
Καρδια, una mostra a cura di Claudio Composti – gallerista e curatore – inaugurata all’hotel Plaza e De Russie di Viareggio nello spazio Plaza Project Art Room, inaugurate lo scorso 31 luglio, visitabile fino al 3 ottobre. Gli arcipelaghi di quest’artista concettuale partenopea sono luoghi del cuore, mappe ricostruite con viaggi ideali e allo stesso tempo documentate scrupolosamente con lo studio di mappe nautiche. “Osservo da giorni la carta nautica di Capraia. Il mio sguardo, che segue le dolci linee di costa, d’un tratto s’incanta sui frammenti delle rive e il profilo dell’isola mi appare come i contorni di un cuore lacerato. Mi chiedo se le mie fratture collimino con le erosioni
dell’isola”. Queste le parole dell’artista che ci portano lungo le rotte della sua arte.
Il progetto è nato per la prima residenza d’artista Plaza Art Residency, tenutasi nel 2020, a cura di Claudio Composti, direttore e fondatore di mc2gallery di Milano e responsabile anche della programmazione della Plaza Project Art Room, la prima galleria in Italia aperta nella lobby di un Design Hotel 5 Stelle della catena Relais & Chateaux e dedicata esclusivamente alla fotografia grazie alla

lungimiranza di Salvatore Madonna collezionista e proprietario anche dell’Hotel Byron di Forte dei Marmi.
Plaza Art Residency prevede che un artista, su invito del curatore Claudio Composti, soggiorni presso l’hotel nel periodo invernale e lavori sul territorio toscano per realizzare un progetto fotografico che entri poi nella collezione dell’Hotel. Così dopo la residenza in Sardegna dello scorso anno, nasce quella di Capraia dedicata alla Toscana, un’isola del cuore che formerà un trittico, un arcipelago ideale con la Corsica, dove la residenza è stata rinviata a causa della pandemia. Capraia è l’isola del cuore, καρδια in greco, che Ilaria Abbiento, studiandone le coste, ricostruisce quale un cuore lacerato, immagine che si evidenzia soprattutto con le rocce rosse presenti. Tra l’altro novemila anni fa un’eruzione vulcanica provocò un forte terremoto facendola sprofondare per metà e disperdendone frammenti nel mare; ora il filo di rame che l’artista inserisce a mano sulle sue mappe per tracciarne i confini ha il sapore di una cauterizzazione delle ferite. Le ferite della natura, oggi più che mai, rispecchiano quelle dell’animo umano che per l’Abbiento diventano purtroppo in questo caso una ferita aperta: al rientro dalla residenza infatti il cuore del padre si è fermato e, in questo, l’artista ha visto una sincronicità. Quand’è sull’isola Ilaria, che vede nel mare una cura dell’anima e soprattutto del suo cuore ferito, pensa di farsi un elettrocardiogramma una volta sulla terra ferma. Ma non sa che due giorni prima è arrivato il primo macchinario per elettrocardiogramma, che colma il vuoto di un presidio ospedaliero. In mostra il tracciato del cuore dell’artista sotto una roccia rossa a guisa di cuore, dialoga idealmente con un’opera video, il faro dell’isola – che è anche protagonista di una foto esposta – che pulsa con la propria lanterna come un cuore.
L’isola per la Abbiento è un cuore legato ad altri cuore, è il centro delle emozioni e delle relazioni. Ne risulta un arcipelago che è un chiasmo di incontri come racconta nel diario, sempre in mostra, appunti visuali di viaggio.
Della permanenza sull’isola, delle sue passeggiate lungo i sentieri, in inverno, da sola, racconta infatti “registro la mia presenza sull’isola con il diagramma del mio ritmo cardiaco, un mareografo immaginario che si accorda all’ondeggiare del mare e pulsa come la luce che lampeggia dalla lanterna del faro…”.
All’orizzonte un nuovo progetto, Teorema celeste, interamente dedicato al padre, che ci ha raccontato in anteprima, dove il mare c’è sempre mentre un cielo si riflette sulle sue acque. Il tema è quello delle costellazioni come arcipelaghi celesti, dove ci sarà una foto del mare scattata per altro dal padre dell’artista, che speriamo di vedere presto. La mostra è prevista nel corso del 2022 all’Acquario di Milano.
a cura di Ilaria Guidantoni















