
Musthad, startup che ha sviluppato una piattaforma digitale che aiuta le aziende della moda a gestire in modo circolare le eccedenze di materiali tessili, garantendo al contempo la conformità normativa in materia di sostenibilità, ha chiuso un round di finanziamento da un milione di euro, guidato dal fondo di venture cpaital USA Alante Capital e da Style IT, il programma FashionTech della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital sgr, sviluppato insieme a Startupbootcamp e Gellify. Hanno partecipato round anche il fondo britannico NextSTEP e l’investitore a impatto polacco Ragnarson (si veda qui il comunicato stampa).
Fondata nel 2021 da Eugenio Riganti e Matteo Aghemo, Musthad porta nel nome il suo manifesto: deriva da must-have, l’espressione che da decenni alimenta i consumi oltre ogni limite. Declinando have in had, i fondatori hanno voluto segnare un cambio di paradigma, dal desiderio di possedere sempre di più, al valore di rivalorizzare ciò che già esiste.
Ogni anno, circa il 35% dei prodotti tessili diventa scarto prima ancora di essere venduto, generando oltre 500 miliardi di dollari di valore perduto a livello globale. Invenduti, difettati, resi, campionature rimangono fermi nei magazzini per mesi, accumulando costi nascosti significativi: stoccaggio prolungato, lavoro manuale, capitale immobilizzato e smaltimento.
Musthad riduce queste inefficienze attraverso una piattaforma automatizzata e data-driven che connette i brand con un ecosistema crescente di oltre 300 operatori circolari selezionati a livello globale, specializzati in riciclo, rivendita, upcycling e donazione, tracciando le filiere e rendicontando gli impatti in tempo reale.
La startup conta già clienti dal mass market al lusso, in più mercati internazionali, a cui stima di aver consentito significativi risparmi nella fase di gestione del fine vita: -44% sui costi di lavoro manuale, -30% sui costi di stoccaggio, -18% sui costi di smaltimento, tra gli altri. Le aziende che hanno adottato la piattaforma hanno inoltre garantito la conformità normativa, protetto la propria reputazione e, ove possibile, recuperato valore economico dagli scarti.
Matteo Aghemo, Co-founder di Musthad, ha commentato: “Continuiamo a produrre come se le risorse fossero infinite, mentre ogni anno miliardi di capi finiscono in discarica. Rivalorizzare ciò che già esiste non è solo una questione ambientale, è la risposta più intelligente a un mondo in cui le materie prime sono sempre meno accessibili e costano sempre di più”.
Ed Eugenio Riganti, Co-founder di Musthad, ha aggiunto: “In un mercato della moda circolare destinato a generare oltre 700 miliardi di dollari di valore entro il 2030, il nostro obiettivo è costruire l’infrastruttura di riferimento globale per rendere questa transizione possibile, misurabile e scalabile”.
Il contesto normativo europeo sta inoltre accelerando la trasformazione del settore. Dal prossimo 19 luglio, il Regolamento ESPR introduce il divieto di distruzione degli invenduti per i brand della moda, con obblighi di rendicontazione annuale e documentazione delle filiere attivate.
Leslie Harwell, co-founder & General Partner di Alante Capital, ha commentato: “Alante Capital è entusiasta di supportare il team di Musthad nella loro prossima fase di crescita. Ridurre le frizioni nel riciclo tessile e abilitare la scoperta di soluzioni di riciclo e riuso è un elemento cruciale nella transizione verso un’economia circolare. Con le normative ESPR che offrono un vento favorevole a un modello di business già solido, vediamo Musthad come una soluzione pragmatica per brand, produttori e retailer che devono gestire le proprie eccedenze e, allo stesso modo, per i riciclatori e gli altri operatori che daranno una nuova vita a quei materiali”.
I capitali raccolti da Musthad con il round saranno destinati a rafforzare il team con profili commerciali e tecnici, accelerare lo sviluppo del prodotto e sostenere l’espansione geografica, con l’obiettivo di chiudere il 2026 con un fatturato doppio rispetto al 2025.

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