SGA spa (Società per la Gestione di Attività), che fa capo al Ministero del’Economia e delle Finanze, ha cambiato nome in Amco (Asset Management Company).
La nuova brand identity, realizzata con il supporto del consulente Mercurio GP, rispecchia la natura di full credit management company, che intende avere un ruolo di rilievo nella gestione delle Npe in Italia, e al contempo la rende riconoscibile a livello internazionale (si veda qui il comunicato stampa). “Amco racchiude l’identità storica di SGA e guarda al futuro, in un’ottica internazionale e di innovazione. Amco rispecchia la nostra volontà di ricoprire un ruolo di rilievo nel settore degli Npe in Italia per tutti i nostri stakeholder, banche e debitori, investitori e partner”, ha dichiarato Marina Natale, amministratore delegato della società.
Amco ha inoltre annunciato per il primo semestre 2019 un utile netto di 8,2 milioni di euro dai 47,5 milioni dell’intero 2018, un dato comunque positivo se si pensa che al 30 giugno 2019 i dipendenti erano 211, rispetto ai 144 dipendenti di fine 2018 e ai 71 di fine 2017, con costi del personale che quindi sono aumentati di conseguenza. In 18 mesi l’organico è stato triplicato perchè la società si sta preparando a sostenere la crescita futura prevista per il business.
A breve infatti Amco dovrebbe lanciare l’atteso fondo per gestire gli Utp immobiliari oggi sui bilanci delle banche italiane medio-grandi, il cosiddetto progetto Cuvèe, a cui si dice parteciperanno banche come BancoBpm, Mps, Ubi Banca e Carige. Prelios sgr avrebbe vinto il beauty contest per aggiudicarsi la gestione del fondo e sarebbe anche il curatore del recupero immobiliare, mentre Amco sarà lo special servicer e si occuperà di recuperare nuova finanza. Il fondo potrebbe partire con un patrimonio di 1-2 miliardi di euro in una prima fase, per poi arrivare fino a 3-4 miliardi di euro in una seconda fase (si veda altro articolo di BeBeez). Non solo. Sempre Amco dovrebbe acquisire da Mps un portafoglio di Utp da 7 miliardi di euro (si veda altro articolo di BeBeez).
A fine giugno Amco aveva asset in gestione per 20,6 miliardi di euro (in salita dai 20,2 di fine 2018), considerando pro-forma anche gli asset comprati da Banca del Fucino. A dicembre 2018 Amco ha infatti presentato un’offerta vincolante a Banca del Fucino per la strutturazione di un’operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di crediti deteriorati da 314 milioni di euro, di cui Amco è investitore nella tranche equity (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione è stata poi perfezionata a metà settembre. Il grosso degli asset in gestione, invece, come noto, è rappresentato oggi dai crediti deteriorati ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, di cui circa 7 miliardi rappresentati da unlikely-to-pay e past due.
I ricavi hanno raggiunto i 23,3 milioni di euro, grazie alle commissioni di servicing (servicing fee e special servicing fee) per la gestione del portafoglio crediti delle banche venete. Amco a fine giugno aveva un patrimonio netto di 786 milioni e un coefficiente CET1 del 17,4%, ampiamente superiore ai requisiti minimi previsti dalla normativa (8%) e ben al di sopra del 12,1% di fine 2018. Anche il Total Capital ratio è pari al 17,4%, non essendo presenti in bilancio obbligazioni subordinate.
“I risultati dei primi sei mesi del 2019 confermano la validità del nostro modello; la trasformazione della struttura è conclusa e siamo pronti per un’ulteriore crescita del business. Nell’ultimo anno SGA si è infatti trasformata da una realtà storica in una realtà dinamica e innovativa, con nuove infrastrutture tecnologiche e professionalità specialistiche. Abbiamo ampliato il nostro ambito di operatività dal mero recupero delle posizioni di credito gone concern (sofferenze) alla gestione proattiva delle posizioni going concern (UTP) finalizzata al riequilibrio della situazione finanziaria di aziende e privati”, ha commentato Natale.
Ricordiamo che nel luglio scorso l’agenzia Standard & Poor’s (S&P’s) aveva assegnato giudizio BBB, con outlook negativo ad Amco. E’ stato il primo rating emesso da S&P’s per la società. Lo stesso giudizio è stato assegnato al bond senior non garantito da 250 milioni di euro emesso lo scorso febbraio dall’allora SGA, ed è anche pari al rating sovrano a lungo termine sull’Italia (si veda altro articolo di BeBeez).












