Settimana da incorniciare quella appena trascorsa per i titoli del privare capital selezionati da BeBeez su eToro e pubblicati sulla pagina Trading Floor,. Su entrambe le sponde del Nord Atlantico si sono rinfatti registrati progressi notevoli, sebbene nessuno abbia raggiunto le due cifre.
Il buon umore dei mercati è legato soprattutto alle aspettative di un ormai prossimo taglio dei tassi da parte della Fed, a seguito della stabilizzazione delle aspettative sui prezzi dell’energia legata allo spegnimento del focolaio di crisi iraniano e anche, e forse soprattutto, alle pressioni esercitate con sempre maggiore insistenza sulla Fed da parte dell’Amministrazione Trump, che ormai vede nel taglio del costo del debito la sola voce in grado di tagliare significativamente la spesa federale.
Come più volte sottolineato in questa rubrica, il costo del debito è uno dei fattori che più influenzano i corsi azionari di un gestore di asset alternativi e illiquidi. Di conseguenza solo cinque dei 45 titoli in portafoglio hanno chiuso la settimana in rosso, peraltro limitato, ed è significativo che in fondo alla classifica troviamo diversi operatori del private debt, come Oaktree Specialty Lending (1.1%), e KKR Real Estate Finance Trust (-2,4%).
Di questo clima positivo non poteva che beneficiarne il più grande operatore del mondo del comparto, il cui titolo è quindi il più liquido e scambiato, cioè Blackstone Group (+9,8%), che gestisce un portafoglio ormai superiore ai mille miliardi di dollari.
Appena meno bene ha fatto la britannica Bridgepoint Group (+9,6%), la cui performance è stata invece determinata soprattutto dalla notizia della vendita a Liberty Media (che già controlla la Formula One Management) di Dorna Sports, organizzatrice della MotoGP, cui è stato riconosciuto un Enterprise Value di 4,2 miliardi di euro. A questo si è accompagnata la notizia della vendita di un’altra società in portafoglio a Bridgpoint, ossia il broker assicurativo francese Kereis, ceduta ad Advent International per un EV di 2 miliardi di euro. Di conseguenza la società di gestione inglese ha annunciato la distribuzione di 2 miliardi di euro agli investitori.
Sul gradino più basso del podio troviamo un altro big a stelle e strisce, ossia KKR (+9,54%), che ha beneficiato, otre che dell’aeffetto delle aspettative sui tassi, anche dell’annuncio di performance e proventi da investimenti per 475 milioni di dollari nel secondo trimestre del 2025 (si veda qui il comunicato stampa).
Subito giù dal podio, ma per un soffio, troviamo la belga Sofina (+9,46%%). che sta beneficiando di un’operazione di buy back di titoli sul mercato attualmente ancor a in corso (si veda qui il comunicato stampa).
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