• Contatti
lunedì, 6 Luglio 2026
en English
Newsletter
BeBeez
  • .
  • Capitale di Rischio
    • Angels & Incubators
    • Crowdfunding
    • Venture Capital
    • Private Equity
    • Club Deal
    • Spac
    • Euronext Growth Milan
    • Real Estate
    • Private capital nel mondo
    • Real Estate nel mondo
  • Credito e Debito
    • Private Debt
    • Crisi & Rilanci
    • Npl e altri crediti deteriorati
    • M&A e corporate finance
  • Imprese
    • Investment Club
    • Italia che fa impresa
    • Settori
      • Industria
      • Moda Lusso & Design
      • Hi-Tech
      • Servizi
      • Commercio
      • Agroalimentare
    • Rubriche
      • Filiere
      • Sostenibilità
      • Open Innovation
  • Analisi & Rubriche
    • Insight Views
    • Report
    • BeBeez Magazine
    • Commenti
    • Dati & analisi
    • Fintech
    • Management
    • Arte & Lifestyle
    • GreenBeez
  • Eventi & Strumenti
    • Trading floor
    • Settori & Società
    • BeBeez Web TV
    • I Caffé di BeBeez
    • Eventi
    • BeBeez Academy
    • Corso di finanza alternativa
    • Bookstore
    • BeBeez Podcast
  • Premium
    • BeBeez Private Data
    • BeBeez News Premium
    • Pricing
    • Accesso abbonati
  • Accedi
Abbonati
  • Capitale di Rischio
    • Angels & Incubators
    • Crowdfunding
    • Venture Capital
    • Private Equity
    • Club Deal
    • Spac
    • Euronext Growth Milan
    • Real Estate
    • Private capital nel mondo
    • Real Estate nel mondo
  • Credito e Debito
    • Private Debt
    • Crisi & Rilanci
    • Npl e altri crediti deteriorati
    • M&A e corporate finance
  • Imprese
    • Investment Club
    • Italia che fa impresa
    • Settori
      • Industria
      • Moda Lusso & Design
      • Hi-Tech
      • Servizi
      • Commercio
      • Agroalimentare
    • Rubriche
      • Filiere
      • Sostenibilità
      • Open Innovation
  • Analisi & Rubriche
    • Insight Views
    • Report
    • BeBeez Magazine
    • Commenti
    • Dati & analisi
    • Fintech
    • Management
    • Arte & Lifestyle
    • GreenBeez
  • Eventi & Strumenti
    • Trading floor
    • Settori & Società
    • BeBeez Web TV
    • I Caffé di BeBeez
    • Eventi
    • BeBeez Academy
    • Corso di finanza alternativa
    • Bookstore
    • BeBeez Podcast
  • Premium
    • BeBeez Private Data
    • BeBeez News Premium
    • Pricing
    • Accesso abbonati
  • Accedi
Abbonati
BeBeez
Home Insight Views

Infrastrutture: perché i capitali scelgono energia e data center

Al Caffè di BeBeez, Claudio Vescovo (EOS Investment Management) e Luca Beltramino (Italian Datacenter Association ed EdgeConneX) spiegano perché energia e data center sono ormai due infrastrutture inseparabili e dove si concentreranno i capitali nei prossimi anni

bebeezbybebeez
6 Luglio 2026
in BeBeez Web TV, Insight Views, Real Estate
Share on FacebookShare on Twitter

Articolo pubblicato su BeBeez Magazine n. 43 del 4 luglio 2026, parte dell’inchiesta Asset reali, rendimenti reali: chi guadagna davvero quando la leva facile non basta più. I numeri e le voci del Caffè di BeBeez

di Stefania Peveraro

L’Italia investe ancora troppo poco nei data center rispetto al resto d’Europa, ma nei prossimi tre-cinque anni dovrà quasi triplicare la propria capacità per rispettare gli obiettivi imposti da una nuova legge europea. Nel frattempo, la produzione di energia rinnovabile non è più raccontata come una scelta “verde” ma come una questione di sicurezza nazionale, dopo che l’Italia ha scoperto di importare due terzi dell’energia che consuma. I due temi, ha spiegato Luca Beltramino, presidente e co-founder Italian Datacenter Association (IDA) e vice president Italy EdgeConneX (gruppo controllato da EQT), intervenendo al Caffè di BeBeez del 15 giugno, sono in realtà due facce della stessa medaglia: i data center sono grandi consumatori di elettricità, al punto che oggi la disponibilità di energia, più ancora della location, è il vero fattore che decide dove un operatore internazionale sceglie di costruire. Non stupisce quindi che a discutere di data center, nella stessa tavola rotonda sia stato chiamato anche Claudio Vescovo, senior partner Infrastructure & Debt Investments, EOS Investment Management, il cui fondo investe proprio nell’infrastruttura energetica che quei data center dovranno alimentare.

