
Bancomat spa, la società che gestisce i circuiti di prelievo e pagamento tra i più diffusi e conosciuti in Italia, partecipata dal fondo FSI II dal giugno 2024 (si veda altro articolo di BeBeez), ieri ha annunciato un importante avanzamento del progetto Eur.Bank, iniziativa di ampio respiro volta allo sviluppo di una stablecoin in euro avviata nell’ottobre 2025 (si veda altro articolo di BeBeez) e passo decisivo verso la transizione digitale e l’evoluzione dei sistemi di pagamento.
Nello specifico, nove grandi banche, cioè Banca Generali, Banca MPS, Banca Sella, Banco BPM, BPER Banca, Cassa Centrale Banca, CREDEM, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo si sono dichiarate disponibili a una prima fase di sperimentazione tecnica (si veda qui il comunicato stampa)
A questo proposito ricordiamo che Unicredit invece partecipa a un progetto alternativo di respiro europeo, coordinato da una società di diritto olandese, e supervisionato dalla banca centrale dello stesso Paese, cui partecipano anche ING, KBC, Danske Bank, DekaBank, SEB, CaixaBank e Raiffeisen Bank International oltre a Banca Sella che quindi è l’unico istituto a partecipare a entrambe le iniziative (si veda altro articolo di BeBeez).
In questa fase iniziale i test si svolgeranno esclusivamente a livello infrastrutturale, rimanendo in un ambiente protetto e privo di un coinvolgimento diretto della clientela, quindi in una fase sandbox. L’obiettivo primario di questo step è verificare sul campo la solidità della rete tecnologica di supporto e analizzare nel dettaglio i principali casi d’uso.
L’iniziativa Eur.Bank non intende limitarsi alla mera emissione di una valuta digitale ancorata all’euro, ma punta a costruire un ambiente istituzionale pienamente integrato con l’attuale sistema bancario. In questa visione, la stablecoin è solo il primo punto di accesso, uno strumento abilitatore progettato per strutturare nuovi e più evoluti servizi digitali. L’intero impianto si sviluppa in modo coerente con le iniziative europee in corso.
A differenza di molti modelli fintech non regolamentati, soprattutto americani in cui le digital currencies emesse sono garantite dalle stesse società tech che le emettono, l’architettura di Eur.Bank prevede che le riserve monetarie restino interamente all’interno del circuito bancario. Questa scelta consente di preservare la raccolta complessiva degli istituti e, al contempo, rafforzare in modo significativo la tutela e la sicurezza dei depositanti. Il progetto si muove infatti in una rigorosa cornice istituzionale, in dialogo costante con l’ABI e in armonia con le regole europee, in particolare la Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCAR).
Tra i principali ambiti di applicazione concreti che gli esperti stanno studiando spicca in primo luogo la tokenizzazione degli strumenti finanziari, inclusi i titoli di Stato, per ottimizzare le dinamiche di emissione e scambio.
Si valuta inoltre l’introduzione di sistemi di pagamento e regolamento on-chain attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, pensati per sostenere l’operatività continua dei mercati digitali emergenti.
Infine, la stablecoin si propone come motore dell’espansione internazionale delle imprese italiane ed europee, offrendo soluzioni capaci di semplificare i flussi finanziari transfrontalieri e abbatterne le barriere operative.
L’evoluzione dell’iniziativa procede secondo la roadmap stabilita, con la chiara intenzione di contribuire a un ecosistema continentale delle valute digitali basato su standard condivisi, fiducia e interoperabilità. A tal proposito, Fabrizio Burlando, ceo di Bancomat, ha evidenziato come questa alleanza rappresenti “un passaggio fondamentale per l’intero sistema economico, dimostrando che l’innovazione tecnologica più avanzata non è in contraddizione con la stabilità, ma può essere costruita tutelando il risparmio e rispettando le logiche della fiducia”.
Anche Marco Elio Rottigni, Direttore Generale di ABI, ha espresso il favore dell’associazione per un percorso che è complementare alle iniziative pubbliche, incrementando la competitività e la sicurezza del settore bancario italiano.
Bancomat, il circuito di pagamento più diffuso e riconosciuto in Italia con oltre 2,7 miliardi di transazioni annue gestite per un controvalore di circa 200 miliardi di euro, sottolinea comunque che il progetto Eur.Bank è in fase di evoluzione e che le future implementazioni operative saranno subordinate alle necessarie autorizzazioni delle autorità competenti.

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