Omnia Technologies (ex DT Holding), gruppo con sede a Trevignano (Treviso) creato da Investindustrial per riunire in una piattaforma unica tecnologie di automazione e imbottigliamento per il settore del vino e delle bevande non alcoliche, dei prodotti lattiero-caseari e del farmaceutico, ha completato l’acquisizione della veronese ACRAM (si veda qui il comunicato stampa). A vendere sono stati Leonardo Chesini che aveva il 93% delle quote e Maria Rosa Chesini con il 3%.
Fondata nel 1991 a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona), ACRAM è un’azienda che opera nei settori delle apparecchiature di microfiltrazione e dei sistemi di misurazione per l’industria alimentare. Grazie alla sua consolidata esperienza, fornisce sistemi di microfiltrazione automatizzati e soluzioni tecnologiche specializzate per l’industria delle bevande. Nel 2023, l’azienda ha generato circa 7 milioni di euro di fatturato a fronte di circa 40 dipendenti, 1,17 milioni di euro di ebitda e debiti per 2,4 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
ACRAM rafforzerà la divisione Components and Plants di Omnia Technologies, che unisce le competenze dei migliori specialisti in microfiltrazione, orientamento dei tappi, confezionamento e soluzioni di fine linea per una gestione integrata, efficiente e sostenibile delle linee di produzione. L’acquisizione consentirà inoltre di realizzare importanti sinergie commerciali, commercializzando i prodotti ACRAM attraverso la rete internazionale di Omnia Technologies.
“L’acquisizione di ACRAM arricchisce il portafoglio di soluzioni di microfiltrazione di Omnia Technologies, consentendo di fornire ulteriore know-how e tecnologie all’avanguardia ai nostri clienti attraverso la nostra divisione Components and Plants”, ha commentato Andrea Stolfa, ceo di Omnia Technologies.
Ricordiamo che lo scorso ottobre Omnia Technologies ha rilevato Tecnomaco, azienda leader nel segmento delle macchine per il packaging farmaceutico (si veda altro articolo di BeBeez). In quell’occasione Omnia aveva fatto sapere che avrebbe raggiunto un fatturato consolidato di oltre 700 milioni di euro. Peraltro, si legge nella nota diffusa ieri, già a fine giugno il gruppo aveva generato ricavi rettiificati pro-forma per 722 milioni di euro, con 37 siti produttivi, 24 uffici commerciali e oltre 2.400 dipendenti. Numeri che quindi oggi sono già stati superati.
L’acquisizione di Tecnomaco, infatti, ha seguito di pochi mesi quelle della francese Coquard Presses, della divisione CapEx della californiana ATPGroup e dell’italiana Nortan srl, condotte tra luglio e agosto (si veda altro articolo di BeBeez). A maggio era stata invece lanciata la nuova divisione dedicata all’high-speed beverage, focalizzata sulle tecnologie di soffiaggio, imbottigliamento, etichettatura e confezionamento, attraverso le acquisizioni di ACMI, SACMI Beverage e SACMI Labelling (si veda altro articolo di BeBeez), mentre a febbraio erano state acquisite Win&Tech e Innotec (si veda altro articolo di BeBeez).
Ricordiamo che il progetto Omnia Technologies è nato a inizio 2023 (si veda altro articolo di BeBeez), prendendo il via dalla vecchia DT Holding e della controllata Della Toffola che erano state acquisite dal fondo Investindustrial VII nel 2020. Successivamente il fondo nel 2021 aveva rilevato Frilli, Bertolaso, Ape Impianti e Permeare e poi nel 2023 anche Comas e Favotto e poi ancora TMCI Padovan e Omega.
Ricordiamo infine che a inizio settembre, Bloomberg ha riportato la notizia che Omnia stava preparando il lancio di un bond da 400-500 milioni di euro, precisando che ad affiancare il fondo nell’operazione ci sarebbero Intesa Sanpaolo, Barclays e JP Morgan (si veda altro articolo di BeBeez). Il bond, da 500 milioni di euro, è stato poi emesso a inizio settembre 2024 e prezzato a fine ottobre dalla capogruppo Omnia Della Toffola spa (si veda qui il comunicato stampa).Il bond, che ha scadenza 2031 e paga una cedola pari al tasso euribor 3 mesi (soggetto ad un floor dello 0%) più uno spread del 4,250% annuo, con reset trimestralè, è stato interamente sottoscritto già a fine novembre. Le risorse incassate con il bond andranno anche a finanziare l’ultima tornata di acquisizioni condotta dal gruppo.
L’emissione obbligazionaria è stata la prima per il gruppo e ha seguito un accordo di finanziamento in pool ESG-Linked da 110 milioni di euro ottenuto nell’aprile 2023 da un pool di 10 tra le principali banche e operatori del credito italiani e internazionali. Tra questi ultimi si contano anche illimity Bank e il nuovo fondo di credito illimity Selective Credit o iSC gestito da illimity sgr (si veda altro articolo di BeBeez).
Secondo quanto risulta a BeBeez, non si esclude l’ipotesi che Investindustrial, l’azionista, possa dare avvio a un processo di disinvestimento l’anno prossimo o nel 2026. Omnia Technologies è valutata circa 1,5 miliardi di euro.

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