E’ arrivato al closing l’accordo definitivo per l’acquisizione della maggioranza di F.lli Polli spa da parte di Platinum Equity, fondo di Los Angeles che tre mesi fa aveva comunicato di aver siglato un’intesa in tal senso (si veda altro articolo di BeBeez) con il produttore di sughi per pasta, sottoli, olive, sottaceti e condimenti per clienti in 55 paesi, che è anche uno dei maggiori produttori di pesto dell’Unione Europea.
L’operazione, e questa è un’informazione che all’epoca non era stata rivelata, è stata finanziata da un pool di banche composto da Bper Banca, che ha operato anche da banca agente, MPS, BPM e Intesa Sanpaolo, assistite per gli aspetti legali connessi al finanziamento dallo studio PedersoliGattai.
I soci venditori (famiglia Polli) e il management hanno reinvestito nell’operazione, mantenendo una quota di minoranza e un ruolo nella gestione della società, è stato sottolineato, a garanzia della continuità aziendale e a fronte del percorso di crescita degli ultimi anni evidenziato dall’andamento di ricavi, ebitda e utile.
Nel 2023, con una quota di export pari all’80% e una presenza in 55 paesi del mondo, Flli. Polli ha generato 190,8 milioni di euro di ricavi con 60,9 milioni di ebitda e 423,9mila euro di debiti netti (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). Nel 2021, i ricavi sono ammontati a 129 milioni, l’ebitda a 8,5 milioni, con un utile di 1,9 milioni, valori che sono aumentati anche nel 2022, con 150,4 milioni di ricavi, 11,2 di ebitda e 4,7 di utile.
Ad una visura effettuata ieri non è ancora visibile l’ingresso del fondo, quindi l’assetto societario è il medesimo di settembre con che detiene il 61,09% attraverso Vi.Sar.Im srl, affiancata da Tema srl (36,58%) da Marco Fraccaroli, amministratore delegato, con il 2,34%.
Nell’ambito dell’operazione, Clearwater ha agito in qualità di debt advisor di Platinum (si veda qui la nota diffusa ieri) che è stata affiancata da Deloitte per gli aspetti finanziari, da Latham & Watkins per gli aspetti legali ed EY per la parte fiscale.
“È per noi una grande soddisfazione aver preso parte a questa operazione, che rafforza un prestigioso gruppo italiano nel settore agroalimentare e apre nuove possibilità di espansione globale. L’agroalimentare è un’eccellenza del nostro Paese con forti potenzialità sui mercati esteri, alla cui crescita e sviluppo i grandi investitori internazionali possono contribuire”, ha commentato Michele Castiglioni, director di Clearwater. “Questo deal, che ci vede ancora una volta al fianco del fondo Platinum cinque anni dopo averlo assistito nella loro prima operazione in Italia, consolida il nostro track-record in operazioni di LBO e ci rafforza come riferimento per operazioni di finanza strutturata, a supporto di investitori istituzionali, quali i fondi di private equity”.