 

Clicca qui sopra vedere il video dell’evento
Da sin, Claudio Vescovo (EOS IM), Stefania Peveraro (BeBeez) e  Luca Beltramino (IDA)

 

15% di rendimento, ma solo se il rischio è “contrattualizzato”

Un fondo che rende il 15%. Ritorni double digit sia su equity che su debito. Operazioni tra i 20 e i 100 milioni di euro. Sono i numeri con cui Vescovo ha aperto il suo intervento, spiegando la regola d’ingaggio di EOS Investment Management, sgr con base tra Londra, Milano e Lussemburgo e circa un miliardo e mezzo di euro di masse gestite: “Definendoci investitori infrastrutturali, noi lavoriamo affinché i ricavi degli impianti ed aziende su cui investiamo siano contrattualizzati dal punto di vista volumi e prezzi”. Elettricità e gas venduti con contratti decennali o ventennali, incentivati o siglati con grandi energivori; sui data center la stessa logica si applica alla capacità.

Il campo di gioco di EOS, oggi con fondi di equity infrastrutturale, presto anche un fondo di debito ad alto rendimento, copre produzione elettrica da rinnovabili, stoccaggio, produzione di biometano, efficientamento energetico dei complessi industriali, waste management (ad es RAEE) e, appunto, data center, “in quanto grandi energivori” dove investimento infrastrutturale e consumo di energia su grande scala si sovrappongono. Su questo terreno “c’è competizione, c’è molta competizione”, ma i rendimenti tengono: il fondo 2 di EOS, mentre è in corso la raccolta del fondo 3, rende attorno al 15%, a patto di restare specialisti settoriali e di muoversi nel mid-market, tra i 20 e i 100 milioni di euro per operazione.

Ma le regole del gioco sono cambiate. “Se anni fa si faceva molto bene anche semplicemente costruendo un impianto fotovoltaico e poi rivendendolo dopo 5 anni, adesso non si può più investire su un singolo asset. Se lo fai, probabilmente non sai molto bene quello che stai facendo”, ha deto Vescovo. Il fotovoltaico, un tempo semplice perché incentivato per 20 anni, oggi deve fare i conti con la domanda reale: produce solo a pranzo e nel primo pomeriggio, mentre le famiglie consumano di più anche a cena. La soluzione è abbinare tecnologie diverse (fotovoltaico più batterie, fotovoltaico più eolico) per vendere “un profilo di produzione e non solo una produzione spot “. Il risultato di questo approccio multi-asset e multi-tecnologia sono rendimenti tra il 12 e il 15% su equity e poco meno sul debito, anche con strumenti più sartoriali come mezzanini e junior debt ,senza fare concorrenza alle banche, ma sempre restando ancorati a ricavi contrattualizzati.

Data center: 60 miliardi già dentro il Pil italiano

La data economy italiana vale circa 60 miliardi di euro, pari al 2,8% del PIL, contro una media europea del 5%. Sono i dati ricordati da Beltramino in apertura del suo intervento, attingendo da un report recente di The European House – Ambrosetti. Dei 60 miliardi complessivi, 15 miliardi sono generati direttamente dagli operatori di data center, il resto da cloud, intelligenza artificiale, servizi di storage e online payment, di cui i data center sono “enabler” o facilitatori. Quanto alla capacità installata nei data center del Paese, è stimata  tra i 500 e 600

Sul territorio: la pubblica amministrazione ha censito 4.000 data center di piccole dimensioni, ma quelli medio-grandi sono circa 160-170, di cui 60 concentrati intorno a Milano. Quattro le tipologie che oggi si dividono il mercato, ciascuna legata a una geografia precisa. I data center del cloud,  nati tra il 2008 e il 2018, quando “il mondo ha cloudizzato” tutto,  restano vicini alle città in cui sono nati, le cosiddette FLAP-D (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino), a cui Milano si è aggiunta più tardi: questo primo blocco pesa l’80% del mercato. Poi ci sono i data center edge e regionali, in via di distribuzione sul territorio nazionale con il sostegno del MIMIT. Terza categoria: i data center delle città dove approdano i cavi sottomarini, dato che il 95% del traffico dati mondiale passa sulla “wet fiber”, Palermo, Mazara del Vallo, Bari, e ora Genova, in crescita rapida in competizione con Marsiglia grazie a 4-5 nuovi cavi in arrivo anche da Cina e Sud-Est asiatico. Infine la vera nuova protagonista, destinata a portare l’80% degli investimenti nei prossimi 4-5 anni: l’intelligenza artificiale, che non guarda la mappa ma solo la disponibilità di megawatt.

