Nel dibattito sulla politica economica Usa c’è un tema che è stati oscurato, almeno a livello internazionale, dalla diatriba sui dazi, ma che potrebbe vere un effetto dirompente, in prima battuta sugli Usa stessi ma in seguito, via dollaro, su tutto il resto dell’economia mondiale. Si tratta del confronto sempre più duro tra il presidente Usa Donald Trump e quello della Fed Jerome Powell.
Il primo sta facendo pressioni sempre più forti sul secondo perché riduca i tassi di interesse, in modo che si riducano anche quelli pagati dal Tesoro a stelle e strisce sui titoli del debito federale, in tal modo riducendo il deficit (oggi al 7% del pil).
Al di là della fondatezza di questa strategia, i timori dei mercati, manifestatisi con evidenza nella settimana appena trascorsa, si concentrano sulla sopravvivenza della Fed come organo indipendente dai voleri dell’Amministrazione, che già hanno comportato un sensibile deprezzamento del dollaro nei confronti di altre valute chiave come l’euro, nonché un aumento sensibile dei tassi di rendimento a lunga scadenza. Esattamente quello che non fa bene ai corsi dei titoli, soprattutto statunitensi, del private capital, tra cui quelli inclusi nel paniere selezionato da BeBeez su eToro e pubblicati sulla pagina Trading Floor.
Non desta meraviglia quindi che a primeggiare la scorsa settimana sia stato il private equity britannico Intermediate Capital Group (+7,8%), seguito a ruota dal francese Eurazeo (+7%), mentre quasi tutti i titoli a stelle e strisce hanno sofferto nella giornata di venerdì, quando si sono diffuse sul mercato le voci secondo le quali Trump aveva pronta nel cassetto la lettera di licenziamento per il capo della Fed. In ogni caso, anche Oltreoceano non mancano apprezzabili performance settimanali, come quella di Blackstone (+4,4%).
Scendendo nello specifico dei singoli titoli, Intermediate Capital, che ha ufficialmente cambiato il nome in ICG, ha beneficiato dell’annuncio che nel primo trimestre del 2025, chiuso a fine giugno, il gruppo ha aumentato gli asset generatori di fees di gestione del 11% rispetto a 12 mesi prima (si veda qui il comunicato stampa). Gli asset complessivamente gestiti dal guppo hanno toccato quota 123 miliardi di dollari.
Dal canto suo Eurazeo ha tratto vantaggio dall’annuncio del primo closing, a 650 milioni di euro, del suo nuovo fondo di private equity Growth Fund IV, il cui obiettivo finale (herd cap) è fissato a miliardo di euro (si veda qui il comunicato stampa).
Quanto a Blackstone, martedì 15 luglio ha visto decollare il titolo sulla notizia dell’investimento di 25 miliardi di dollari, da parte delle divisioni Private Equity e Infrastructure, nello costruzione di nuovi DataCenter in Pennsylvania, che negli Usa è divenuta la Silicon Valley di queste strutture di cui cìè crescente richiesta a seguito del continuo sviluppo dell’AI (si veda qui il comunicato stampa).
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