
GIC, fondo sovrano di Singapore, e Qatar Investment Authority sono i due fondi più accreditati per entrare con una quota di minoranza nel capitale di Dolce&Gabbana, ha scritto il Corriere della Sera, spiegando che in sala d’attesa ci sarebbero anche altri colossi asiatici interessati, fra i quali potrebbe emergere PIF, fondo sovrano saudita.
Si tratta di fondi che, in alcuni casi, hanno già investito in società italiane, anche nel mondo della moda. GIC, infatti, è azionista di Moncler con l’1,738%, mentre PIF – Public Investment Fund ad aprile 2023, fra le altre, è entrato come socio di minoranza (33%) nel capitale di Azimut Benetti, costruttore di super yacht (si veda altro articolo di BeBeez).
Il dossier è allo studio di numerose banche d’affari perché l’entità dell’operazione sarebbe rilevante, ha aggiunto Il Corriere, spiegando che secondo Alfonso Dolce, amministratore delegato della casa di moda, “i tempi non sono maturi, ma non escludiamo la possibilità di aprire il capitale”.
Contattata da BeBeez, Dolce&Gabbana non ha rilasciato dichiarazioni in merito.
Lo stesso Dolce, fratello dello stilista Domenico Dolce, cofondatore della maison insieme a Stefano Gabbana, a luglio aveva già dato rilievo alla voce di una possibile apertura del capitale (si veda altro articolo di BeBeez). “Ora siamo pronti a considerare l’apertura del capitale a terzi attraverso la quotazione o altri strumenti finanziari. Ma deve essere una finanza che non ostacola il valore etico della nostra impresa, la sua crescita rispettosa”, aveva dichiarato all’epoca segnando un cambio di rotta rispetto a quanto dichiarato, sempre al Corriere della Sera, nel 2018, quando i due stilisti avevano detto di aver respinto tutte le proposte di acquisto che avevano ricevuto sino a quel momento e che avevano creato un trust per assicurare il futuro del marchio e salvaguardare gli interessi di uno dei due nel caso in cui fosse successo qualcosa all’altro. “Abbiamo rifiutato tutte le offerte d’acquisto; si può avere un sacco di soldi, ma a che serve se non sei libero?”, aveva dichiarato allora Dolce e aveva aggiunto Gabbana: “Una volta morti, siamo morti; non voglio che un designer giapponese cominci a disegnare Dolce&Gabbana”.
Alla fine di luglio 2024, anche Reuters aveva riportato la voce di una possibile apertura del capitale ad un investitore di minoranza, spiegando che secondo cinque fonti finanziarie e industriali era questo lo scenario più probabile per Dolce&Gabbana, rispetto ad una IPO, collegando questa possibilità all’opportunità di ottenere capitale utile per il rinnovamento del business legato al beauty.
A luglio, secondo Reuters, che ha scritto dopo rispetto alla pubblicazione degli articoli di BeBeez e del Corriere della Sera, i contatti con potenziali investitori erano nelle fasi iniziali e non era stato ancora assunto alcun advisor per gestire il processo.
Dolce&Gabbana Beauty srl è stata creata nel 2022 per assumere il controllo diretto di produzione, distribuzione e vendita delle sue linee di fragranze e make up, dopo aver chiuso la licenza con il gruppo Shiseido.
La società beauty fa capo al 60% a Dolce & Gabbana Holding srl, che possiede il 100% di Dolce & Gabbana srl, la società che ha incarico le attività della casa di moda.
La proprietà della holding, a sua volta, fa capo per l’80% a D&G srl, controllata pariteticamente (50%) da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, e per l’11,11% a Generosa srl, controllata al 49,99% ciascuno da Alfonso e Dorotea Dolce, mentre la parte residuale è di Domenico. Le componenti residuali di D&G srl sono ancora suddivise fra i fratelli Alfonso 3.56%), Dorotea (3,56%) e Domenico (1,78%).
Per quanto riguarda i conti, la holding ha chiuso il bilancio a marzo 2024 con 1,8 miliardi di ricavi, 80,4 milioni di ebitda e 66,6 milioni di debiti netti (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente), cui Dolce & Gabbana Beauty srl ha chiuso il bilancio relativo al medesimo periodo con 398,8 milioni di ricavi ed un ebitda negativo per 8,8 milioni, a fronte di un patrimonio netto di 19,4 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).