Fundraising: non basta più il settore giusto, conta la velocità

“Per il mega trend dell’infrastruttura energetica c’è tantissimo interesse da parte di investitori istituzionali italiani, europei e globali. Non solo per la produzione energetica, ma anche per lo stoccaggio e l’efficientamento energetico”, ha sottolineato Vescovo. E il motivo sta nei volumi di investimento: 20-30 miliardi di euro l’anno solo in Italia per la transizione energetica, 150-200 miliardi a livello europeo, con una traiettoria puntata al 2050 che finora è sempre stata rispettata, e che anzi richiederebbe di investire “quasi il doppio rispetto a quello che si fa” oggi.

Con il settore ormai maturo, esistono fondi vintage da 15-20 anni con track record verificabili, la domanda degli investitori quando devono scegliere in quale fondo infrastrutturale investire si è spostata su altri due terreni, ha detto ancora Vescovo. Il primo è la velocità di investimento: “Tutti ti chiedono in quanti anni sei riuscito a investire i fondi precedenti”. EOS ha investito il secondo fondo in due anni, contro un periodo standard di tre anni più uno di proroga. Il secondo terreno di interesse degli investitori, relativamente nuovo per l’infrastruttura, asset class tipicamente di lunghissimo periodo, è la capacità di fare exits e cristallizzare l’extra valore creato: cioè dimostrare di saper anche vendere e liquidare le posizioni, non solo detenerle. “Aver restituito il 50% del capitale in 3 anni è qualcosa che gli investitori apprezzano”, ha spiegato Vescovo, un vantaggio che, in un momento di fundraising difficile per tutti, pesa parecchio.

La legge europea che obbliga l’Italia a moltiplicare per nove

Tre-cinque anni per triplicare l’infrastruttura digitale europea. Per l’Italia il conto è ancora più severo: moltiplicare per tre per raggiungere il livello del Regno Unito, e poi ancora per tre come richiesto dalla norma,  un fattore nove complessivo. È l’effetto dello European Artificial Intelligence and Cloud Act, la proposta di legge europea che Beltramino ha indicato come la vera svolta normativa del settore, più della normativa italiana: impone a tutti gli Stati membri di trattare i data center come infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico e la digitalizzazione, in un contesto sempre più geopolitico – “vediamo sempre più importante che il dato resti in Italia, ma resti almeno in Europa”. Il gap di partenza: l’Italia ha, in rapporto a Pil e popolazione, un terzo della capacità di data center di Germania, Francia e Regno Unito.

I capitali, assicura Beltramino, ci sono già: IDA stima tra i 20 e i 25 miliardi di euro di investimenti nei data center nei prossimi 3-5 anni, e gran parte di questa cifra non è solo annunciata ma già sottoscritta con contratti – perché i colossi del cloud (Microsoft, Amazon, Google, Oracle) raddoppiano la propria capacità ogni 3 anni in ogni singolo Paese in cui operano. E poi c’è l’intelligenza artificiale, che “confonde tutti i piani”: “A Milano un paio di data center triplicheranno da soli il valore della capacità nazionale”. Con un costo di poco superiore ai 10 milioni di euro a megawatt, i 20-25 miliardi corrispondono a circa 2,5 gigawatt, di cui almeno metà già sottoscritti e da costruire. L’obiettivo indicato da Beltramino: passare dagli attuali 400 MW a 1,2 GW entro il 2028, per arrivare a circa 2,5 GW intorno al 2032.

La corsa contro il tempo è reale. In Europa un data center si costruisce in 12-14 mesi, in Italia tra 24 e 30 – e chi è troppo lento rischia di perdere il treno a favore dell’Aragona, dove stanno costruendo diversi operatori cloud, o dei Paesi nordici, dove energia e raffreddamento costano meno. Sul fronte legislativo italiano, la legge dell’onorevole Giulia Pastorella – su cui IDA ha lavorato attivamente insieme a 4-5 parlamentari provenienti da aree politiche diverse – ha già recepito la direttiva UE, riconoscendo i data center come infrastrutture strategiche e puntando ad accorciare i tempi di realizzazione: “È stata una vittoria su tutti i fronti, nessuno è stato contrario”.

