L’acquisizione di ipTEST, azienda specializzata in testing di semiconduttori di carburo di silicio e nitruro di gallio, con sedi a Guildford (UK) e Ipoh (Malesia), annunciata pochi giorni fa da Microtest, azienda costruttrice di macchine per il testing dei semiconduttori, controllata al 60% da Xenon Private Equity (si veda altro articolo di BeBeez), è stata finanziata da Pemberton Asset Management, che ha interamente sottoscritto un bond senior secured a tasso variabile emesso da Microtest e anche messo a disposizione ulteriori risorse per future acquisizioni (si veda qui il comunicato stampa).
La dimensione del bond non è stata rivelata, ma in un’intervista a MF Milano Finanza lo scorso sabato 13 luglio Franco Prestigiacomo, founding partner di Xenon Private Equity e presidente di Microtest, ha detto che
che ha messo a disposizione risorse a medio termine fino a 185 milioni, con le quali sarà possibile sostenere come detto sia il deal fresco di firma su ipTest, più quelli negli Usa e in Svizzera, che presumibilmente avverranno entro fine anno, più altro ancora. Prestigiacomo ha anche precisato che Pemberton “entrerà con una piccola quota anche nel capitale di Microtest“.
Nell’operazione Pemberton è stato assistito sul piano legale da Linklaters, mentre Microtest in tutte le fasi dell’operazione è stata affiancata da da Pavia e Ansaldo e per gli aspetti di diritto inglese dallo studio Crowell Moring UK. I venditori sono stati invece assistiti da Baker McKenzie sul piano legale e da DC Advisory su quello finanziario (si veda qui il comunicato stampa).
Francesco Di Trapani, senior advisor, Southern Europe di Pemberton Asset Management, ha commentato: “Siamo entusiasti di lavorare con Xenon e Microtest mentre l’azienda cresce in Europa in un settore altamente strategico. Riteniamo che le tecnologie avanzate di Microtest, ulteriormente rafforzate dall’acquisizione di IpTest, la porteranno a essere all’avanguardia nei mercati della progettazione, dell’assemblaggio e del collaudo nel crescente settore europeo dei microchip”.
Ricordiamo che l’acquisizione di ipTEST è la quarte per l’azienda lucchese in poco più di un anno. A fine ottobre scorso infatti ha completato con successo l’opa totalitaria nei confronti dell’olandese RoodMicrotec, quotata alla Borsa di Amsterdam (si veda altro articolo di BeBeez), ha poi acquisito un’altra olandese, Test Inspire (si veda altro articolo di BeBeez) e anche l’italiana Gedec (si veda altro articolo di BeBeez). Operazioni supportate da Xenon Private Equity che ha affiancato nel 2022 i fondatori e amministratori delegati, Giuseppe Amelio e Moreno Lupi, con l’obiettivo di far diventare Microtest la piattaforma di riferimento in Europa per la realizzazione di sistemi di test e servizio di testing di microchip e wafer di silicio (si veda altro articolo di BeBeez). Il percorso di internazionalizzazione era peraltro iniziato nel 2018, con l’apertura della controllata Microtest Pacific, a Malacca in Malesia.
Il Gruppo Microtest, con questa acquisizione, raggiunge ora un fatturato aggregato di oltre 80 milioni di euro e supera le 400 persone in organico, dopo aver chiuso il 2023 con 58 milioni di fatturato e un margine ebitda superiore al 34%. Il bilancio 2022 si era invece chiuso con 29 milioni di ricavi netti, un ebitda di 8,6 milioni e un debito finanziario netto di 27,7 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).















