ConsulBrokers spa, intermediario assicurativo controllato dall’ottobre 2024 dal private equity Usa JC Flowers per il 79% (si veda altro articolo di BeBeez), punta a un fatturato superiore ai 100 milioni di euro con premi intermediati per oltre un miliardo. Nel frattempo da qui a fine anno sono previste altre tre acquisizioni più una importante operazione di debito. Ma l’anno della svolta sarà il 2026.
Lo ha anticipato a BeBeez Alfredo Amato, fondatore nel 1988 insieme ai soci Antonio Perretti, Maurizio Fiore ed Egidio Comodo, della società che come accennato da poco più d un anno è passata sotto il controllo di JC Flowers (attraverso il veicolo Oneitalia Alliance spa, che fa capo a sua volta a JCF V Italian Broking Ltd).

Domanda. Come è avvenuto il vostro incontro con il fondo JC Flowers?
Risposta. Per noi è stata una grande sorpresa vedere il forte interesse che stanno dimostrando i fondi di private equity nei confronti del mercato del brokeraggio in Italia. Prima di avviare l’operazione con JC Flowers, avevamo fatto qualche piccola acquisizione (una ogni due anni) e non avevamo in mente di cedere l’attività. Volevamo però al contempo sfruttare la grande euforia del momento e trovare un partner finanziario con l’idea di unire alla nostra crescita organica quella inorganica. JC Flowers ci ha convinto e abbiamo avviato l’operazione. Così, poco prima dell’ingresso del fondo abbiamo costituito un team di m&a molto motivato e con le idee chiare: dare vita a un progetto di aggregazione dove non si pensa solo a far crescere i numeri e a sommare gli ebitda delle società acquisite quanto a incrementare la presenza geografica e i settori di competenza.
D. Ci spiega meglio?
R. Intendiamo arrivare ad avere due-tre sedi a marchio nostro in ogni regione italiana e, quanto ai settori, stiamo puntando sul medicale/farmaceutico, su quello sportivo e sul mondo dei professionisti. Tutte le regioni sono interessanti per noi ma di certo le piazze principali sono Roma e Milano. La struttura oggi ha due piattaforme di servizi: una generica e una business. Entrambe sono sostanzialmente a servizio di tutte le sedi dove sono presenti professionisti dedicati alla gestione del cliente e altri più operativi sulla parte amministrativa.
D. Dall’inizio dell’anno a oggi avete realizzato già quattro acquisizioni: ProBroker, Intermedia IB, Etisicura e GB Intermediazioni Assicurative. Quali sono gli obiettivi?
R. Prima dell’ingresso del fondo, si pensava a un giro d’affari di circa 25-30 milioni da qui al 2028. invece già a inizio anno abbiamo cambiato le stime. A marzo avevamo già effettuato acquisizioni che ci hanno portato a circa 20 milioni di ricavi. Così, a maggio abbiamo messo in atto un piano di riorganizzazione della società che prevede una crescita nuova in tre anni. Il primo anno abbiamo speso circa 20 milioni e ora abbiamo fatto un piano di investimento molto più ampio, con operazioni di partnership dove però non ci facciano diluire eccessivamente. Oggi siamo in dirittura d’arrivo per chiudere un’importante operazione di debito che ci porterà a diventare una società leader in Italia e che ci porterà ad avere un fatturato di 80 milioni di euro da qui al 2028. Inoltre, ci sono tre acquisizioni in corso che ci faranno chiudere l’anno con un risultato sorprendente.
D. E il 2026?
R. Il programma è molto importante. Il progetto è di fare una acquisizione al mese, il team di aggregazione è pronto. Abbiamo molte trattive in corso in Italia.
D. Come è strutturato il team di m&a?
R. Ci sono sei persone. Mio figlio Marco è a capo del team di Consulbrokers e di Oneitalia che è la finanziaria della holding di gruppo voluta dal fondo. Noi mettiamo a disposizione una serie di attività ma le singole sedi hanno la loro autonomia. Abbiamo costituito sei comitati che controllano le varie attività del gruppo e i manager e i professionisti che si uniscono vengono inseriti man mano all’interno dei comitati direttivi. Stiamo lavorando anche sulle agenzie di assicurazioni e sulle subagenzie di grandi dimenesione.
D. Perché piace il vostro modello?
R. Riesce a unire quelle che sono le necessità del momento. Mi sento di dire che siamo diventati un grande broker ma non perdiamo quella che è la rilevanza del singolo professionista, forte dei suoi contatti con le compagnie e coi clienti. Inoltre, siamo ben strutturati ma flessibili e veloci nell’operatività. Un altro aspetto che ci dà forza e ci differenzia rispetto agli altri è che nel momento in cui un broker locale vuole rimanere con il proprio marchio, noi glielo consentiamo.
D. Quando acquisite un’azienda, puntate al controllo. C’è una regola fissa?
R. No, insieme ai nostri legali si decide sulla base delle singole realtà e si valuta caso per caso.
D. Target m&a estero?
R. In questo momento siamo molto concentrati sull’Italia che oggi vede una presenza di piccoli broker, stiamo quindi cavalcando l’onda dell’aggregazione. Ma di certo un domani non mi sento di escludere tassativamente di sfruttare la nostra esperienza italiana anche all’estero.

Consulbrokers e JC Flowers
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