
Una mostra singolare nello spirito, Eccentric. Estetica della libertà, è stata prorogata fino a maggio alla Pinacoteca d’Arte Moderna di Monaco di Baviera (Pinakothek der Moderne), un grande edificio di cemento della Kunstareal, area dell’arte della città, di grande suggestione, ambiente certamente adatto per un’esposizione che vuole far riflettere e che è giocosa ad un tempo.
L’esposizione intende mostrare il potenziale eccentrico connaturato a un’estetica della libertà. Il focus della presentazione con i suoi 100 lavori di 50 artisti internazionali contemporanei delle arti visive, riunisce un ventaglio di generi e tecniche decisamente variegati dalla pittura alla scultura, l’installazione, la performance e le arti multimediali, comprendendo anche oggetti di design e soprattutto legati alla moda – l’esposizione gode infatti del supporto della casa di moda Dior che espone alcuni oggetti – che sempre più si intreccia con l’arte. L’idea fondamentale della mostra è ancorata alla convinzione che l’eccentricità sia un’attitudine intellettuale che rigetta le ideologie di qualsiasi genere, a partire dall’affermazione della libertà di pensiero e di espressione quale condizione della democrazia e dell’umanesimo. Ora questa libertà è una ricerca continua che unifica energie nel loro potere trasformativo.

Non opera quindi secondo una gerarchia autocratica e seguendo una struttura binaria ma con una rete che costruisce di volta in volta trame e connessioni diverse, fluide perché non stabilite una volta per tutte e soprattutto non decise ma in via di autodeterminazione.
L’esposizione, che ha come media partner Arte e Monopol, esplora lo spettro multiforme dell’identità e dell’umanità nel suo stare fuori dal centro, fissato universalmente. Gli artisti sperimentano così usando i materiali e le tecniche più diversi, osservando essi stessi come spettatori “attivi” il formarsi dei soggetti da varie prospettive. Il focus è la dissoluzione della figura e delle forme e la celebrazione della diversità al di là di norme rigide e cliché. Il cambiamento audace della norma, l’apertura ad altre prospettive e l’indipendenza proprio dell’eccentrico possono essere testimoniate nelle cinque diverse sezioni del percorso.
Il punto di partenza è una riflessione sul termine “Creatura” che usualmente è sinonimo di essere (vivente), sia esso umano, animale o anche di fantasia. Nella sua etimologia latina però il riferimento è al creare, non passibile immediatamente di giudizio. L’idea è di non oggettivare, rendere oggetto, qualcosa di definito una volta per sempre, ma leggere la creatura e rivolgersi a essa come qualcosa di mutevole, dunque di sorprendente, anche a seconda dell’angolo e della prospettiva dalla quale ci poniamo. La grande sala che ci accoglie riunisce in un dialogo improbabile le creature più diverse come gli enormi orsi rosa di Paola Pivi o il coccodrillo appeso che nel titolo rinvia all’io e all’ego di Maurizio Cattelan. Quello che le opere mettono in evidenza è il sottrarsi a ogni definizione e il gioco tra apparenza e realtà, quindi tra immagine potente e fragilità intrinseca ad esempio, se pensiamo all’orso bianco che è diventato un peluche rosa a rischio estinzione o il nano che è in formato gigante.

Lo zigzag tra le opere ci porta tra artisti più e meno noti, alcuni dei quali ormai più o meno storicizzati come Andy Warhol o Jeff Koons o Jean-Marie Appriou, in mostra con un lavoro del 2023, Interstellar Twist (Yoga), dove l’armonia di questa disciplina subisce un disallineamento, una forzatura. Tra le opere video di particolare interesse quella di Julian Charrière, classe 1987, di Morges, con And Beneath It All Flows Liquid Fire, E sotto tutto scorre fuoco liquido, del 2019, lavoro complesso dal punto di vista concettuale e di grande poesia.
Completa la mostra il bel Catalogo dalla copertina pop, a cura di Bernhart Schwenk ed Eva Karcher, edito da Hirmer Verlag e pubblicato il 1° gennaio 2025 (a 25 euro nel bookshop del museo; la versione inglese su Amazon) e anche a una dimensione giocosa grazie a installazioni e arredi che diventano parte di un mondo fiabesco dove lo stupore e la meraviglia si mescolano a un senso di inquietudine, al mostruoso.
a cura di Ilaria Guidantoni














