Pamaf, la holding napoletana guidata da Antonio Bernardo, dopo l’acquisizione del gruppo Kasanova, annunciata a marzo (si veda altro articolo di BeBeez), ha ora rilevato anche Original Marines, storico marchio italiano dell’abbigliamento per bambini e ragazzi.
L’operazione, che è stata annunciata nel corso di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), prevede il mantenimento del brand, della rete dei punti vendita e dei livelli occupazionali, garantendo continuità aziendale a circa 1.700 lavoratori tra dipendenti della rete commerciale e addetti alle altre strutture aziendali (si veda qui il comunicato stampa). L’acquisizione è stata perfezionata attraverso Pamaf Retail, società interamente controllata da Pamaf, che ha rilevato il 100% del capitale sociale di Original Marines (si veda qui l’ANSA).
“Un’operazione significativa per il rilancio dell’azienda e per la tutela dei 1.700 lavoratori coinvolti, che salvaguarda un marchio storico del Made in Italy, garantisce continuità aziendale e occupazionale e conferma che, con solide soluzioni industriali, è possibile rilanciare aziende strategiche e creare nuove prospettive di crescita”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
L’operazione segue di pochi giorni la conclusione positiva delle vicende giudiziarie che avevano coinvolto i vertici della società (si veda qui Il Fatto Quotidiano), il cui socio di riferimento, con il 40,53% del capitale, era Nuova DiMar srl, che fa capo alla famiglia Di Vincenzo, presente nella cap table anche direttamente e affiancata dalle famiglie Pera, Scotellaro e Limogello e da altri soci di minoranza.
Ricordiamo che un anno fa la Procura di Nola (Napoli) aveva disposto un sequestro da 38 milioni di euro nei confronti di otto indagati, tra amministratori, componenti del collegio sindacale e la stessa società, contestando a vario titolo diversi reati fiscali: falso in bilancio, indebita percezione di finanziamenti pubblici agevolati, frode fiscale tramite fatture per operazioni inesistenti e indebita attività finanziaria abusiva. Secondo l’ipotesi accusatoria dell’epoca, tra il 2018 e il 2021 la società avrebbe omesso di iscrivere a bilancio i mancati incassi di crediti commerciali verso i negozi affiliati, ottenendo così due finanziamenti con garanzia SACE per un totale di circa 31,5 milioni di euro che non sarebbero stati concessi se la reale situazione fosse stata nota. In particolare, ricordiamo che l’ultimo finanziamento in questione era stato ottenuto da Unicredit nel gennaio 2025 per 5 milioni di euro e strutturato come finanziamento ESG-linked, assistito da Garanzia Futuro di SACE (si veda altro articolo di BeBeez). Il procedimento si è poi concluso, come detto, con un esito integralmente favorevole all’azienda: il Gup di Nola, Raffaele Muzzica, ha disposto il non luogo a procedere e il proscioglimento di tutti gli otto indagati (i componenti del cda Antonio Di Vincenzo, Lorenzo Pera, Giovanni Di Fiandra, Elena Pera e Francesco Di Vincenzo, e i componenti del collegio sindacale Eraldo Turi, Gianfranco De Rosa e Claudia Ferrante), rigettando le tesi accusatorie “perché il fatto non sussiste” su quattro capi d’accusa e giudicando “inesistente” il quinto, relativo a un illecito amministrativo. Il sequestro e l’inchiesta hanno però avuto conseguenze operative pesanti, che hanno appunto portato l’azienda alla crisi.
In una nota congiunta, i soci uscenti hanno dichiarato: “Original Marines è un brand con radici solide, un patrimonio di fiducia straordinario costruito in oltre trent’anni di storia e una rete commerciale di eccellenza. Con l’ingresso di un partner solido e con una chiara visione retail come Pamaf, oggi abbiamo tutte le condizioni per guardare al futuro con rinnovata ambizione, forti di un progetto industriale di lungo termine”.
Fondata nel 1983 con alcuni coinvestitori dall’imprenditore Luciano Cimmino (poi uscito nel 2000 per fondare Yamamay e Carpisa) come marchio originariamente ispirato alle t-shirt indossate dai Marines americani, Original Marines è oggi un affermato brand di moda junior, la più importante kidswear company italiana e una delle più rilevanti realtà del fashion district di Nola. Il core business è svolto attraverso una rete vendita molto capillare in Italia e con una presenza selettiva all’estero mediante rapporti di franchising, per un totale di circa 500 punti vendita. La società aveva chiuso il bilancio 2024 (ultimo disponibile) con 179,3 milioni di ricavi, un ebitda di 8 milioni e un indebitamento netto di 79,7 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
A guidare la società sarà ora il nuovo amministratore delegato Aldo (Arnaldo) Bernardo, ceo e general manager di Pamaf Retail, che è anche consigliere di amministrazione e general manager di Kasanova. Aldo è figlio di Antonio Bernardo, esponente della famiglia che ha fondato il marchio di fashion retail low cost Piazza Italia. A novembre 2025 Pamaf aveva ceduto la propria partecipazione in Alma spa (controllante di Piazza Italia) a LB Holding spa, riconducibile al fratello Luigi Bernardo, attuale proprietario e amministratore delegato di Piazza Italia, con un’operazione di family buy-out sostenuta da un finanziamento in pool guidato da UniCredit, che ha sancito la separazione dei percorsi imprenditoriali tra i due fratelli (si veda altro articolo di BeBeez).















