
Calo medio del 7,6% del fatturato delle principali case d’asta internazionali (Christie’s, Sotheby’s e Phillips) nel primo semestre 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-28%). La contrazione è ancora più netta se paragonata al primo semestre 2023, con una flessione del 32,4%. Lo calcola Deloitte Private nel suo report Il mercato dell’arte e dei beni da collezione, presentato a Roma nei giorni scorsi (si veda qui il comunicato stampa). Tra i segnali più evidenti, si evidenzia che nessuna opera ha superato la soglia dei 50 milioni di dollari nei primi sei mesi del 2025, in continuità con la drastica diminuzione del numero di top lot sopra i 100 milioni registrata nell’ultimo triennio, scesi da sei nel 2022 a uno nel 2024.
L’ulteriore flessione del giro d’affari è trainata dalla contrazione della fascia alta del mercato e da un atteggiamento più prudente da parte dei collezionisti. Se da un lato calano i top lot multimilionari, dall’altro cresce il dinamismo nei segmenti più accessibili, guidato da un forte ricambio generazionale e dal nuovo gusto delle giovani generazioni.
I top lot del primo semestre 2025 sono stati battuti tutti da Christie’s a New York (si veda infografica sotto).

Ricordiamo che già in tutto il 2024 si era registrata una flessione per il mercato dell’arte e dei beni da collezione nel mondo, con un fatturato complessivo delle aste in calo del 26,2%, riflesso al prezzo medio dei primi cinque top lot dell’anno, in discesa a 68,70 milioni di dollari (si veda qui il report annuale di Deloitte e qui altro articolo di BeBeez) dagli 88,1 milioni del 2023, risultato a sua volta ben lontano rispetto al record di 140,9 milioni di dollari del 2022 (si veda altro articolo di BeBeez). Mentre nel primo semestre del 2024 il calo medio nel giro d’affari delle principali case d’asta internazionali era stato del 28% (si veda altro articolo di BeBeez).
Gli Stati Uniti confermano la propria leadership nel mercato dell’arte, con tutti i top lot del semestre aggiudicati come detto a New York. In Europa, in controtendenza con un +6,7%, Londra si mantiene al vertice, mentre Parigi continua a guadagnare terreno e Milano si distingue per il segmento Design. In Asia orientale si registra un lieve rallentamento, ma Hong Kong resta una piazza chiave subito dopo New York e Londra, soprattutto nel comparto dei vini e arte contemporanea. Il 2025 segna un punto di svolta per il Medio Oriente: l’8 febbraio si è tenuta a Diriyah Origins, la prima asta di Sotheby’s in Arabia Saudita. Mentre a febbraio 2026 debutterà Art Basel Qatar a Doha. Le vendite mostrano ottimi risultati sia per artisti locali che occidentali, con un tasso di venduto medio superiore al 75%. Gli acquirenti locali mostrano un gusto sempre più autonomo, preferendo arte mediorientale.
L’Italia prova a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato dell’arte internazionale grazie alla nuova aliquota IVA al 5%, approvata dal Consiglio dei Ministri il 20 giugno 2025 (si veda altro articolo di BeBeez). E’ la più bassa d’Europa, sotto Francia (5,5%), Germania (7%) e Svizzera (8,1%). Questa misura, insieme alla possibile futura riforma su notifiche e circolazione dei beni culturali, potrebbe rilanciare strutturalmente il mercato italiano, aumentandone la competitività e provocando esternalità positive su tutto il comparto culturale.

Se la fascia alta rallenta, il mercato complessivo si mantiene vitale grazie a un aumento delle transazioni totali, specialmente in segmenti accessibili. Si conferma infatti il trend di crescita del segmento dei beni diversi dalla pittura o Passion Asset, che registra un +1,2% nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo 2024, con forte apprezzamento tra collezionisti Millennial e Gen Z.
“A partire dal 2023, anche a causa delle turbolenze geopolitiche che hanno portato venditori e acquirenti a una fase riflessiva, il mercato dell’arte e dei beni da collezione internazionale vive un momento di significativo calo nei risultati”, ha spiegato Ernesto Lanzillo, partner e leader di Deloitte Private. “E’ tuttavia un segnale positivo per il futuro del settore l’ingresso sul mercato di una nuova generazione di collezionisti, più giovani e con gusti in evoluzione, come ben dimostrato dai più recenti trend d’acquisto”.
Mentre per Barbara Tagliaferri, Art&Finance coordinator di Deloitte Italia, “l’ingresso dell’intelligenza artificiale nel mercato dell’arte è uno dei trend più rilevanti degli ultimi anni. L’AI sta assumendo un ruolo sempre più centrale sia come strumento di analisi e previsione, utile per aumentare tracciabilità e trasparenza, sia come nuovo medium creativo. Emblematico”, ha aggiunto Tagliaferri, “il caso di un’opera realizzata da un robot umanoide, venduta per oltre 1 milione di dollari nel 2024. Tuttavia, l’uso dell’AI in ambito artistico solleva anche interrogativi sulla possibile standardizzazione dei processi creativi”.
Roberta Ghilardi, Art&Finance senior manager di Deloitte Italia, ha aggiunto: “Il primo semestre 2025 conferma il crescente interesse per i Passion Asset, ossia i beni da collezione diversi dalle opere d’arte. In controtendenza rispetto alla pittura, questo segmento registra un +1,2% di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2024. La crescita è guidata da design, fotografia e vini da collezione, anche grazie alle nuove generazioni che si affacciano al mondo del collezionismo con meno esperienza e, spesso, minori disponibilità economiche”.
E Pietro Ripa, co-autore del Report e group manager di Fideuram, ha concluso: “Il mercato dell’arte internazionale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinto da fattori economici, tecnologici e generazionali che ne stanno ridefinendo le dinamiche. Le mutevoli condizioni economiche, la concorrenza con altri investimenti di rischio alternativi, tra cui anche le startup legate al mondo dell’intelligenza artificiale”, ha sottolineato Ripa, “hanno reso gli investimenti in arte meno speculativi, penalizzando il fatturato globale per il secondo anno consecutivo, dopo il clamoroso risultato ottenuto nel 2022”.

Design e fotografia da collezione guidano l’andamento del comparto, registrando rispettivamente il +101,6% e il +10,3% di crescita nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche i cimeli sportivi hanno registrato un tasso di white glove sales del 100%, vini e liquori un tasso di sold intorno al 92% e anche design e gioielli hanno performato in maniera eccellente, con l’anello The marie-thérèse pink a historic jar colored diamond ring venduto da Christie’s a New York per circa 14 milioni di dollari (si veda infografica sopra), superando il top lot dello scorso anno.

Le artiste donne si affermano come protagoniste del primo semestre del mercato dell’arte contemporanea. Marlene Dumas ha stabilito un nuovo record per un’artista vivente con Miss January (1997), venduta a 13 milioni di dollari da Christie’s a New York. Si conferma l’entusiasmo internazionale per Yayoi Kusama, con un tasso di sold dell’86% nella fascia alta, e, tra le altre, anche Simone Leigh, Lisa Brice e Olga de Amaral hanno raggiunto nuovi record personali; Sotheby’s a New York ha inoltre dedicato aste speciali alle galleriste Daniella Luxemburg e Barbara Gladstone.















