
di Sergio Governale
E’ definitiva l’omologa del concordato semplificato liquidatorio di Naxos Real Estate srl, una delle prime procedure di questo tipo concluse per una società immobiliare, proprietaria di un trophy asset, in questo caso di Villa Mon Repos, boutique hotel di Taormina dotato di servizi per banqueting con vista su Isola Bella, che secondo quanto risulta a BeBeez, ha un valore stimato di circa 5-6 milioni di euro.
La settimana scorsa, infatti, la Corte di Appello di Roma ha confermato l’omologa emessa dal Tribunale il 13 ottobre 2023 in relazione appunto al concordato semplificato per la società attiva nel settore ho-re-ca, guidata nel percorso di ristrutturazione dal liquidatore commercialista palermitano Manfredi Ferrara.
CapitaLink Corporate Finance ha agito in veste di advisor finanziario dell’operazione, contribuendo all’elaborazione del piano di risanamento nell’ambito della composizione negoziata e di quello di liquidazione nell’ambito della proposta di concordato semplificato, mentre lo Studio DLA Piper ha ricoperto il ruolo di consulente legale della società, prestando assistenza alla società sia nella fase di composizione negoziata sia nella predisposizione della proposta di concordato semplificato, oltre a rappresentarla nel successivo giudizio di reclamo (si vedano qui il comunicato stampa dell’advisor, qui il Portale dei creditori e qui il decreto del Tribunale e la visura, questi ultimi due documenti disponibili solo agli abbonati di BeBeez News Premium e BeBeez Private Data).
Naxos Real Estate aveva maturato un’esposizione debitoria di circa 12 milioni di euro, di cui quasi 10 milioni di natura finanziaria nei confronti di un creditore titolare di un credito originato da un mutuo fondiario, e il resto nei confronti degli enti fiscali e previdenziali e dei fornitori.
Il liquidatore giudiziale Emanuele Mattei dovrà adesso indire un’asta con cui la società potrà cedere al miglior offerente il complesso immobiliare di Villa Mon Repos, presumibilmente con una base d’asta superiore ai 5 milioni di euro, garantendo ai creditori chirografari una soddisfazione minima del 5%, mentre gli enti previdenziali e l’Agenzia delle Entrate saranno rispettivamente soddisfatti per l’8% e il 7% dei crediti vantati per capitale, sanzioni e interessi entro dodici mesi dal deposito del provvedimento di omologa.
Naxos Real Estate non era riuscita, infatti, a ottenere il consenso di un numero di creditori sufficiente alla conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, comprensivo di una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate, malgrado avesse raggiunto nel corso della composizione negoziata un accordo con First Capital spa (società di Roma che, come risulta da visura in Camera di Commercio, ha già in pegno le quote di Naxos Real Estate e non ha nulla a che fare con l’omonima holding di investimento quotata a Piazza Affari) per acquisire il complesso immobiliare Mon Repos e la prestazione delle relative garanzie fino allo scorso 31 marzo, fatto questo citato nel decreto di omologa del Tribunale.
Pertanto, ottenuta la certificazione di conduzione delle trattative secondo correttezza e buona fede da parte di Alessandra Caron, esperta nominata dalla Camera di commercio di Roma, la società è ricorsa al Tribunale di Roma per l’omologa di una proposta di concordato semplificato fondata sulla cessione del complesso immobiliare tramite procedimento competitivo di vendita e sulla soddisfazione minima dei creditori concorsuali tramite apporto di finanza esterna.
Ricordiamo che il concordato semplificato è uno strumento introdotto dal nuovo Codice della Crisi dell’Impresa e dell’Insolvenza (vedi qui BeBeez Magazine n. 5- 29 aprile 2023). Al termine della procedura di composizione negoziata, nei casi più gravi e se la condotta dell’imprenditore è stata corretta, è previsto l’accesso al concordato semplificato, una nuova forma di concordato, appunto semplificata e con finalità solo di liquidazione, che, a differenza che nelle procedure concordatarie già previste nella Legge Fallimentare, non richiede alcuna votazione da parte dei creditori, né una soglia minima di soddisfazione degli stessi.
Secondo il quinto Osservatorio sulla composizione negoziata nella crisi d’impresa, pubblicato lo scorso mese di maggio, sono 82 le aziende che finora hanno presentato ricorso per l’omologazione del concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (vedi pag. 14 dell’Osservatorio), di cui 69 aperte nel 2023 e 71 aperte nel primo semestre 2024, secondo il primo Osservatorio sulla Crisi d’impresa di Unioncamere-Infocamere, diffuso a inizio settembre.















