CarpeCarbon, startup pioniera nella cattura e nello stoccaggio della CO2 atmosferica tramite Direct Air Capture (DAC), ha completato un round pre-seed da 1,75 milioni di euro guidato da Tech4Planet, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per la Sostenibilità nato su iniziativa di CDP Venture Capital SGR attraverso il Fondo Technology Transfer; e da 360 Capital, insieme al Club degli Investitori e al fondo di co-investimento PiemonteNext, istituito e gestito da CDP Venture Capital sgr e da Finpiemonte spa (si veda qui il post Linkedin di CDP Venture Capital sgr).
LCA Studio Legale ha assistito CDP Venture Capital SGR e il relativo veicolo Tech4Planet con il team di Emerging Company e Venture Capital. Gli aspetti notarili dell’operazione sono stati seguiti da Alessandra Radaelli, co-founder dello Studio Ricci-Radaelli.
Fondata da Giuliano Antoniciello, Federico Antoniciello, Chiara D’Adamo, Giovanni Ulfo e Edoardo Monaco e con sede a Torino, CarpeCarbon è la prima realtà italiana che punta allo sviluppo di tecnologie per la rimozione dall’atmosfera e lo stoccaggio in modo sicuro e permanente nel sottosuolo di grandi quantità di CO2, maggiore responsabile del surriscaldamento globale. L’obiettivo è filtrare l’aria per trattenere le molecole di CO2 emesse in passato bruciando i combustibili fossili e rilasciare le altre, secondo un processo ciclico il cui risultato sono emissioni negative. La tecnologia di CarpeCarbon permette anche di utilizzare la CO2 catturata per una vasta gamma di applicazioni industriali, tra cui la produzione di carburanti sintetici net zero per l’aviazione, la produzione di farmaci, i processi di riciclo delle batterie per i veicoli elettrici, materiali di costruzione a impatto zero, produzione di bevande gasate e prodotti decaffeinati. CarpeCarbon si mette dunque in gioco producendo il più ampio effetto positivo, sia ambientale sia sociale, abbattendo i costi e il consumo di energia di una tecnologia a oggi estremamente energivora e consentendo un rapido scale-up.
L’apporto di capitale consentirà alla società e ai suoi fondatori di supportare finanziariamente, lo sviluppo dell’attività della società e, in particolare, di implementare e realizzare il business plan 2023-2027, nonché partecipare al programma di “Business Creation” erogato da PoliHub nell’ambito del Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico della Sostenibilità. In particolare, l’investimento ricevuto dal team di CarpeCarbon per progettare il primo impianto DAC italiano in Piemonte, segna un passaggio importante nello sviluppo del settore Climate Tech italiano ed europeo, sottolineando l’opportunità per le imprese di creare valore e ricadute positive affrontando una delle più grandi sfide della sostenibilità.
“Crediamo molto in questo progetto imprenditoriale”, ha dichiarato Giuliano Antoniciello, ceo e co-fondatore di CarpeCarbon, “che si pone obiettivi audaci ma necessari se vogliamo rispettare i climate goal che ci siamo preposti come Paese e gli obiettivi dell’Accordo d Parigi. Un aspetto di cui sono particolarmente fiero è il nostro team giovane (l’età media è 32 anni) competente e appassionato, con oltre 65 anni complessivi di formazione avanzata, tra master e dottorati di ricerca, in settori STEM che vanno dalla chimica industriale all’ingegneria energetica”.
Secondo Alessandro Zaccaria, investment director di 360 Capital, “tra le tante possibili applicazioni industriali della CO2 catturata ci sono i carburanti sintetici per l’aviazione e il riciclo delle batterie dei veicoli elettrici: sono ottimi indicatori della grande importanza della rimozione e del riutilizzo della CO2 atmosferica nel percorso di transizione verso un’economia sostenibile”.
Andrea Rota, managing director del Club degli Investitori, conferma che “abbiamo trovato in CarpeCarbon tanti elementi che stimolano i nostri Soci: una missione, la lotta al cambiamento climatico, imprescindibile; un approccio tecnologico differenziante e unico; un founder con una forte carica imprenditoriale e due lead investors di grande valore. Ora mettiamo al servizio di Giuliano e del suo team il network e le competenze dei soci del Club degli Investitori, guidati in questa operazione dai champion Dario Cintioli e Beppe Marocco”.
“Per il Polo di Trasferimento Tecnologico Tech4Planet è motivo di orgoglio aver portato sul mercato l’idea di CarpeCarbon, e di aver coinvolto anche il fondo di co-investimento regionale Piemonte Next, che nasce dalla volontà della Regione di sostenere l’innovazione che nasce sul territorio”, ha sottolineato Claudia Pingue, responsabile del fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital, che ha aggiunto: “La soluzione di CarpeCarbon ha gli ingredienti per mitigare, attraverso tecnologie innovative, gli effetti dei cambiamenti climatici, ma contiene anche il potenziale di crescita significativo che riconosciamo al mercato dei crediti di carbonio, aumentato in volume di 27 volte tra il 2020 e il 2022, e della CO2 per uso industriale”.
Ricordiamo che nel novembre 2021 il Fondo Tech Transfer aveva stanziato oltre 55 milioni per gli investimenti nella sostenibilità ambientale del polo di trasferimento tecnologico Tech4Planet, nato in collaborazione con il Politecnico di Milano e con il coinvolgimento del Politecnico di Torino e del Politecnico di Bari (si veda altro articolo di BeBeez). La dotazione è poi salita a 65 milioni nell’ottobre 2022 con un potenziale effetto leva stimato complessivo di oltre 130 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Lo stesso fondo nel maggio 2021 aveva puntato 40 milioni in RoboIT, il primo polo nazionale per il trasferimento tecnologico dedicato alla robotica in Italia (si veda altro articolo di BeBeez). Sempre a ottobre 2022, inoltre, il Fondo Technology Transfer ha lanciato Extend, il polo nazionale di trasferimento tecnologico interamente dedicato al settore biofarmaceutico per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici Il polo è partito con una dotazione complessiva di oltre 23 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez).Lo scorso giugno poi è Galaxia, il polo dedicato all’aerospazio che avrà una dotazione target complessiva di circa 30 milioni di euro da investire nei prossimi 4 anni in oltre 30 nuove imprese nelle fasi proof-of-concept (prototipazione) e seed (si veda articolo di BeBeez). Il prossimo obiettivo del fondo è il lancio di un polo per l’agri-food tech. Lo ha anticipato la stessa Pingue a BeBeez Magazine lo scorso luglio.















