Tighe Noonan, uno dei due fondatori di 4D Global Energy Advisors, società di private equity francese con sede a Parigi, fondata nel 2002 e specializzata nel settore energetico, con focus sugli idrocarburi, ha acquisito il 100% di Rosehope Limited, a cui fanno capo Settala Gas srl, Synthesis Chimica srl, Tecnogas srl e una partecipazione di maggioranza in Systema spa, tutte società che si occupano della trasformazione del GPL in gas chimici speciali per la refrigerazione e l’aerosol. A vendere Rosehope Limited è 4D Global Energy Investments Plc, il terzo fondo di diritto irlandese di 4D, che nel 2010 aveva chiuso la raccolta con 216 milioni di dollari di impegni. Tighe Noonan, che ha condotto l’acquisizione con la newco Rosehope Italia srl, da lui interamente controllata, ha quindi condotto un management buyout della società, facendosi finanziare da Banco BPM.
Norton Rose Fulbright ha assistito 4D Global Energy Investment nell’ambito dell’operazione, mentre la banca è stata affiancata dallo studio legale CBA. Per i profili di diritto irlandese, Banco BPM è stata infine assistita dallo studio Byrne Wallace mentre l’acquirente Rosehope Limited è stato supportato dallo studio Arthur Cox LLP. (si veda qui il comunicato stampa).
Tighe Noonan è un professionista del settore energetico con una lunga esperienza sia in banche commerciali sia in banche d’investimento, avendo lavorato in particolare in Barclays Group (BZW), a New York e Paris, e in Société Générale in 1995, dove è stato managing director, head of Oil and Gas Project Finance.
Le quattro società italiane che sono passate di mano rappresentano la divisione chimica di un gruppo più ampio di aziende, che inizialmente erano controllate tutte da Rosehope Limited. Nel 2013, infatti, il fondo 4D attraverso Rosehope Limited aveva acquistato anche Lampogas, una storica azienda leader nel settore del gas market leader in liquid petroleum gas (LPG), fondata dalla famiglia Guareschi nel 1954, che è stata poi ceduta nel gennaio 2019 ad Autogas Nord – AGN Energia, partecipata oggi al 30% da Italmobiliare (si veda qui il comunicato stampa di allora); e Dulevo International spa, un’azienda fondata a Parma nel 1976, leader nella produzione di spazzatrici stradali ad alte prestazioni con un marchio premium e una presenza globale che è stata venduta al Gruppo Fayat nel maggio del 2021 (si veda qui il comunicato stampa di allora).
In passato in Italia 4D Global Energy aveva acquisito una partecipazione del 30% in Fineglade Limited, la controllante di Socotherm spa, tra i leader del settore dell’isolamento e rivestimento delle condutture utilizzate nelle industrie del petrolio e del gas, del riscaldamento e dell’acqua. Nel 2012 ha poi venduto la sua quota al private equity argentino Sophia Capital, già coinvestitore in Socotherm insieme al gruppo energetico canadese Shawcor (si veda qui il comunicato stampa di allora).. I tre investitori in cordata avevano infatti acquisito il 95% della società italiana nel 2010 nell’ambito di un processo di ristrutturazione del debito (si veda qui il comunicato stampa di allora). Ancora prima 4D aveva acquisito nel 2003 il 16,6% di Italiana Energia e Servizi (IES), raffineria di Mantova, ed era poi salita al 19,6% nel 2004, prima di cedere l’intera quota alla società petrolifera ungherese MOL nel 2007 (si veda qui il comunicato stampa di allora). Nel 2006 4D Energy aveva anche comprato il 20% di Finoil spa, holding che controlla il 100% di Iplom spa, titolare della raffineria di Busalla (Genova). Tuttora il fondo possiede quella quota di Finoil, accanto alla famiglia Profumo e alla società di oil trading internazionale Petraco che nel 2019 aveva acquisito il 38%, rilevandolo dalla famiglia Sciandra (si veda qui La Repubblica Genova).
I primi due fondi SGAM/4D Global Energy Development Capital I e II erano gestiti da 4D Global Energy Advisors in base a un accordo di gestione degli investimenti con Société Générale Asset Management. Il primo fondo di 4D aveva chiuso la raccolta nell’ottobre 2003 con un impegno totale degli investitori di 81 milioni di dollari, mentre il secondo fondo era stato chiuso nel marzo 2007 con impegni totali di 181 milioni di dollari.















