Il fatturato aggregato 2024 delle società partecipate da Tamburi Investment Partners, la holding di investimento fondata da Gianni Tamburi e quotata su Euronext STAR Milan, è stato di oltre 25 miliardi, con un ebitda di circa 5 miliardi, dando lavoro a più di 100 mila persone. Più nel dettaglio, 11 società hanno avuto fatturati in crescita, 8 società fatturati sostanzialmente stabili (+/- 5%) e solo 2 fatturati in calo sensibile. Lo ha comunicato TIP venerdì 14 marzo, in occasione della pubblicazione dei risultati di bilancio 2024, sottolineando che si tratta di “risultati pertanto migliori sia della maggior parte delle imprese italiane o europee comparabili, sia della sensazione diffusa da mesi sui comparti industriali del nostro paese”, ma che “a fronte di ciò ,nel 2024 e a inizio 2025 il corso del titolo TIP è stato inspiegabilmente deludente” (si vedano qui il comunicato stampa e qui la lettera agli azionisti).
In particolare, la performance del titolo TIP nel corso del 2024 è stata negativa di circa il 10%: dopo l’ottima performance del 2023 e un ulteriore incremento di valore fino ai primi mesi del 2024, il prezzo del titolo TIP ha successivamente oscillato in un range molto lontano sia dal valore intrinseco netto internamente stimato sia dai target price degli analisti che coprono il titolo. Il tutto, comunque, a fronte di una performance decennale che risulta del 139,2%, superiore rispetto a molti dei principali indici nazionali e internazionali, per un total return del 175,1%, che corrisponde a un dato medio annuo di circa il 17,5% e a un dato composto del 10,6%.
Secondo il management di TIP, però, ai prezzi attuali il titolo è un’interessante opportunità di investimento, dato che un corretto “valore intrinseco” dell’attivo di TIP è ad oggi di oltre 2,9 miliardi, che corrisponde, netto debiti, a 13,5 euro per azione. La più recente media dei target price comunicati dalle banche che coprono il titolo TIP è di 12,55 euro.
Andando nel dettaglio dei conti, il gruppo TIP ha chiuso il 2024 con un utile consolidato pro-forma di 64,6 milioni, in calo dai circa 149 milioni del 2023, che tuttavia comprendevano ben 115 milioni di plusvalenze. Il trend negativo era già stato evidente nei primi nove mesi (si veda altro articolo di BeBeez). L’utile netto consolidato del 2024 deriva infatti in buona parte dal buon andamento delle partecipate i cui risultati sono stati ben più positivi di quanto si potesse prevedere, mentre nel corso del 2024 le plusvalenze sono state solo di circa 24 milioni.
Il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024 è rimasto stabile ad oltre 1,4 miliardi, pur dopo distribuzioni di dividendi per 24,8 milioni e ulteriori acquisti di azioni proprie per 11,5 milioni.
Al risultato positivo del 2024 hanno infatti contributo in modo sostanziale le quote di risultato delle società collegate, pur in un contesto di rallentamento generalizzato dell’economia in Europa, in particolare nell’ultima parte dell’anno. La quota di risultato delle partecipazioni collegate ha dato luogo ad un provento di 69,5 milioni, grazie in particolare ai risultati positivi delle partecipate OVS, IPGH (controllante del gruppo Interpump), Alpitour, Roche Bobois, ITH (controllante del gruppo Sesa), Dexelance, Beta Utensili, Sant’Agata (controllante del gruppo Chiorino), Limonta ed Elica.
I proventi finanziari comprendono, oltre alle plusvalenze ed in particolare quella relativa al completamento della cessione di azioni Prysmian di circa 21,6 milioni, anche dividendi per 8,9 milioni e interessi attivi per 1,8 milioni. Gli oneri finanziari si riferiscono principalmente agli interessi maturati sui prestiti obbligazionari per circa 11,9 milioni e ad altri interessi su finanziamenti per 3,2 milioni. A quest’ultimo proposito, ricordiamo che lo scorso giugno il gruppo ha emesso un bond da 290,5 milioni di euro a scadenza giugno 2029 (si veda altro articolo di BeBeez). La liquidità riveniente da tale emissione è stata poi utilizzata per rimborsare anticipatamente, nel mese di luglio, il precedente prestito obbligazionario da 300 milioni in scadenza lo scorso dicembre. La posizione finanziaria netta consolidata del gruppo TIP era quindi a fine 2024 negativa per circa 422 milioni, sostanzialmente in linea con il dato a fine 2023.
Tra le operazioni di disinvestimento, la nota di TIP ricorda che la controllata StarTIP ha deciso di non aderire all’opa lanciata lo scorso anno da Retex, controllata dal fondo FSI II, sulle azioni Alkemy e che l’opa si è conclusa con un’adesione limitata, malgrado l’abbassamento della soglia minima dal 90% al 50% circa. Dopodiché, si legge ancora, “tenuto conto dell’andamento dell’attività di Alkemy nel febbraio 2025, StarTip ha sottoscritto con Retex un contratto avente ad oggetto il trasferimento di tutte le proprie azioni rappresentative del 7,139% del capitale, a fronte del pagamento di un corrispettivo pari a euro 12,00 per azione, con esecuzione differita al 31 marzo 2025”. StarTIP è quindi parte del gruppo di azionisti di minoranza che lo scorso febbraio hanno firmato l’accordo con Retex per cedere nel complesso il 25,26% del capitale di Alkemy, portando Retex, congiuntamente al consigliere delegato Duccio Vitali, al 90,73% del capitale (si veda altro articolo di BeBeez).

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