Per i titoli del private capital selezionati da BeBeez su su eToro e pubblicato sulla pagina Trading Floor, quella trascorsa è stata una settimana di passione, con soli otto titoli su 45 a chiudere l’ottava di borsa in positivo. Ma stavolta le banche centrali e i mercati monetari non c’entrano. Sul fronte macro infatti la situazione è abbastanza stabile e votata ad atteggiamenti attendisti circa le prossime mosse delle principali autorità monetarie, in primis la Federal Reserve e la BCE, con quest’ultima stretta tra rialzo del prezzo del petrolio e crescita asfittica.
Tuttavia il vero terremoto è arrivato dall’interno dell’asset class. Diversi player del comparto sono stati infatti travolti da ondate di vendite innescate dalla decisione di alcuni operatori leader di porre un blocco ai riscatti dei fondi evergreen, che nel caso dell’anglosvizzera Partners Group hanno sfiorato il 10% del NAV del suo fondo di punta da 8,6 miliardi di dollari, cioè Global Value SICAV, come riportato dalla Reuters (si veda in proposito altro articolo di BeBeez). Quello che ha investito il gruppo elvetico è per certi versi un evento epocale, in quanto marca il passaggio (uno spillover direbbe un epidemiologo) della crisi da riscatti dal private credit al private equity. innescato con tutta probabilità dalla persistente crisi di liquidità legata al blocco delle exit.
La tempesta ha investito altri player particolarmente attivi nei fondi evergreen, come Hamilton Lane (-7,7%), il quale peraltro non ha attuato alcun blocco dei riscatti, patendo quindi una pura crisi del sentiment verso gli strumenti che prevedono “finestre di liquidità” coma appunto gli evergreen, considerati delle autentiche falle nei flussi di cassa degli operatori.
Interessante sotto questo punto di vista lo scivolone di Bridgepoint Capital (-7%), che non gestisce fondi evergreen e i suoi investitori sono solo istituzionali. Tuttavia il titolo non è sfuggito al program trading che era già in sell-off su tutto il comparto. Probabilmente il gestore britannico può essere una buona opportunità.
Cosa ha consentito allora a KKR Real Estate Finance Trust (+3,8%) di mettere a segno un buon rialzo vincendo a mani basse la classifica di settimana? Essenzialmente la natura del business, cioè erogare crediti garantiti da immobili e non da azioni di società di software come invece nel caso di Runway Growth Finance (-4,8%), oltre ad aver già disposto una limitazione al 5% dei riscatti, mossa che è già stata digerita dai mercati nelle scorse settimane.
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