SIFI, storica azienda oftalmica italiana fondata nel 1935 e con sede in Siciia a Catania, passa al gruppo farmaceutico spagnolo Faes Farma, quotato alla Madrid, leader nei settori delle allergie, ipocalcemie e immonumodulazioni, sulla base di un enterprise value di 270 milioni di euro più un earn-out di massimi 50,5 milioni legati al raggiungimento di precisi obiettivi entro il 2041 e ulteriori altri possibili pagamenti per 30 milioni e 150 milioni. Il tutto, quindi, per un totale di oltre 500 milioni di euro. A vendere sono 21 Invest e la famiglia Chines, oltre ad altri soci di minoranza (si vedano qui il comunicato stampa di 21 Invest e qui quello di Faes Farma).
Faes Farma per l’acquisizione si è avvalsa di un finanziamento messo a disposizione da JP Morgan, che ha agito anche da advisor finanziario esclusivo, mentre sul fronte legale hanno agito Cuatrecasas Legal e Chiomenti. Gli azionisti di SIFI sono stati invece assistiti da Evercore Partners International e Mediobanca in qualità di advisor finanziari esclusivi e da Hogan Lovells Studio Legale in qualità di advisor legale.
SIFI è un’azienda oftalmica leader a livello internazionale , che sviluppa, produce e distribuisce prodotti farmaceutici innovativi, tra cui antibiotici e antinfiammatori, integratori alimentari, dispositivi medici e lenti intraoculari ad alta tecnologia per la cura degli occhi. SIFI può contare su due stabilimenti produttivi all’avanguardia, dotati del know-how e delle tecnologie necessarie per la produzione in ambiente sterile di colliri, pomate e lenti intraoculari utilizzate nel post-intervento di cataratta.
Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo si sono concentrati soprattutto sulle esigenze mediche ancora insoddisfatte nel campo dell’oftalmologia. Questo ha portato al lancio di prodotti innovativi, tra cui il farmaco orfano Akantior, che ha rappresentato una svolta per il trattamento della cheratite da acanthamoeba, un’infezione corneale ultra rara e debilitante che colpisce tipicamente chi usa lenti a contatto e che fino a oggi non aveva una cura approvata. Proprio euro all’andamento del fatturato di Akantior in Europa è legato l’earn-out di 50,5 milioni di cui si accennava sopra, mentre i 30 milioni di pagamenti aggiuntivi saranno erogati a seguito dell’approvazione da FDA della commercializzazione di Akantior negli USA. La parte restante, stimata come detto in almeno 150 milioni, rappresenta invece una percentuale sulle vendite in USA fino al 2041.
In dieci anni, la società fondata da Alessandro Benetton ha affiancato le famiglie fondatrici nella crescita di SIFI, investendo in ricerca e sviluppo e portandola e 500 dipendenti dipendenti altamente qualificati, di cui il 63% è laureato, e a superare nel 2024 i 100 milioni di euro di fatturato con un ebitda di 20 milioni, dopo aver chiuso il 2023 con 91,9 milioni di ricavi, un ebitda di 14,9 milioni e un debito finanziario netto di 43,4 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). Oggi circa il 65% dei ricavi a livello internazionale rispetto al 30% del 2015, anno di ingresso di 21 Invest nel capitale attraverso il fondo 21 Investimenti III (si veda altro articolo di BeBeez).
Da allora, infatti, SIFI ha attraversato una profonda trasformazione che l’ha consolidata come realtà solida e innovativa nel panorama oftalmologico globale, sotto la guida di Fabrizio Chines, terza generazione di una delle due famiglie fondatrici.
Il percorso di crescita si è sviluppato su quattro pilastri fondamentali: formazione e managerializzazione , espansione internazionale , ricerca e sviluppo e digitalizzazione. La presenza internazionale si è estesa infatti a oltre 40 paesi, con l’apertura di filiali in Francia, Spagna e Turchia, joint venture in Cina e negli Emirati Arabi Uniti, il rafforzamento delle filiali storiche in Romania e Messico, e numerose partnership distributive soprattutto nel Far East.
In questo percorso, 21 Invest ha svolto un ruolo determinante, supportando operazioni di m&a, favorendo investimenti per oltre 70 milioni di euro e contribuendo ad attirare figure manageriali di alto profilo.
Il percorso di sviluppo avviato sarà proseguito dalla società spagnola Faes Farma, nell’ambito di un progetto di rafforzamento della piattaforma oftalmica, che segue l’acquisizione, avvenuta a marzo 2025, della società portoghese Laboratories Edols, creando un gruppo internazionale con un enorme potenziale di crescita nel settore e un fatturato superiore a 600 milioni di euro.
Fabrizio Chines, presidente e ceo di SIFI, ha commentato: “Desidero ringraziare 21 Invest per il supporto finanziario e strategico sin dal 2015. È stato un percorso di grande successo, durante il quale SIFI ha ampliato significativamente la propria presenza internazionale, rafforzato la pipeline di Ricerca e Sviluppo e fornito soluzioni terapeutiche innovative ai pazienti in ambito oftalmologico. Questa operazione rappresenta una tappa fondamentale di trasformazione, che conferma la solidità del nostro modello di business e genera un valore significativo per i nostri azionisti.”
Alessandro Benetton, presidente e fondatore di 21 Invest, ha aggiunto: “Quando abbiamo investito in SIFI, dieci anni fa, abbiamo riconosciuto il potenziale di un’eccellenza italiana con una forte identità e una grande ambizione internazionale. Insieme alla famiglia Chines e al management, abbiamo avviato un percorso che ha trasformato l’azienda, rafforzandone la presenza globale e la capacità innovativa. Il nostro impegno nel sostenere progetti di lungo periodo, come lo sviluppo di un farmaco orfano, è l’espressione concreta della nostra visione: investire con responsabilità, mettendo al centro la creazione di valore per tutti gli stakeholder”.
L’exit di SIFI rappresenta la seconda operazione di successo di 21 Invest nel settore healthcare nell’arco di un anno, seguendo la cessione e il reinvestimento parziale in ProductLife Group (PLG), multinazionale francese che fornisce servizi di regolamentazione e farmacovigilanza alle principali aziende farmaceutiche. Anche in quel caso l’operazione, annunciata nel maggio 2024, era avvenuta sulla base di una valorizzazione complessiva di 500 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez).

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