
A Palazzo Blu sul Lungarno pisano ha inaugurato l’esposizione di due opere di Sandro Botticelli (Firenze 1445-Firenze 1510), provenienti dal museo Jacquemart André di Parigi, costituito dalle collezioni d’arte raccolte a partire dal 1864 dal banchiere Edouard André affiancato dal 1881 e fino alla sua morte dalla moglie Nélie Jacquemart che per condividere la passione antiquaria del marito rinunciò alla sua carriera di pittrice. La mostra Botticelli a Pisa. Due opere dal museo Jacquemart André di Parigi è aperta al pubblico sino al 15 febbraio 2026.
La Madonna col Bambino (1470 ca) e La Fuga in Egitto (1495 -1500 ca), icone di momenti distintivi della produzione artistica fiorentina del tardo Quattrocento, acquistate in Italia, a Firenze, da antiquari fiorentini alla fine dell’Ottocento, sono protagoniste di uno scambio con il museo parigino dove sono conservate. Nei mesi scorsi, infatti, il Jacquemart André, museo molto amato nella capitale francese, ha esposto il Ritratto di Artemisia Gentileschi di Simon Vouet e Clio, Musa della storia di Artemisia Gentileschi, partite da Palazzo Blu per una mostra sulla pittrice seicentesca, romana di nascita ma pisana di origine da parte di padre.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con Gigetta Dalli Regoli e Stefano Renzoni, consente inoltre di ricostruire una pagina poco nota, circa la presenza a Pisa del Botticelli alla fine del ‘400, impegnato a eseguire un lavoro in bozza per la Cappella dell’Incoronata nella Cattedrale, lavoro di cui non sono però rimaste tracce.

“La mostra è l’occasione per valorizzare una felice collaborazione con il museo Jacquemart André di Parigi, con il quale in questi mesi abbiamo avuto modo di promuovere uno scambio di opere dalla collezione permanente del museo”, ha sottolineato Cosimo Bracci Torsi, presidente di Palazzo Blu. Che ha aggiunto: “La collaborazione è motivo d’orgoglio e proietta Palazzo Blu in uno scenario internazionale. Al tempo stesso consente di portare a Pisa due opere di Botticelli. Un inatteso ritorno ideale dell’artista fiorentino in città, dopo i lavori che lo videro impegnato nella Cattedrale di Pisa”.
Le due opere esposte a Palazzo Blu furono acquistate entrambe da Nélie Jacquemart a Firenze, come accennato: La Fuga in Egitto nel 1887 dall’antiquario Stefano Bardini; La Madonna col Bambino l’anno successivo, dall’antiquario Pallotti. Quest’ultima si rifà alla tipologia della Madonna del davanzale, ideata da Andrea del Verrocchio, capace di coinvolgere Botticelli e anche altri giovani talenti come il Perugino e il Ghirlandaio, per rispondere alla crescente domanda di immagini sacre. La Fuga in Egitto si distingue per la rappresentazione insolita della Vergine che cammina accanto all’animale, portando il Bambino in braccio e seguita da San Giuseppe. Questa soluzione, audace nella visione di scorcio, potrebbe riferirsi non alla partenza dalla Palestina, ma al ritorno dall’esilio, episodio raro ma documentato in modelli bizantini. Nella seconda metà del Quattrocento, l’Opera della Primaziale di Pisa affidò a Sandro Botticelli il completamento dell’arredo della Cappella dell’Incoronata in Cattedrale. Nel 1474, Botticelli soggiornò a Pisa, dove realizzò un abbozzo dedicato alla Vergine, ma il lavoro non fu portato a termine e le tracce dell’opera andarono perdute con le successive trasformazioni della cappella. Tuttavia, il suo passaggio e l’attenzione rivolta alle sculture antiche e al Pulpito di Giovanni Pisano hanno influenzato le figure femminili delle sue opere.
a cura di Ilaria Guidantoni















