Riorganizzazione societaria in vista per The Economist, l’iconica rivista economica britannica fondata 182 anni fa. La famiglia Rothschild, che detiene una quota di circa il 26,7% nel capitale del gruppo, tra azioni con diritto di voto e senza, ha infatti dato mandato all’advisor finanziario Lazard per cedere la partecipazione entro fine anno. I Rothschild avevano investito per la prima volta nell’Economist nel 2002.
La notizia, anticipata il 7 ottobre dalla testata Usa specializzata Axios, è stata ripresa ieri dalla stampa internazionale. Si parla di una valutazione attorno ai 400 milioni di sterline per la quota in questione e si dice che Lazard abbia già avviato contatti con potenziali acquirenti tra Stati Uniti e Regno Unito, tra cui family office e ricchi investitori privati, interessati a mantenere indipendente la storica testata: secondo le regole di proprietà di The Economist, nessun singolo azionista può infatti controllare più del 20% dei diritti di voto.
L’ultimo grande riassetto societario del gruppo risale al 2015, quando l’editore britannico Pearson Group vendette la sua quota del 50%, uscendo dal capitale dopo quasi 60 anni di investimento in staffetta ad Exor che in quell’occasione era salito dal 4,7% al 43,4% del capitale (si veda qui il comunicato stampa di allora), quota che tuttora possiede, mentre il resto delle quote è frammentato tra altri azionisti, compreso lo stesso gruppo The Economist. Exor aveva pagato allora la sua quota aggiuntiva un totale di 287 milioni di sterline (405 milioni di euro), anche in quel caso tra azioni con diritto di voto e senza.















