18.50 €
Autore: Guido Mattioni
Casa editrice: Mind Edizioni
Anno di pubblicazione: 2024
Acquista su AmazonDescrizione prodotto
Storie di uomini, donne, luoghi, saperi e sapori, un sottotitolo che illustra perfettamente lo spirito del libro, non un ricettario ma una raccolta di racconti dedicati alle preparazioni tradizionali, da nord a sud, dall’antipasto al dolce. La ricetta, alla fine di ogni capitolo, è un’indicazione e un suggerimento per un appassionato del cucinare oltre che della cucina.
La scelta cade su una delle possibili ricette per quella preparazione come la Ribollita toscana di Pellegrino Artusi, perché di varianti ce ne sono sempre molte e l’invito è anche a trovare la propria, a dare sfogo alla creatività. Perché la cucina è arte e tecnica, è storia quanto innovazione, è viva e in divenire.
Questo lo spirito di un friulano, nato a Udine nel 1952, vissuto quarant’anni a Milano, giornalista di lungo corso e ora cittadino di San Marino, dedicato alla scrittura. Nella premessa al libro anche l’indicazione che non essendo un libro di cucina ma di saperi e sapori, soprattutto di saperi di sapori, le proprie convinzioni, la preoccupazione del cibo sano, vengono messe a lato, apparendo qua e là come suggerimenti.
Questo non è il libro di come mangia Guido o l’idea di cucina di Mattioni, è un viaggio nel quale ci fa da guida. La cucina è memoria, perché è nell’infanzia che si forma il nostro gusto e perché la tavola evoca la famiglia, l’infanzia come un marcatore importante del nostro crescere, una Madeleine, diversa per ognuno di noi ed è per questo che l’autore ci racconta la polenta come il “suo” cibo. Tra l’altro esso è probabilmente il cibo più antico del mondo, a partire dai Sumeri, fino all’antica Grecia e agli Egizi. anche se quella polenta non era certamente di granturco o mais come poi si ebbe a dire.
Un viaggio godibilissimo, con qualche incursione e alcune divagazioni, che rendono la lettura una conversazione vivace come in salotto, dove le associazioni di idee a volte portano lontano. Ogni capitolo un piatto e un mondo che ci porta lontano o vicino nel tempo e nello spazio, frutto anche dei numerosi viaggi in qualità di inviato e con una sola raccomandazione, doppia, l’attenzione alla qualità della materia prima e la scelta di ‘prendersi il tempo’ perché l’espressione fast food è una contraddizione in termini.
Lascerò al lettore curioso di perdersi nelle pagine, che possono essere lette anche non in ordine, limitandomi a citare la crème brûlée con la sua crosticina tanto amata da Amélie, da non confondersi con la crema catalana; con cui termina il racconto, in dolcezza; l’aperitivo che viene dall’estremo Oriente, in apertura, legato al Long Bar del Raffles Hotel di Singapore; la Soupe à l’oignon la cui origine è rivendicata da più parti, come l’idea che sia stata portata in Francia da Caterina dei Medici dove l’antica carabaccia sarebbe stata rivisitata per i banchetti reali, tesi che trova però molti contestatori; come la cotoletta, milanese, viennese o francese? E ancora il timballo del Gattopardo offre una delle occasioni per digressioni letterarie, in un dialogo con personaggi immaginari come Ratatouille.
A cura di Mila Fiorentini















