
Articolo pubblicato su BeBeez Magazine n. 36 del 1° novembre 2025
di Stefania Peveraro
“Il mercato europeo della GDO vale più di 3 trilioni di euro. Le inefficienze che noi saremmo in grado di risolvere valgono oltre 120 miliardi e siamo pronti per iniziare ad aiutare non soltanto le aziende italiane, ma anche quelle straniere”. Progetta in grande Giulio Martinacci, ceo e co-founder insieme a Vincenzo Morelli, di Tuidi, una piattaforma di intelligenza artificiale che aiuta i punti vendita della grande distribuzione organizzata (GDO) a gestire in modo efficiente tutte le loro procedure, fresca di un round seed da 3 milioni di euro, guidato da Vertis sgr, tramite i fondi Vertis Venture 6 Digital Sud, parzialmente finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU, e Vertis Venture 7 Digital Puglia, e dai fondi Azimut Eltif – Venture Capital ALIcrowd III e IV e il fondo Azimut Digital Equity Italy, gestiti da Azimut Libera Impresa sgr. All’operazione ha partecipato anche QBerg srl, player attivo nel settore del market research e price intelligence, che avrà anche un ruolo di partner strategico al piano di sviluppo (si veda altro articolo di BeBeez).
D’altra parte, dietro alle grandissime dimensioni del mercato italiano della GDO si nasconde una realtà molto frammentata, dove efficienza e collaborazione lungo la filiera restano sfide aperte: margini sotto pressione, sprechi gestionali e complessità operative generano infatti 10 miliardi di euro di sprechi ogni anno, che potrebbero appunto essere recuperate utilizzando software più intelligenti e integrati, come il modello proposto appunto da Tuidi. Di tutto questo ha parlato Martinacci nella sua intervista a BeBeez Live.
Domanda. Giulio, ci racconti cosa fa Tuidi e qual è il bisogno a cui risponde?
Risposta. Tuidi è nata per aiutare il mondo del retail alimentare a compiere un vero salto di efficienza. Operiamo in un contesto che ha vissuto una forte trasformazione, accelerata dalla pandemia, e dove la pressione su costi, margini e organizzazione è altissima. Se pensiamo, come consumatori finali, quando andiamo a fare la spesa, vogliamo avere della disponibilità dei prodotti sugli scaffali, vogliamo avere della varietà dei prodotti, il prezzo è altrettanto importante e vogliamo avere un’esperienza di acquisto che sia il più ottimale possibile, grazie anche all’interazione con il personale del punto vendita. Il nostro software, Delphi, utilizza modelli predittivi basati su intelligenza artificiale per automatizzare e ottimizzare i processi chiave all’interno dei punti vendita: dall’assortimento al pricing, dalla gestione del personale alla previsione della domanda. In concreto, aiutiamo i supermercati a prendere decisioni migliori, basate sui dati, in tempo reale.

D. Puoi farci un esempio pratico di come funziona Delphi in un punto vendita?
R. Durante l’esperienza di spesa alimentare, ogni persona, davanti a uno scaffale in un punto vendita, necessita di economicità, varietà e disponibilità dei prodotti. Quando tutto ciò si verifica, è fondamentale garantire anche una scorrevolezza nel reparto casse per ottimizzare, fino alla fine, l’esperienza di acquisto. La nostra piattaforma di intelligenza artificiale permette che questa operatività, di natura strategica per qualsiasi retailer, sia garantita e sia tradotta in risultato economico. In un mercato aleatorio dove la produttività dei negozi è in forte calo e la clientela è spesso poco fedele ad un’unica insegna, prevedere il comportamento dei consumatori è l’elemento abilitatore per prendere decisioni razionali che possono tradursi in aumento delle vendite e diminuzione dei costi, spesso nascosti. Le catene di supermercati si accorgono istantaneamente del cambio di passo che la tecnologia permette loro di fare. D’altra parte, lato consumatore, possiamo dire che la nostra tecnologia entra indirettamente nelle case degli italiani: più precisamente, nelle loro buste della spesa.
D. Il recente round di investimento da 3 milioni di euro è un traguardo importante. Chi vi ha supportato e cosa cambia ora per Tuidi?
R. Siamo felici di avere nel nostro capitale fondi come Vertis e Azimut, che credono nel potenziale dell’AI applicata al retail. Hanno investito attraverso veicoli focalizzati sull’innovazione e il Sud Italia. Inoltre, è entrato anche QBerg, non solo come investitore ma come partner industriale: la loro esperienza nella price intelligence sarà decisiva. E non a caso il fondatore, Fabrizio Pavone, è entrato all’interno del nostro Cda. L’ingresso di questi attori ci consente di accelerare su due fronti: prodotto e mercato. Vogliamo rafforzare le funzionalità della piattaforma e, al tempo stesso, ampliare la nostra presenza anche all’estero.
D. A proposito di estero, avete già contatti fuori dall’Italia?
R. Sì, il nostro obiettivo è proprio quello di portare la nostra tecnologia anche in Europa. Il mercato continentale vale oltre 3 trilioni di euro e le inefficienze operative che possiamo risolvere superano i 120 miliardi. Abbiamo già contatti con potenziali clienti e anche con investitori che, pur non entrando direttamente nel capitale, vedono in Tuidi un alleato tecnologico per le loro portfolio companies. L’internazionalizzazione è una priorità.
D. In che modo vi differenziate dai vostri competitor europei?
R. Il nostro punto di forza è l’approccio ibrido: abbiamo la velocità di una startup ma ci presentiamo con la solidità di una corporate. Personalizziamo ogni progetto, adattando la tecnologia alle esigenze del cliente. Inoltre, i risultati che portiamo sono concreti: i nostri clienti vedono ritorni misurabili in pochi mesi. Questo ci distingue da molte realtà che offrono soluzioni più generiche.
D. State pensando anche a espandervi in altri settori oltre al food?
R. Assolutamente sì. Le inefficienze che affrontiamo nella GDO alimentare sono le stesse che troviamo nel largo consumo e in altri comparti retail. La nostra tecnologia è scalabile e si presta ad altri ambiti dove l’efficienza è critica. Abbiamo già cominciato a esplorare queste opportunità.
D. Ci sono insegne nel retail che, adottando l’intelligenza artificiale, hanno già ottenuto riconoscimenti importanti?
R. Sì, un esempio è Conad Centro Nord, che nel 2024 ha ricevuto il Premio dei Premi per l’Innovazione ICT di Confcommercio, riconoscimento istituito dal Presidente della Repubblica per celebrare l’eccellenza e l’innovazione nel mondo delle imprese italiane. Il progetto, realizzato anche con la collaborazione di Tuidi, ha permesso di ottimizzare l’approvvigionamento dei prodotti promozionali grazie all’IA, riducendo gli inevasi e migliorando l’efficienza dei processi.
D. Che ruolo gioca la cultura dell’innovazione nel successo di Tuidi?
R. È fondamentale. Innovare non significa solo usare tecnologia, ma cambiare mentalità, valorizzare i dati e prendere decisioni in modo diverso. Vogliamo rendere la nostra AI uno strumento quotidiano per i manager del retail. Il nostro sogno è contribuire a rendere lo standard tecnologico del food europeo più alto e competitivo.
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