
Factorial, piattaforma software di gestione aziendale con sede a Barcellona, ha chiuso un round di Serie D da 150 milioni di dollari guidato da General Catalyst, raggiungendo una valutazione post-money di 2,5 miliardi di dollari. Al round hanno partecipato anche Atomico e Four Rivers (si veda qui il comunicato stampa).
Per General Catalyst si tratta del primo investimento di equity nel capitale di Factorial, di cui sinora aveva supportato la crescita attraverso il suo Customer Value Fund, un veicolo di investimento che in precedenza aveva già messo a disposizione di Factorial 80 milioni di dollari nel 2023 (si veda qui il comunicato stampa di allora) e altri 120 milioni lo scorso anno, ma che lavora attraverso strumenti non diluitivi del capitale, finanziando la crescita commerciale dell’azienda senza acquisire quote societarie (si veda altro articolo di BeBeez). Contestualmente a questo ultimo round di equity, peraltro, General Catalyst ha incrementato di altri 540 milioni di euro il suo impegno attraverso il Customer Value Fund che mette a disposizione capitali che Factorial può utilizzare per investire nelle attività commerciali e di marketing finalizzate all’acquisizione di nuovi clienti. In cambio, il ritorno economico per General Catalyst è collegato al valore generato da questi investimenti, e non all’acquisizione di quote della società.
Fondata nel 2016 da Bernat Farrero, Jordi Romero e Pau Ramon, la scaleup aveva raggiunto lo status di unicorno nel 2022, dopo un round di finanziamento di Serie C da 123 milioni di euro, con una valutazione di un miliardo, che era stato guidato da Atomico, con la partecipazione del fondo sovrano di Singapore GIC e di tutti i precedenti investitori, tra cui Tiger Global, CRV, K-Fund e Creandum (si veda qui il comunicato stampa di allora). Quella raccolta seguiva a sua volta il round di Serie B del 2021 da 80 milioni di dollari, che era stato guidato da Tiger Global e al quale avevano partecipato i precedenti investitori Creandum, Point Nine, K Fund, Columbia Lake Partners e Venture Capital CRV (si veda qui il comunicato stampa di allora). In precedenza Factorial aveva raccolto altri quattro round.
Jordi Romero, ceo e cofondatore della società, ha commentato: “Dieci anni fa abbiamo costruito Factorial come una società SaaS. Oggi siamo un’azienda AI-first che sviluppa agenti per i nostri clienti e lo stiamo facendo per oltre 16.000 imprese in tutto il mondo con la disciplina che ha caratterizzato il nostro primo decennio di attività. Abbiamo ripensato il prodotto, l’architettura e il modo in cui i nostri clienti organizzano il proprio lavoro attorno agli agenti AI. La partnership con General Catalyst ci dà la convinzione e il capitale per trasformare questo cambiamento in un’azienda destinata a definire una nuova categoria di mercato. Questo round non chiude un capitolo, ma ne apre uno ancora più importante”.
Pranav Singhvi, partner di General Catalyst, ha aggiunto: “Il prossimo decennio del software enterprise apparterrà alle aziende che si ricostruiranno attorno all’intelligenza artificiale, non a quelle che si limiteranno ad aggiungerla ai propri prodotti. Factorial sta facendo esattamente questo, e lo sta facendo con una completezza a livello di prodotto e un’ambizione di crescita su larga scala che è raro trovare in qualsiasi parte del mondo. È questa combinazione che ci ha spinto a rafforzare la nostra partnership sia attraverso l’investimento equity sia tramite il nostro Customer Value Fund”.
Ed Hemant Taneja, ceo di General Catalyst, ha concluso: “Il nostro obiettivo in General Catalyst è essere la prima e l’ultima fonte di capitale per le aziende più ambiziose del mondo. Factorial ne è l’esempio perfetto”.
Il finanziamento arriva in una fase cruciale per l’evoluzione del prodotto. Dopo aver costruito una delle principali piattaforme europee per la gestione di risorse umane, spese aziendali e IT, Factorial sta riposizionando la propria offerta attorno all’intelligenza artificiale. Al centro della nuova strategia c’è Factorial One, un agente AI in grado di applicare policy aziendali, automatizzare attività operative e supportare i dipendenti nelle attività quotidiane. L’obiettivo dichiarato è diventare un’infrastruttura unica per la gestione dei processi aziendali, superando la frammentazione dei software tradizionali e ampliando il mercato di riferimento ben oltre l’ambito HR.
Con oltre 16.000 clienti in più di 90 Paesi, l’azienda punta ora ad accelerare la crescita nei principali mercati europei e ad ampliare il proprio raggio d’azione oltre il tradizionale software HR. Una parte significativa dei nuovi capitali sarà infatti destinata alla Germania, individuata come il principale mercato di crescita internazionale: Factorial aprirà un nuovo ufficio a Monaco di Baviera e avvierà un piano di assunzioni che coinvolgerà funzioni commerciali, di customer success, marketing, prodotto e sviluppo software.
Accanto alla Germania, Factorial continuerà a investire in Francia, Italia e Portogallo, mercati che negli ultimi anni hanno registrato una forte crescita della domanda. L’azienda prevede inoltre un significativo rafforzamento dell’organico a livello globale, con un ritmo di assunzioni che arriverà fino a 50 nuovi ingressi a settimana.
La scaleup lo scorso settembre 2025 aveva già superato i 100 milioni di euro di ricavi ricorrenti annuali (ARR), raggiungendo l’obiettivo con diversi mesi di anticipo. Factorial si pone ora l’ambizioso obiettivo di arrivare a un miliardo di dollari di ARR entro i prossimi cinque anni (si veda altro articolo di BeBeez). Non solo. Lo scorso ottobre, in occasione del Factorial Summit 2025, la scaleup aveva dichiarato di avere un obiettivo di ARR di 10 milioni di euro per il mercato italiano entro il 2027.














