
A Milano fino al 22 marzo, al Castello Sforzesco nella Saletta della Grafica, è di scena la mostra (a ingresso gratuito, martedì-domenica, dalle 10 alle 17.30 con ingresso fino alle 17), L’Italia sulla neve, dedicata ai manifesti e alla pubblicità di “com’eravamo”, la storia, poco esplorata, da metà dell’Ottocento delle vacanze in montagna da quando, da meta di esplorazione alpinistiche per “addetti ai lavori”, diventa luogo di villeggiatura e sport con la nascita dell’abbigliamento sportivo: oltre 100 beni tra riviste, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e manifesti, provenienti dalla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”.
L’esposizione, che rientra nel programma delle XXV Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, è un’iniziativa piacevole e curiosa che ci racconta il costume di una società che cambia; e ci accompagna nel corso del Novecento che segna la definitiva nascita del turismo sulla neve, raggiungendo il suo apice tra gli anni Venti e Trenta, con la costruzione di alberghi moderni e impianti sempre più all’avanguardia: sci e pattinaggio sul ghiaccio si diffondono rapidamente, seguiti da discipline come la slitta, il curling e l’hockey.

Il percorso espositivo spazia dalle ottocentesche figurine Liebig ai più recenti manifesti dedicati alle Olimpiadi di Città del Messico 1968, Monaco 1972 e Montréal/Canada 1976 attraverso una serie di artisti di peso tra i protagonisti più significativi della grafica del XX secolo, da Leopoldo Metlicovitz, a Marcello Dudovich, Marcello Nizzoli, Giovanni Manca, Emilio Malerba, Enrico Sacchetti, Aldo Mazza e Fortunato Depero. Molto spazio è dato anche a riviste illustrate come Il Secolo XX, Varietas, Ars et Labor e La Lettura.
Gli italiani e gli sport invernali legati soprattutto alla montagna nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria, questo il tema con una particolare attenzione alla moda nella sezione dedicata a I manifesti e i cataloghi di vendita dei grandi magazzini milanesi, tra gli Anni Venti e gli Anni Trenta del Novecento, quali la Rinascente, la Tessile e al Duomo. In particolare la Rinascente, un simbolo del costume, pubblica, accanto alla moda maschile e femminile, cataloghi riservati interamente agli articoli sportivi quali lo sci e il pattinaggio sul ghiaccio, organizzato un reparto ad hoc, il Gymnasium; con l’inconfondibile copertina con l’arciere del fronte di Egina. Già nel 1930, a riprova dell’interesse crescente per gli sport della stagione fredda che accoglie un pubblico sempre più vasto il Catalogo speciale per gli sports invernali, con consigli pratici e suggerimenti di equipaggiamento.

Singolare l’evoluzione dello stesso abbigliamento femminile che ha assunto caratteri di praticità e comodità, nonostante nel manifesto di Marcello Dudovich una donna compaia in abito da sera accanto allo sciatore e in un’altra immagine una signora in tenuta da sci si stia mettendo il rossetto. Dettagli delle abitudini e della mentalità di un’epoca sono rintracciabili qua e là come nell’immagine di due sportivi che fumano, lei una sigaretta, lui la pipa, oggi assolutamente political uncorrect.
La seconda parte dell’esposizione si concentra sulla promozione delle località turistiche italiane legate agli sport invernali: manifesti, opuscoli, dépliant, cartoline e riviste testimoniano il ruolo centrale svolto da Enit (Ente Nazionale per l’Incremento delle Industrie Turistiche, fondato nel 1919) e dal Touring Club Italiano, a cui si affiancano le attività promosse da regioni e province – di cui è esempio la copertina della rivista Enrosadira del 1936 firmata da Fortunato Depero – oltre che dagli alberghi e dalle stazioni sciistiche.
Nel tempo cambia lo stile anche nella comunicazione e per suggerire comfort nei decenni successivi ci sono i progetti di Max Huber, grafico, designer e docente svizzero, la cui attività si è svolta prevalentemente in Italia, ad esempio. Siamo negli Anni Cinquanta, quando Huber si stabilisce a Milano e a La Rinascente, per la quale disegnò il logotipo, esce L’inverno si consiglia e Ski, unendo grafica e fotografia, contribuendo a un nuovo stile in città.

Indubbiamente, come si legge nella seconda parte della mostra e come l’assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi ha ribadito, Milano rappresenta uno dei principali centri urbani da cui si sviluppa il turismo montano, ed è altrettanto vero che gli sport invernali trovano spazio e apprezzamento anche all’interno della città.
Ne sono testimonianza in mostra le vivaci illustrazioni di Achille Beltrame per La Domenica del Corriere, di cui si espone anche una selezione di tavole raffiguranti episodi e curiosità legati agli sport invernali praticati in diverse parti del mondo.
Conclude il percorso una sezione speciale è dedicata ad esempi di grafica minore e iconici manifesti legati ad alcune Olimpiadi del Novecento, tra cui un pieghevole contenente il programma dei primi giochi olimpici invernali, svoltisi a Chamonix nel 1924.
a cura di Ilaria Guidantoni















