
Pillar, startup fintech milanese, che sviluppa una piattaforma AI per la gestione finanziaria e operativa delle imprese edili, fondata nel 2025 da da Gabriel Guinea Montalvo, Paolo Tarsia Incuria e Lorenzo Demaio, ha chiuso un round seed da 12 milioni di euro guidato da Earlybird Venture Capital e Base10 Partners, con la partecipazione di Italian Founders Fund. L’operazione porta così a 15,2 milioni di euro la raccolta complessiva della società in meno di otto mesi dal lancio pubblico (si veda qui il comunicato stampa). Sul piano legale, Pillar è stata assistita da Orrick, mentre Earlybird e Italian Founders Fund sono stati seguiti da Chiomenti.
Il round arriva a distanza di pochi mesi dal pre-seed da 3,2 milioni di euro annunciato nel settembre 2025 e guidato dal fondo francese Emblem, con la partecipazione di investitori internazionali, come gli statunitensi Pareto e Plug and Play e la transalpina Kima Ventures, e di operatori italiani, tra cui B Heroes, Vento, Eden Ventures e IAG. Avevano aderito anche imprenditori e business angel attivi nel panorama tecnologico, tra cui i fondatori di Aria, Convelio, Mobile First Company, 1000farmacie, Sibill, Futura e Lexroom, assieme a Paola Bonomo, Ignazio Rocco Da Torrepadula ed Enrico Pandian (si veda altro articolo di BeBeez).
Pillar sta sviluppando una piattaforma che integra fatturazione, cash flow, riconciliazione bancaria e gestione dei cantieri in un unico ambiente software alimentato dall’intelligenza artificiale. Il sistema raccoglie dati da software contabili, feed bancari e direttamente dai cantieri tramite WhatsApp in linguaggio naturale, automatizzando gran parte del back office operativo.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: diventare il “sistema operativo” dell’edilizia, un settore che a livello globale vale trilioni di dollari ma resta tra i meno digitalizzati. “L’edilizia è l’ultimo grande settore che non è stato ancora riprogettato dalle fondamenta”, ha commentato Gabriel Guinea Montalvo, ceo e cofondatore della startup. “Ogni progetto si basa su dati frammentati, processi manuali e zero visibilità. Stiamo costruendo il sistema operativo predefinito su cui questo settore funziona in Italia, in Europa e ovunque l’edilizia giri ancora nel caos”.
La crescita della società è stata particolarmente rapida. In meno di un anno dal lancio, Pillar ha superato quota 400 clienti attivi, con oltre 5.700 cantieri gestiti sulla piattaforma e più di 460 mila fatture elaborate. Nei primi quattro mesi del 2026 la startup ha inoltre raggiunto un milione di euro di ARR (annual recurring revenues), con crescita a doppia cifra mese su mese. Il team ha già superato le 40 persone tra prodotto, tecnologia e operations.
Il nuovo capitale servirà innanzitutto a consolidare la presenza sul mercato italiano, ampliando la piattaforma con moduli dedicati a procurement, gestione gare, subappaltatori, servizi bancari e servizi complementari per il settore edile. Una parte rilevante delle risorse sarà inoltre destinata all’espansione internazionale, dopo i primi test effettuati in otto mercati tra Europa e America Latina.
“Supportiamo piattaforme che definiscono categorie in tutta Europa da tre decenni. Pillar ha fatto in mesi ciò che per la maggior parte delle aziende richiede anni”, ha commentato Paul Klem, partner di Earlybird Venture Capital. “Questa è infrastruttura chiave, non un progetto fintech”.
Sulla stessa linea anche Base10 Partners. “L’edilizia è uno dei settori più grandi, ma rimane uno dei meno automatizzati”, ha aggiunto Caroline Broder, partner del fondo statunitense. “Pillar ha già costruito lo strato operativo su cui le imprese edili italiane si affidano”.















