
Nice, leader globale nelle soluzioni di Smart Living, partecipato da fine 2023 dal fondo FSI II di FSI sgr (si veda altro articolo di BeBeez), si è assicurata un pacchetto di finanziamenti da 370 milioni di euro, finalizzato a sostenere la crescita organica e per acquisizioni del gruppo, ottimizzandone al contempo la struttura finanziaria (si veda qui il comunicato stampa).
L’operazione, strutturata nella forma di Senior Facilities Agreement, è stata finanziata da un pool di 11 primari istituti finanziari italiani e internazionali, guidato da BNP Paribas, Crédit Agricole Corporate & Investment Bank e Mediobanca in qualità di Global Coordinators. Al pool hanno inoltre partecipato BNL BNP Paribas, Cassa Depositi e Prestiti, Crédit Agricole Italia, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB), Monte dei Paschi di Siena, UniCredit, con Banco BPM nel ruolo di Banca Agente. Crédit Agricole Corporate & Investment Bank ha inoltre agito in qualità di Hedge Coordinator.
Nell’ambito dell’operazione, Legance e Gianni & Origoni (GOP) hanno assistito rispettivamente la società e gli istituti finanziatori in qualità di advisor legali.
Lauro Buoro, fondatore e presidente di Nice, ha commentato: “Questa operazione ci permette di disporre delle risorse necessarie per sostenere una nuova fase di crescita e rafforzare il nostro posizionamento sui mercati internazionali. La fiducia dimostrata dal sistema bancario conferma la solidità del nostro modello di business e delle nostre prospettive future.”
Fondato all’inizio degli anni ’90, il gruppo conta oggi oltre 2.000 persone nel mondo, 29 sedi operative, 13 centri di ricerca e sviluppo, 14 stabilimenti produttivi e una presenza commerciale in più di 100 Paesi. Negli ultimi anni, Nice ha consolidato la propria presenza nei principali mercati globali e ampliato in modo significativo il proprio portafoglio prodotti.
Attraverso un ecosistema completamente integrato, Nice offre soluzioni per l’automazione di abitazioni ed edifici, il controllo accessi, l’automazione di cancelli e porte da garage, le schermature solari, la gestione dei parcheggi, i sistemi di sicurezza e le tecnologie audio/video, contribuendo a creare ambienti connessi, sostenibili e facili da vivere.
Nice ha avviato un percorso strategico di espansione e ampliamento del proprio portafoglio di soluzioni e piattaforme connesse, per offrire un’ampia scelta di soluzioni personalizzabili e facilità d’uso per il consumatore finale. A ciò si aggiunge il rafforzamento ed espansione in mercati ad alto potenziale di crescita; l’ampliamento, oltre a una rinnovata attività di branding, per competere in nuovi segmenti di mercato.

Il gruppo, che è controllato al 69,06% dal fondatore Lauro Buoro attraverso Benice Holding spa, e partecipato dal fondo FSI II per il 29,87% (che nel 2023 aveva investito 100 milioni di euro in aumento di capitale), ha chiuso il bilancio 2024 (disponibile per gli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data) con 654 milioni di euro di ricavi consolidati, un ebitda di 66,6 milioni e un ebitda rettificato di 81,6 milioni, a fronte di un debito finanziario netto di 231,7 milioni.
Ricordiamo che Nice spa era stata delistata da Piazza Affari nel 2019, a seguito di un’opa promossa dallo stesso imprenditore. Ai fini dell’opa la società era stata valutata 539 milioni di euro, sulla base di multipli pari a 1,66 volte i ricavi e 10,7 volte l’ebitda del 2017, che erano stati rispettivamente 325 milioni e 50,5 milioni, a fronte di un debito finanziario netto di 150 milioni, e sulla base di una capitalizzazione di mercato di 387,3 milioni, calcolata al prezzo d’opa di 3,50 euro per azione (si veda qui il Documento di offerta, pag. 54).
Da allora, però, la società è cresciuta molto, soprattutto per acquisizioni: dal 2018 al momento dell’ingresso di FSI nel capitale a fine 2023 (si veda altro articolo di BeBeez) ne aveva completate sette tra Europa e Nord America, per un valore complessivo di quasi 400 milioni di euro. L’ultima, la più importante, che era stata condotta nell’ottobre 2021, aveva riguardato la statunitense Nortek Security & Control, leader nello sviluppo di tecnologie per i settori security, home automation, controllo, power, Audio/Video, controllo accessi, health e intelligenza artificiale (IA), per applicazioni residenziali e commerciali (si veda qui il comunicato stampa di allora). A vendere era stata Melrose Industries, una holding di investimento di private equity quotata a Londra, con focus sul settore della produzione e nella fornitura di apparecchiature per la generazione di energia elettrica per i settori industriale, petrolifero e del gas e offshore. L’operazione, del valore di 285 milioni di dollari, è stato il più grande investimento nella storia di Nice.

Nice e FSI II
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