C’è anche un effetto collaterale territoriale di cui Beltramino va fiero: i data center si costruiscono su aree brownfield, ex siti industriali abbandonati e spesso inquinati, che vanno bonificati prima di essere edificati – una “riconversione”, termine che Beltramino dice di continuare a usare nonostante sia caduto in disuso. Il risultato è che i sindaci, anche quando non sanno bene cosa sia un data center, accolgono i progetti a braccia aperte: è il caso del Comune di Settimo Milanese, la cui allora sindaca (ed ora vice sindaca) è diventata “una delle nostre più grandi tifose” dopo che 5-6 operatori hanno creato lì quella che Beltramino chiama una vera “data valley”.

Da bandiera ambientale a scudo geopolitico

Un film di spionaggio. È la reazione che, fino a qualche anno fa, Vescovo otteneva quando parlava agli investitori di sicurezza energetica: “Adesso invece chiunque, anche a casa, mi chiede: ma come produciamo l’elettricità?”. Il racconto sulle rinnovabili è cambiato pelle, spostandosi dal clima alla sicurezza nazionale.

Il punto di partenza è un dato scomodo: l’Italia importa due terzi dell’energia che consuma, con una fragilità sui volumi e sui prezzi che si è vista con mano negli ultimi anni – dai controlli settimanali sulla disponibilità di carburante per l’aviazione fino al tetto sui prezzi dell’elettricità imposto dal Regno Unito a famiglie e imprese. La risposta italiana è elettrificare il più possibile i tre ambiti di consumo energetico (elettricità, trasporti, riscaldamento). Su trasporti e riscaldamento l’Italia dipende quasi interamente dalle importazioni, non essendo produttrice di petrolio o gas se non in minima parte. Sull’elettricità, il Paese produce il 44% da gas,  gas quasi interamente importato: “È come se importassimo indirettamente anche l’elettricità”. La prova plastica: con lo shock della guerra in Iran, i prezzi forward dell’elettricità in Italia sono saliti del 30%.

La notizia positiva è che l’altro 50% circa dell’elettricità italiana arriva già da fonti rinnovabili, contro un passato in cui l’unica fonte era l’idroelettrico fino a 15 anni fa: la capacità è raddoppiata, e c’è ancora ampio margine di crescita. Più rinnovabili nel sistema significa un prezzo dell’elettricità più basso per tutti, perché il prezzo si forma sulla fonte più cara, il gas. Persino la BCE, il cui mestiere è stabilizzare i prezzi attraverso i tassi, ha scritto di recente che gli shock energetici rappresentano ormai un rischio diretto per l’inflazione, definendo la produttività energetica “un must” per l’Europa.

Margini al 60%, multipli a 22-24 volte: il business dei data center

Tre miliardi di euro entro il 2031 in Lombardia. È l’investimento che EdgeConneX, gruppo controllato da EQT, ha annunciato di recente (si veda altro articolo di BeBeez).

Beltramino ha chiuso l’incontro spiegando perché il business dei data center oggi “è molto fortunato”. Il motivo: un parco clienti concentrato su 3-4 grandi operatori, che comprano gli spazi in anticipo, complice la scarsità di energia elettrica. Si costruisce “quasi a commissione”, con caratteristiche tecniche dettate direttamente dal cliente – e con un ritorno sull’investimento molto alto già dal primo giorno.

Il moltiplicatore di valore non si ferma all’infrastruttura: gli operatori cloud o di intelligenza artificiale investono in server un multiplo di 3-4 volte il valore del data center stesso, che offre solo la collocation  (spazio, corrente elettrica, a volte gli armadi). Sui numeri di redditività: l’ebitda diventa positivo intorno al terzo anno, con margini tra il 40 e il 60%; il cash flow positivo arriva altrettanto presto. Sui multipli di uscita, Beltramino ha indicato un intervallo standard di 16-18 volte l’ebitda, ma per pacchetti di infrastrutture vendute insieme, non un singolo asset ma un portafoglio integrato transazioni chiuse a 22-24 volte.

La barriera all’ingresso resta però quasi insormontabile, costruita su vent’anni di relazioni: si vendevano  armadi da 10 kW nel 2010-2012, oggi tratta clienti che acquistano data center interi da 300 MW. “C’è un gap tecnologico, un gap di conoscenza del mercato, un gap di relazione con i clienti che è molto alto”, ha concluso Beltramino. “È ovvio che c’è interesse a investire nel data center, ma devi avere tutto quanto il pacchetto”.

