
Eolo, il principale fornitore italiano di servizi Internet tramite banda ultralarga wireless per il mercato residenziale e delle imprese, controllato dal 2021 da Partners Group, ha chiuso il primo semestre 2024 con numeri in netta crescita e getta le basi per la costruzione della rete FWA(fixed wireless access), per rendere disponibile l’accesso a internet a 1 Gbps anche nelle aree non raggiunte dalla fibra, grazie al supporto degli azionisti, che lo scorso febbraio hanno approvato un aumento di capitale da 50 milioni di euro, e grazie a un finanziamento erogato da Crédit Agricole Italia, assistito da Garanzia Futuro di SACE (si veda qui il comunicato stampa).
Il tutto mentre Partners Group starebbe ragionando sul disinvestimento (si veda altro articolo di BeBeez), puntando all’integrazione di Eolo nell’entità che risulterebbe dalla ipotizzata fusione tra Open Fiber, controllata al 60% da CDP Equity e al 40% da Macquarie, e Fibercop (si veda qui l’azionariato), la ex joint venture tra TIM e KKR che comprendeva inizialmente solo la rete fissa secondaria di TIM, a cui lo scorso luglio è stata ceduta anche la NetCo di TIM (si veda altro articolo di BeBeez) e che a sua volta è stata acquisita interamente da Optics BidCo, società che fa capo per il 37,8% a KKR, per il 17,5% all’Abu Dhabi Investment Authority (ADIA), per un altro 17,5% al Canada Pension Plan Investment Board (CPP Investments), per il 16% al Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il restante 11,2% al fondo infrastrutturale italiano F2i.
Ricordiamo che Partners Group aveva acquisito il controllo di Eolo nel 2021 dal fondatore Luca Spada, da Searchlight Capital Partners e da Elmec Group e valorizzato inizialmente 1,2 miliardi di euro (si veda altro articolo di BeBeez) e poi 1,3 miliardi al closing (si veda altro articolo di BeBeez).
Tornando ai numeri di Eolo, società Benefit e prima B Corp del settore telecomunicazioni in Italia, ha chiuso l’ultimo semestre fiscale a fine settembre con un fatturato di 121,7 milioni di euro (+5,8% dall’anno prima), mentre l’ebitda rettificato è stato di 69 milioni (+9,1%). Continua a crescere anche il numero dei clienti, a quota 691 mila (+5,9%), di cui più della metà(50,4%) naviga in banda ultralarga grazie alla tecnologia FWA a onde millimetriche. Eolo copre oggi oltre 7 mila comuni grazie a più di 4.100 BTS (ripetitori radio). Connette 1,6 milioni di persone e 116 mila tra imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti.
Nella realizzazione della nuova infrastruttura FWA, basata su onde millimetriche e tecnologia 5G, EOLO sarà accompagnata da partner di primo piano a livello internazionale che hanno abbracciato l’innovativo progetto di sviluppo a 1 Gbps nei paesi italiani, assicurando al contempo significative economie di scala. Nokia e ZTE forniranno la tecnologia per la realizzazione dell’infrastruttura di accesso radio (la cosiddetta RAN – Radio Access Network) e le antenne riceventi da posizionare presso le abitazioni dei clienti finali (CPE FWA), mentre Mavenir, 6Wind e Thales per i componenti della Core Network 5G. Con questi partner selezionati, le cui forniture hanno passato il vaglio della Golden Power, Eolo farà in modo che ogni famiglia e impresa che voglia prosperare in un piccolo comune abbia accesso a una connettività altamente performante e del tutto equivalente a quella già disponibile nei grandi centri urbani.
Guido Garrone, amministratore delegato di Eolo, ha commentato: “Questi risultati, così come il pieno supporto degli azionisti al piano industriale, rafforzano il ruolo di Eolo volto a creare un’infrastruttura, complementare alla fibra, utile al Paese e a prova di futuro. Con il prossimo anno poseremo infatti la prima pietra della rete FWA fino a 1 Gbps grazie allo standard 5G su frequenze a 26 GHz, mettendo a disposizione i nostri asset e il nostro know-how agli altri operatori come nell’ambito dell’accordo siglato con Fastweb nell’aprile del 2024. Grazie a questa infrastruttura, gli abitanti dei piccoli paesi potranno accedere a contenuti video 8k, live streaming e gaming efficacemente come nelle grandi città”.














