
E’ saltato il tappo della crisi della Terre D’Oltrepò spa, titolare del celebre marchio di vini e spumanti, che nel settembre 2025 era stata posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Pavia (si veda qui il Decreto di nomina del Commissario inisteriale da parte del ministero del Made in Italy, accessibile agli abbonati a BeBeez Private Data e BeBeez NewsPremium).
La ex cooperativa, trasformata in società per azioni nel 2024, ha infatti venduto il ramo d’azienda degli spumanti a marchio La Versa, a seguito dell’unica offerta inoltrata al Commissario ministeriale Luigi Zingone in sede di procedura, alla Mack & Schuhle Italia, una joint venture tra l’omonimo gruppo tedesco e l’imprenditore pugliese Fedele Angelillo che della jv è anche amministratore unico. Più precisamente, Mack & Schuhle Italia ha inviato un’offerta vincolante, riferisce La Provincia Pavese, che è stata approvata dall’assemblea di Terre d’Oltrepò e i cui termini non sono stati resi noti.
La crisi della grande azienda vitivinicola (produceva 26 milioni di bottiglie più grandi quantità di vino sfuso: metà della produzione totale dell’Oltrepò Pavese) è scoppiata proprio quando il ceo Umberto Callegari, manager di provenienza Microsoft, sembrava averla tirata fuori dalle secche di una gestione poco dinamica e molto dipendente dalla fascia bassa del mercato. Nel settembre 2023, infatti, Callegari e Angelillo avevano stipulato un accordo di fornitura a Mack & Schuhle Italia tra i 9 e i 12 milioni di bottiglie in un anno, da distribuire sia in Italia che all’estero, considerato che Mack & Schuhle è uno dei principali distributori europei di vino, attivo in USA, Svizzera, Austria, Spagna e Africa. L’accordo prevedeva anche lo sviluppo di marchi dedicati per i retailer internazionali, oltre che progetti private label per i retailer mondiali.
Senonché, nel 2024 la sopravvenuta siccità nonché il crollo dei conferimenti da parte dei soci a causa dei forti ritardi nei pagamenti ha fatto sì che ai tini di Terre d’Oltrepò affluissero non più di 160 mila quintali di uva rispetto alla media storica compresa tra 380 e 400 mila quintali. Ciò ha ovviamente reso impossibile per l’azienda onorare l’impegno nei confronti di Mack & Schuhle Italia, la quale si è rivalsa facendo emettere dei decreti ingiuntivi e pignorando le quote dei soci, in tal modo inducendo le banche creditrici a bloccare tutte le linee di credito, di fatto fermando l’operatività dell’azienda di Santa Maria della Versa (Pavia). Risultato, nel 2025 le uve consegnate non hanno superato i 50 mila quintali, e nel settembre del 2025, dopo che il Tribunale di Pavia aveva respinto la richiesta di accesso alla Composizione Negoziata della Crisi, lo stesso foro aveva decretato lo Stato d’insolvenza (si veda qui il provvedimento , accessibile agli abbonati a BeBeez Private Data e BeBeez NewsPremium).
Nel 2024 (ultimo anno disponibile) Terre d’Oltrepò presentava un debito netto di 8,7 milioni di euro a fronte di un fatturato di 27,4 milioni e un ebita di poco inferiore a 2 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente)
A questo punto il Commissario ha a disposizione una dote di liquidità per pagare i conferimenti dei viticoltori, previsti in 180 mila quintali l’anno, ottenendo così anche lo sblocco dei fidi bancari.
Dal canto suo Mick & Schuhle Italia intende perseguire una strategia interamente fondata sulla commercializzazione di spumanti Metodo Classico Oltrepò Pavese da uve Pinot Nero in tutte le aree in cui è attivo il gruppo. “Continuiamo a credere molto nel territorio e nella denominazione e puntiamo a far ritornare La Versa il grande marchio che è stato in passato” ha dichiarato Angelillo.
Come riferisce WineCouture la nuova proprietà prevede una ristrutturazione completa dell’azienda e l’elaborazione di un piano industriale, di marketing e di valorizzazione del marchio. L’obiettivo dichiarato è accelerare i tempi per rendere la cantina operativa già dalla prossima vendemmia.
Mack & Schühle è un gigante europeo dell’importazione e distribuzione di vini. Forte di una filiera integrata che va dalla vigna allo scaffale del negozio, il suo target globale si articola su tre canali:
- GDO e Mass Market: È il core business. Sviluppa e distribuisce marchi propri e private label ad alti volumi per le maggiori catene di supermercati in Europa e USA, puntando su prezzi competitivi.
- HoReCa e Specialisti: Distribuisce etichette di fascia medio-alta provenienti da tutto il mondo, rivolgendosi a enoteche, grossisti e alla ristorazione.
- Mercato “No-Lo” (Analcolici): Attraverso un polo d’avanguardia da 7,5 milioni di bottiglie avviato a inizio 2026 proprio da Mack & Schühle Italia, il gruppo punta sui vini dealcolati. Il target principale sono i giovani consumatori di USA e Regno Unito, mercati dove la domanda di bollicine alcohol-free è in forte crescita.
Mack & Schühle Italia nel 2024 ha fatturato 205 milioni di euro, generando un ebitda di 7,8 milioni con un debito netto di 18,3 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente)