Tags: Claudio VescovoEdgeConnexEos Investment ManagementItalian Datacenter AssociationLuca Beltramino

Iscriviti alle nostre Newsletter

Iscriviti alle newsletter di BeBeez

Iscriviti
Post Precedente

Del Bene (Avocom), il rischio non è dove sembra: cosa rende davvero finanziabile un’infrastruttura nei mercati emergenti

Post Successivo

Hotel, tra racconto e realtà: chi guadagna davvero nell’hospitality di lusso

Related Posts

Al via oggi BeBeez Headlines News, il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez
BeBeez Podcast

E’ online BeBeez Headlines News di oggi, lunedì 6 luglio 2026. Il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

6 Luglio 2026
BeBeez Magazine n. 43 – Private Equity, il paradosso del valore
Insight Views

Impact, rende bene. E ora ha le regole

6 Luglio 2026
Calisti (Angelini Ventures), Ecco perché usiamo le metriche dell’Impact
Insight Views

Calisti (Angelini Ventures), Ecco perché usiamo le metriche dell’Impact

6 Luglio 2026
Allianz GI, Niente è più Impact delle infrastrutture
Insight Views

Allianz GI, Niente è più Impact delle infrastrutture

6 Luglio 2026
SFRD2, arriva il terremoto
Insight Views

SFRD2, arriva il terremoto

6 Luglio 2026
Ecco i 5 vincitori dei Private Equity Backed Managers Financial & Insurance Awards!
Insight Views

Financial & Insurance Services, il private equity consolida: add-on al 76%, i numeri del settore ai BeBeez Awards

6 Luglio 2026
  • Report
  • Eventi
  • BeBeez Podcast

Report

Venture capital, nel primo trimestre 816 mln euro di raccolta per startup di matrice italiana. Il report di BeBeez

Venture capital, nel primo trimestre 816 mln euro di raccolta per startup di matrice italiana. Il report di BeBeez

23 Aprile 2026
Private debt italiano in netta crescita nel 2025: sfiora i 44 mld euro, trainato dai big deal di buyout. Il report di BeBeez

Private debt italiano in netta crescita nel 2025: sfiora i 44 mld euro, trainato dai big deal di buyout. Il report di BeBeez

28 Marzo 2026
Venture capital, nel 2025 quasi 2 mld euro di round (al netto del venture debt di Bending Spoon). Il Report di BeBeez

Venture capital, nel 2025 quasi 2 mld euro di round (al netto del venture debt di Bending Spoon). Il Report di BeBeez

3 Febbraio 2026
Private equity, nel 2025 sono stati 738 i deal tra investimenti e disinvestimenti. Il report di BeBeez

Private equity, nel 2025 sono stati 738 i deal tra investimenti e disinvestimenti. Il report di BeBeez

21 Gennaio 2026

Eventi

Ecco i 5 vincitori dei Private Equity Backed Managers Financial & Insurance Awards!

Ecco i 5 vincitori dei Private Equity Backed Managers Financial & Insurance Awards!

24 Giugno 2026
Nominations Private Equity Backed Managers Sectors Awards 2026 – Financial & Insurance Service

Private Equity Backed Managers Financial & Insurance Services, il programma dell’evento del 23 giugno

19 Giugno 2026
Appuntamento il 30 giugno per l’Osservatorio sui Search Fund. BeBeez è media partner

Appuntamento il 30 giugno per l’Osservatorio sui Search Fund. BeBeez è media partner

18 Giugno 2026
Caffé di BeBeez su Asset reali, rendimenti reali. Ecco il programma del 15 giugno!

Caffé di BeBeez su Asset reali, rendimenti reali. Vi aspettiamo questa mattina!

15 Giugno 2026

BeBeez Podcast

Al via oggi BeBeez Headlines News, il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

E’ online BeBeez Headlines News di oggi, lunedì 6 luglio 2026. Il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

6 Luglio 2026
Al via oggi BeBeez Headlines News, il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

E’ online BeBeez Headlines News di oggi, venerdì 3 luglio 2026. Il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

3 Luglio 2026
Al via oggi BeBeez Headlines News, il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

E’ online BeBeez Headlines News di oggi, giovedì 2 luglio 2026. Il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

2 Luglio 2026
Al via oggi BeBeez Headlines News, il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

E’ online BeBeez Headlines News di oggi, mercoledì 1° luglio 2026. Il podcast che riassume le notizie pubblicate ogni mattina da BeBeez

1 Luglio 2026

Co-sponsors

Proposte di M&A e Club Deal

Vedi tutto
  • Acquisizioni
  • Cessioni

Acquisizioni

YON - Feed Progetti

  • PIATTAFORMA INDUSTRIALE ITALIANA SPECIALIZZATA NELLA TRASFORMAZIONE DI MATERIALI POLIMERICI RICERCA AZIENDE PRODUTTIVE NEL SETTORE DELLO STAMPAGGIO TECNICO E DELLA COMPONENTISTICA INDUSTRIALE
    on 6 Luglio 2026 at 10:10

