Il gruppo Sammontana Italia, nato la scorsa estate dall’aggregazione tra Sammontana e Forno d’Asolo (si veda altro articolo di BeBeez), che viaggia velocemente verso il miliardo di euro di fatturato, punta a raddoppiare il giro d’affari entro il 2028, quando potrebbe sbarcare a Piazza Affari. Lo ha spiegato ieri a Milano l’amministratore delegato Alessandro Angelon a margine della conferenza stampa in cui è stato presentato il piano strategico della nuova realtà (si veda qui il comunicato stampa), a distanza di sei mesi dal closing dell’operazione annunciata quasi un anno fa (si veda altro articolo di BeBeez) e realizzata dalla famiglia Bagnoli assieme a Investindustrial e al senior management tramite Frozen Investment sarl, un veicolo di investimento del fondo Investindustrial VIII, in cui il gruppo di private equity europeo fondato da Andrea C. Bonomi ha una minoranza.
“Abbiamo creato un gruppo che supera i 900 milioni di euro e ci avviciniamo al traguardo del miliardo. L’obiettivo a lungo termine è quello di raddoppiare il fatturato in cinque anni. Siamo leader in Italia, ma possiamo sviluppare ancora molto il nostro mercato. Esiste un piano di acquisizioni mirate in ottica di rafforzare il presidio dei nostri prodotti nei territori. Vogliamo far sì che ‘Sammontana gelato all’italiana’ diventi un brand internazionale, in particolare negli Usa, ma anche in Francia, piuttosto che in Germania o nei Paesi di lingua tedesca”, ha detto il manager.
“Sappiamo che arrivare all’obiettivo del raddoppio del fatturato implica investimenti di carattere industriale, che stiamo portando avanti anche in questi mesi, così come ci saranno investimenti a livello di strutture commerciali. Stiamo allargando il nostro presidio americano, la struttura italiana stessa e stiamo dotando i nostri stabilimenti di impianti per la generazione di energia. L’obiettivo rimane continuare la crescita costante anche a livello organico, perché siamo convinti che un’azienda non possa crescere solo tramite acquisizioni”, ha aggiunto.
Relativamente alla possibile quotazione in Borsa, questa potrebbe arrivare “entro il 2028-2029. Oggi siamo concentrati su integrazione e sviluppo, credo che tra qualche anno capiremo come muoverci, forse oggi è un po’ prematuro parlarne. Siamo pronti a lavorare per portare l’azienda dove deve arrivare, ma l’ipo non è una cosa da escludere e potrebbe essere fattibile entro il 2028-2029”, ha ribadito il ceo.
Tra gli obiettivi annunciati, oltre al rafforzamento dei brand, ci sono il consolidamento della leadership nel mercato horeca in Italia, lo sviluppo dei mercati esteri anche con acquisizioni mirate, come detto, e con il supporto di Investindustrial, e l’ottenimento della certificazione B-Corp per tutte le aziende del gruppo. In particolare, la strategia si declinerà su quattro pilastri principali: la valorizzazione e il rafforzamento dei marchi del gruppo, soprattutto Sammontana “gelati all’italiana” nell’horeca e nella gdo sia in Italia che all’estero; il forte sviluppo commerciale del canale horeca in Italia con i marchi di prodotti da forno e pasticceria surgelata quali Tre Marie, Forno d’Asolo, Il Pasticcere e Bindi; l’espansione sui mercati internazionali sia attraverso la crescita organica che attraverso acquisizioni mirate nel settore della pasticceria surgelata con focus su Nord America, Francia e mercati dell’area di lingua tedesca; infine. l’innovazione e la trasformazione in chiave sostenibile degli impianti di produzione e della infrastruttura logistica, anche al fine di una maggiore efficienza.
Per l’implementazione di questa strategia, è stato definito un nuovo assetto del board operativo del gruppo dopo il via dell’Antitrust ricevuto lo luglio scorso, in seguito al quale dovrà ora cedere la controllata Lizzi srl. Leonardo Bagnoli ricopre il ruolo di presidente di Sammontana Holding, Angelon è come detto ceo del nuovo gruppo e Marco Bagnoli è presidente di Sammontana spa.
“Il modello che abbiamo in mente è un’altro veicolo del portafoglio Investindustrial, la piattaforma globale in cui La Doria ha un ruolo primario. Quando abbiamo investito nella Doria (si veda altro articolo di BeBeez), il fatturato era di 800 milioni di euro. A tre anni dal nostro investimento, i ricavi hanno superato i 3,5 miliardi, due terzi dei quali in Nordamerica”, ha osservato Roberto Ardagna, vice chairman di Investindustrial.
Sammontana Italia, fondata nel 1946 a Empoli, impiega attualmente circa 2.400 dipendenti in sei stabilimenti in Italia e due all’estero (uno negli Stati Uniti e un altro Francia). A questi si aggiungono circa 55 tra filiali e piattaforme distributive, circa 170 concessionari, una rete vendita di oltre 1.100 agenti che servono 140mila punti vendita in tutta Italia. Il fatturato consolidato di circa 900 milioni di euro è al netto dei ricavi netti di Lizzi srl, società come detto in corso di vendita.
















