Neuralink, la scaleup di Elon Musk che sviluppa interfacce neurali impiantabili nel cervello umano, ha raccolto 650 milioni di dollari nel suo ultimo round di finanziamento di Serie E, sottoscritto da vari investitori, tra cui ARK Invest, DFJ Growth, Founders Fund, G42, Human Capital, Lightspeed, QIA, Sequoia Capital, Thrive Capital, Valor Equity Partners e Vy Capital (si veda qui il comunicato stampa). Un’operazione che, secondo Semafor, è stata condotta sulla base di una valutazione pre-money di 9 miliardi di dollari. Lo scorso aprile Bloomberg aveva invece riferito che la società era in raccolta per un round da almeno 500 milioni, sulla base di una valutazione pre-money di 8,5 miliardi.
Il round segue quello di Serie D raccolto nell’agosto 2023 da 280 milioni di dollari guidato dal Founders Fund di Peter Thiel, che era poi stato ampliato per altri 43 milioni nei mesi successivi (si veda qui TechCrunch). Per il Serie D la scaleup era stata valutata pre-money 3,5 miliardi.
Il nuovo finanziamento servirà a rendere la tecnologia di Neuralink accessibile a un maggior numero di persone, mentre la scaleup sta già testando la sua tecnologia sui primi pionieri: cinque persone con grave paralisi, che stanno ora utilizzando Neuralink per controllare dispositivi digitali e fisici con il pensiero.
Non solo. La scaleup ha anche annunciato l’avvio di sperimentazioni cliniche globali: abbiamo avviato sperimentazioni cliniche presso importanti istituti per l’assistenza neurochirurgica in tre paesi e due continenti, tra cui il Barrow Neurological Institute, il Miami Project to Cure Paralysis presso l’Università di Miami, l’University Health Network (Toronto Western Hospital) e la Cleveland Clinic Abu Dhabi.
Infine Neuralink sta sperimentando nuove applicazioni della tecnologia in casi d’uso che vanno oltre il controllo dei dispositivi digitali, avviando lo studio CONVOY e ottenendo la designazione di dispositivo innovativo dalla FDA per programmi innovativi di ripristino della vista e della parola.