    {p class='settore'}PLASTICA{/p} {p class='codice'}415{/p} {p class='fatturato'}€ 50.000.000 - 75.000.000{/p} {p class='areageografica'}Nord Italia{/p} {p class='tipologia'}Acquisizioni{/p} {p class='cap'}mid{/p} {p class='specificheazienda'}Primario gruppo industriale italiano operante nella produzione di soluzioni tecniche per l’industria ricerca opportunità di acquisizione di aziende specializzate nella trasformazione delle materie plastiche, nello stampaggio tecnico e nella produzione di componenti ad elevato valore aggiunto. L’operazione si inserisce in un piano di crescita industriale volto ad ampliare competenze tecnologiche, capacità produttive e presenza commerciale, attraverso l’integrazione di realtà manifatturiere caratterizzate da know-how distintivo e consolidata esperienza nei mercati industriali.{/p} {p class='target'}Saranno valutate con particolare interesse aziende che presentino: • tecnologie innovative di trasformazione dei materiali • ufficio tecnico interno e competenze di progettazione • clientela industriale fidelizzata e diversificata • capacità produttiva strutturata e processi consolidati • management disponibile a valutare un percorso di aggregazione industriale • solidità economico-finanziaria e prospettive di crescita • cultura aziendale orientata alla qualità, all'innovazione e al miglioramento continuo Tipologia operazione Il gruppo è interessato a valutare operazioni di aggregazione industriale e/o acquisizione, totale o parziale, di aziende coerenti con la propria strategia di sviluppo. È prevista la massima flessibilità nella definizione della struttura dell’operazione, con disponibilità a valutare il coinvolgimento dell’attuale imprenditore o del management e percorsi di integrazione graduale finalizzati alla crescita congiunta delle attività.{/p}

  • POMPE INDUSTRIALI
    on 6 Luglio 2026 at 10:10

    {p class='settore'}MECCANICA{/p} {p class='codice'}247{/p} {p class='fatturato'}N.D.{/p} {p class='areageografica'}Nord Italia{/p} {p class='tipologia'}Acquisizioni{/p} {p class='cap'}small{/p} {p class='specificheazienda'}Storica realtà operante in ambiti industriali tecnologici ed ingegneristici high-tech, ricerca società nel settore Pompe Industriali per la crescita e il consolidamento del business, supportandola anche nella crescita commerciale estera. Il Progetto prevede l’acquisizione di una quota di minoranza per apportare finanza alla Società Target e l’affiancamento al Management nell’organizzazione.{/p} {p class='target'}La ricerca si rivolge a Società di progettazione, ingegnerizzazione, produzione e commercializzazione di Pompe Industriali, con particolare riferimento a tecnologie centrifughe, a membrana e peristaltiche. Le Target dovranno considerare la possibilità di aggregarsi con un partner per la crescita dell’organizzazione e del business. Vengono richieste elevate competenze tecniche e di innovazione, con un fatturato dai 2 ai 6 milioni di euro.{/p}

  • ARTICOLI TECNICI IN GOMMA E PLASTICA
    on 6 Luglio 2026 at 10:10

    {p class='settore'}PLASTICA GOMMA{/p} {p class='codice'}158{/p} {p class='fatturato'}N.D.{/p} {p class='areageografica'}Emilia - Romagna{/p} {p class='tipologia'}Acquisizioni{/p} {p class='cap'}small{/p} {p class='specificheazienda'}Azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di articoli tecnici in gomma e plastica con applicazioni in molteplici settori industriali (es. agricoltura, edilizia, meccanica e oleodinamica, automotive in genere, casalinghi ed elettrodomestici, impianti vari, ecc.) che grazie al proprio ufficio tecnico, laboratorio interno e parco macchine ad iniezione e compressione cura tutte le fasi del processo produttivo, dal progetto iniziale allo studio delle mescole e progettazione stampi, fino allo stampaggio e consegna finale dei prodotti al cliente.{/p} {p class='target'}In ottica di crescita per linee esterne e al fine di incrementare massa critica e potenzialità commerciali, la società è interessata all’acquisizione di piccole realtà di pari settore, operanti nella fabbricazione di articoli tecnici industriali in plastica e/o gomma (sia mescole tradizionali che speciali), situate in Emilia Romagna e con fatturato indicativo preferibilmente inferiore al milione di euro.{/p}

