Prosegue con alcune sostanziali novità ed aperture potenziali del principale azionista il lavoro finalizzato al risanamento di Banca Progetto, l’istituto in amministrazione straordinaria controllato da Oaktree Capital Management e commissariato da Banca d’Italia lo scorso 18 marzo (si veda altro articolo di BeBeez).
L’istituto a metà settembre 2025 ha sottoscritto un term sheet vincolante per un’operazione di risanamento con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, BPER Banca, Intesa Sanpaolo e UniCredit, unite in un’operazione di rilancio del valore di 400 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez).
Uno dei punti cardine del progetto è la ricapitalizzazione della banca da parte del Fondo, mediante un aumento di capitale che potrebbe non essere approvato nella prossima assemblea dei soci prevista per novembre, senza il via libera di Oaktree, che già in passato si era adoperato insieme a JC Flowers per ricapitalizzare e ristrutturare l’istituto.
A scriverlo è MF-Milano Finanza, secondo cui sono in atto trattative mirate a trovare un’intesa che potrebbe prevedere una diluizione della quota detenuta da Oaktree senza però arrivare al suo azzeramento, così da preservarne il coinvolgimento nell’operazione.
Da un lato il private equity statunitense da convincere, dunque, e dall’altro i commissari straordinari Lodovico Mazzolin e Livia Casale che – secondo Mf – hanno intensificato il lavoro di coordinamento con il Fitd, assistito da Kpmg, e con la Vigilanza di Bankitalia con l’obiettivo di far proseguire l’operazione lungo i binari previsti a metà settembre, quando i cinque istituto di credito e il Fitd hanno siglato l’intesa mirata al risanamento.
Fra le attività in essere c’è anche una confirmatory due diligence sugli asset di Banca Progetto, che è assistita da Lazard, con l’obiettivo di verificare la qualità del portafoglio crediti e definire con precisione il fabbisogno patrimoniale dell’istituto.
Inoltre, è in fase di lancio una doppia operazione di derisking che prevede sia una cessione di crediti deteriorati sia una cartolarizzazione di impieghi in bonis, per alleggerire il bilancio e rendere più solida la struttura patrimoniale.
Amco, la controllata del Tesoro, sarebbe in corsa per la prima delle due operazioni, delle quali non sono ancora stati determinati in via definitiva gli importi.
Il passo successivo, scrive il newspaper di Class Editori, sarà l’approvazione della Vigilanza, che esprimerà il suo parere relativamente al piano di salvataggio concendendo le autorizzazioni necessarie al suo svolgimento, fra cui quelle relative alle modifiche statutarie e al qualifying holding.
“I pianeti si stanno progressivamente allineando”, con l’obiettivo di concludere il salvataggio entro la fine dell’anno o, al più tardi, nelle prime settimane del 2026, hanno dichiarato fonti vicine al dossier.
Ricordiamo che nell’ottobre 2024 Banca Progetto era stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria dalla Guardia di finanza su delega del Tribunale di Milano. Una disposizione che seguiva un’inchiesta penale aperta dalla Procura che aveva coinvolto nove pratiche di finanziamenti garantiti da MCC a favore di società che in via indiretta farebbero capo alla ‘ndragheta (si veda altro articolo di BeBeez).
La vicenda aveva messo in stand-by l’annunciata vendita della banca a Centerbridge Partners (si veda altro articolo di BeBeez), il quale nel frattempo ha poi depositato presso un tribunale di Londra la richiesta per l’annullamento immediato del contratto, poiché Banca Progetto non avrebbe rispettato le condizioni concordate. In particolare, la banca non avrebbe risolto le “carenze relative ai controlli antiriciclaggio” prima della firma dell’intesa (si veda altro articolo di BeBeez).
Per quanto riguarda la dotazione patrimoniale della banca prevista dall’accordo con le banche d il Fondo, ricordiamo che i commissari inviati da Banca d’Italia Lodovico Mazzolin e Livia Casale già la scorsa primavera avevano chiesto a Oaktree l’immediato rafforzamento patrimoniale dell’istituto, dato che a fine marzo l’istituto non ha rispettato il requisito minimo obbligatorio del leverage ratio (rapporto tra patrimonio ed esposizione finanziaria) fissato al 3% dalle regole di Basilea 3. E così facendo, la banca non può accedere allo sportello d’emergenza (ELA – Emergency Liquidity Assistance), che consente alla banca centrale di erogare finanziamenti straordinari a istituzioni finanziarie solvibili in crisi temporanea di liquidità.















