economico del Mezzogiorno. Le imprese beneficiarie dovranno essere localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia.
Ciascun fondo specifico potrà gestire una dotazione minima di 30 milioni di euro. Inoltre, uno degli elementi centrali dell’iniziativa riguarda l’effetto leva sul capitale privato. I gestori selezionati dovranno infatti garantire, per ogni investimento effettuato, un co-investimento privato minimo pari al 30% delle risorse impiegate. L’obiettivo è utilizzare le risorse pubbliche come catalizzatore di ulteriori capitali privati, aumentando così l’impatto complessivo dell’intervento.
La dotazione iniziale di circa 219 milioni di euro, grazie all’obbligo di co-investimento privato, potrebbe quindi attivare un volume di investimenti ben superiore, contribuendo alla crescita di un ecosistema dell’innovazione che negli ultimi anni ha iniziato a mostrare segnali di crescente maturità.
La selezione non è aperta a qualsiasi operatore. Potranno candidarsi esclusivamente intermediari regolamentati e vigilati ai sensi del Testo Unico Bancario, del Testo Unico della Finanza o del Codice delle Assicurazioni Private, anche tramite società controllate o collegate (si veda qui l’allegato relativo ai Requisiti Generali).
Gli operatori dovranno inoltre dimostrare una significativa esperienza negli investimenti alternativi, avendo realizzato negli ultimi cinque anni investimenti in venture capital, private equity o private debt per almeno 30 milioni di euro. Lo stesso requisito viene richiesto al team di investimento dedicato alla gestione delle risorse del Fondo, che dovrà poter vantare un track record analogo in termini di investimenti e disinvestimenti.
L’avviso richiede inoltre il rispetto di rigorosi requisiti reputazionali e professionali. Gli operatori, in regola con obblighi fiscali e contributivi e non coinvolti in procedure concorsuali, dovranno presentare una proposta tecnica strutturata in cui evidenziare tra l’altro il mercato di riferimento, la strategia di investimento e la pipeline attivabile nel breve periodo.
L’impostazione dell’iniziativa conferma la volontà del MUR di affidare la gestione delle risorse a operatori professionali già attivi nel mercato del private capital, in grado di selezionare e accompagnare progetti ad alto contenuto innovativo lungo l’intero percorso di crescita.
Per il mercato italiano del venture capital e del growth capital il Fondo di Partecipazione rappresenta uno dei più rilevanti strumenti pubblici di investimento attivati negli ultimi anni nel Mezzogiorno. Il Sud continua, infatti a esprimere una quota crescente di startup innovative, spin-off universitari e progetti di trasferimento tecnologico, ma soffre ancora di una disponibilità di capitale di rischio significativamente inferiore rispetto alle principali aree del Centro-Nord.