Cessioni

YON - Feed Progetti

  • CONSOLIDATA AZIENDA SPECIALIZZATA NELLO SVILUPPO E NELLA PRODUZIONE DI MAGLIERIA DI ALTA GAMMA
    on 6 Luglio 2026 at 10:10

    {p class='settore'}ABBIGLIAMENTO{/p} {p class='codice'}416{/p} {p class='fatturato'}€ 10.000.000 - 12.000.000 {/p} {p class='areageografica'}Nord Italia{/p} {p class='tipologia'}Cessioni{/p} {p class='cap'}mid{/p} {p class='specificheazienda'}Storica azienda italiana AD ALTA MARGINALITà specializzata nello sviluppo e nella produzione di maglieria di alta gamma per alcuni dei principali brand internazionali del settore fashion & luxury. La società opera come partner industriale offrendo un servizio integrato che comprende progettazione, sviluppo prodotto, prototipazione, industrializzazione, produzione, controllo qualità, accompagnando il cliente lungo l’intero ciclo di sviluppo della collezione. Grazie ad un know-how consolidato e ad una struttura produttiva altamente specializzata, l’azienda rappresenta un interlocutore strategico per marchi che ricercano elevati standard qualitativi, affidabilità e capacità di innovazione. Caratteristiche operative: produzione di maglieria premium e luxury know-how consolidato nello sviluppo collezioni e prototipazione filiera integrata dalla progettazione alla logistica continua ricerca di materiali e tecniche di lavorazione innovative personale altamente qualificato {/p} {p class='target'}La proprietà intende valutare la cessione del 100% del capitale sociale oppure l’ingresso di un partner industriale o finanziario attraverso la cessione della quota di maggioranza, con l’obiettivo di supportare una nuova fase di sviluppo. La società rappresenta un’opportunità di acquisizione per gruppi industriali, operatori del lusso o investitori interessati ad integrare una piattaforma produttiva altamente qualificata nel Made in Italy. La proprietà è disponibile a garantire un adeguato periodo di affiancamento per favorire il trasferimento delle competenze, delle relazioni commerciali e della continuità operativa. Le principali opportunità di creazione di valore riguardano: ampliamento della presenza commerciale internazionale; sviluppo di nuovi clienti e categorie di prodotto; integrazione verticale all’interno di gruppi del fashion & luxury; incremento della capacità produttiva e delle economie di scala; valorizzazione del know-how tecnico e delle relazioni commerciali consolidate. La proprietà è disponibile a garantire un adeguato periodo di affiancamento per favorire il trasferimento delle competenze, delle relazioni commerciali e della continuità operativa.{/p}

  • ASSISTENZA B2B PER I SISTEMI ADAS (SENSORI AUTO)
    on 6 Luglio 2026 at 10:10

    {p class='settore'}MECCANICA{/p} {p class='codice'}310{/p} {p class='fatturato'}MINORE DI € 1.000.000{/p} {p class='areageografica'}Centro Italia{/p} {p class='tipologia'}Cessioni{/p} {p class='cap'}small{/p} {p class='specificheazienda'}I sistemi ADAS (Sistema Avanzato di Assistenza alla Guida) supportano il guidatore di un veicolo in diverse situazioni che possono riguardare la normale guida fino a momenti di pericolo o emergenza. Questi sistemi devono essere mantenuti efficienti e non solo in caso di incidente o in caso di danneggiamento dei sensori. Questa attività fa parte della normale manutenzione del veicolo. La società offre al mercato automotive un servizio di assistenza e ricalibratura on-site, ovvero direttamente presso il centro di riparazione Cliente (officina meccanica/meccatronica, carrozzeria, centro Gomme e centro sostituzione cristalli).{/p} {p class='target'}La società ha superato con mezzi propri la fase del Proof Of Concept, operando con successo nell’ambito di una regione del centro nord: desidera coinvolgere un player di un settore contiguo (ad esempio: servizi assicurativi, oppure legati all’automotive post sales) che possa apportare risorse manageriali e finanziarie per sviluppare la società a livello nazionale.{/p}

