Prosegue il percorso di riorganizzazione degli asset dell’ex Moncaro.
Uve Unite Società Cooperativa Agricola, realtà costituita da produttori vitivinicoli marchigiani, si è infatti aggiudicata il polo produttivo di Montecarotto per un valore di circa 3,9 milioni di euro, mettendo a segno un’operazione destinata a incidere sul futuro della filiera enologica regionale.
L’operazione riguarda uno degli asset industriali più significativi appartenuti a Moncaro, storica cooperativa vinicola marchigiana che negli ultimi anni aveva attraversato una profonda crisi finanziaria culminata con procedure di liquidazione e cessione degli asset.
L’offerta presentata da Uve Unite, pari a 3.914.250 euro, è risultata vincente consentendo alla neo cooperativa di assumere il controllo del sito produttivo di Montecarotto, nel cuore di uno dei territori vitivinicoli più rilevanti delle Marche.
La nascita di Uve Unite rappresenta una risposta del territorio alla crisi della storica cooperativa.
Il progetto aggrega infatti produttori locali con l’obiettivo di preservare strutture produttive, competenze tecniche e relazioni commerciali costruite in decenni di attività.
L’acquisizione consentirà di mantenere operativo uno stabilimento strategico per la lavorazione e la valorizzazione delle produzioni vitivinicole regionali, evitando la dispersione di un patrimonio industriale considerato fondamentale per l’economia agricola locale.
Il presidente della cooperativa Giovanni Piersanti ha sostenuto il progetto di acquisizione come strumento per garantire continuità produttiva e prospettive di sviluppo alle aziende agricole conferenti.
La stessa operazione viene letta dagli operatori del settore come un passaggio importante per preservare occupazione, capacità produttiva e presidio territoriale.
Tra i commenti emersi nelle ultime settimane, particolare rilievo ha assunto la valutazione secondo cui una parte significativa della storia agricola e cooperativa marchigiana resterà nelle mani di operatori del territorio.
Una scelta che punta a rafforzare il legame tra produzione agricola, trasformazione industriale e valorizzazione commerciale delle denominazioni regionali.
Dal punto di vista strategico, l’operazione consentirà a Uve Unite di disporre immediatamente di infrastrutture produttive già operative, accelerando i tempi di rilancio dell’attività e creando le condizioni per una futura crescita commerciale sia sul mercato domestico sia sui mercati internazionali del vino.