  • LUXURY, GIOIELLI, BIJOUX E OROLOGI
    on 6 Luglio 2026 at 10:10

    {p class='settore'}ALTRO{/p} {p class='codice'}292{/p} {p class='fatturato'}€ 5.000.000 - 7.000.000 {/p} {p class='areageografica'}Nord Italia{/p} {p class='tipologia'}Cessioni{/p} {p class='cap'}small{/p} {p class='specificheazienda'}Affermata realtà italiana presente sul mercato di riferimento da oltre 30 anni. Nasce come azienda specializzata in strumenti di misurazione del tempo. Progressivamente ha espanso il suo business a tutte le aree legate al mondo Time and Fashion - orologi stazioni barometriche, Smart watches, bijoux e gioielli con Marchi e prodotti brevettati e depositati. Circa 3.000 i punti vendita coperti in Italia con una rete agenti di circa 70 persone sul territorio nazionale. Spiccata la propensione export sul mercato internazionale.{/p} {p class='target'}A causa del ricambio generazionale i soci valutano la cessione totalitaria dell’impresa garantendo l’affiancamento operativo/commerciale alla nuova proprietà ed il mantenimento di figure chiave aziendali.{/p}

Powered bylogoYon_sm1

Partners

Tag

Advent International Ardian Bain capital BeBeez Headlines News Blackstone bond Carlyle cartolarizzazione Cdp Cdp Venture Capital sgr club deal concordato crediti deteriorati crisi crowdfunding Equity crowdfunding ExtraMot Pro Fintech Ilaria Guidantoni immobiliare Intesa Sanpaolo Investindustrial ipo Italia KKR m&a Milano minibond npl opa Paolo Bongianino Permira pmi podcast private debt private equity real estate Round SACE Spac Spotify startup tribunale Unicredit Utp
Bebeez

EdiBeez srl

C.so Italia 22 - 20122 - Milano
C.F. | P.IVA 09375120962
Aut. Trib. Milano n. 102
del 3 aprile 2013

Seguici

Facebook Twitter LinkedIn

Capitale di rischio

  • Angels&Incubators
  • Venture Capital
  • Private Equity
  • Club Deal
  • Spac
  • Euronext Growth Milan
  • Real Estate
  • Private capital nel mondo
  • Real Estate nel mondo

Credito&Debito

  • Private Debt
  • Crisi & Rilanci
  • Npl e altri crediti deteriorati
  • M&A e corporate finance

Imprese

  • Italia che fa impresa
  • Settori
  • Rubriche
  • Investment Club

Analisi&Rubriche

  • Insight Views
  • Report
  • BeBeez Magazine
  • Commenti
  • Dati & analisi
  • Fintech
  • Management
  • Arte & Lifestyle
  • GreenBeez

Eventi & Strumenti

  • Settori & Società
  • Proposte
  • BeBeez Web TV
  • I Caffé di BeBeez
  • Eventi
  • BeBeez Academy
  • Corso di finanza alternativa
  • Bookstore
  • BeezDeal
  • BeBeez Podcast

Chi siamo

  • Il Team
  • Dicono di noi
  • Contatti
  • Media Partnership
  • Advertising

Gestione dati personali

  • Accedi BeBeez News Premium
  • Abbonati

Informazioni sul sito

  • Privacy Policy
  • Termini e condizioni d’uso
  • Cookie Police
  • Mappa del sito

Powered by Olomedia © 2021

  • it Italiano
  • Home
  • Capitale di Rischio
    • Angels & Incubators
    • Crowdfunding
    • Venture Capital
    • Private Equity
    • Club Deal
    • Spac
    • Euronext Growth Milan
    • Real Estate
    • Private capital nel mondo
    • Real Estate nel mondo
  • Credito e Debito
    • Private Debt
    • Crisi & Rilanci
    • Npl e altri crediti deteriorati
    • M&A e corporate finance
  • Imprese
    • Investment Club
    • Italia che fa impresa
    • Settori
      • Industria
      • Moda Lusso & Design
      • Hi-Tech
      • Servizi
      • Commercio
      • Agroalimentare
    • Rubriche
      • Filiere
      • Sostenibilità
      • Open Innovation
  • Analisi & Rubriche
    • Insight Views
    • Report
    • BeBeez Magazine
    • Commenti
    • Dati & analisi
    • Fintech
    • Management
    • Arte & Lifestyle
    • GreenBeez
  • Eventi & Strumenti
    • Trading floor
    • Settori & Società
    • Proposte
    • BeBeez Web TV
    • I Caffé di BeBeez
    • Eventi
    • BeBeez Academy
    • Corso di finanza alternativa
    • Bookstore
    • BeezDeal
    • BeBeez Podcast
  • Bebeez Premium
    • BeBeez Private Data
    • BeBeez News Premium
    • Pricing
    • Accesso Abbonati
  • Il mio account
  • Abbonati

Powered by Olomedia © 2021

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori. Accesso

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accesso

Cookie Policy

✕
This site generates technical cookies, all of which are necessary for it to work properly. Here is our cookie policy page.

Technical cookies

Profiling cookies List of cookies Privacy policy Cookie policy
Cookies?
Cerca...