La Doria spa, gruppo specializzato nella produzione di derivati del pomodoro, sughi, legumi e succhi di frutta a marchio della grande distribuzione, controllato dal 2021 con una quota del 65% da Investindustrial, attraverso Amalfi Group, e per il resto dalla famiglia Ferraioli (si veda altro articolo di BeBeez), ha acquisito il 100% del capitale di Fegé srl e Fegé Logistica srl, società costituite nell’ambito di un’operazione di scissione parziale e proporzionale della Feger di Gerardo Ferraioli spa e della Sapori del Sole srl (la società che si occupa degli imballaggi), a cui sono stati conferiti i rispettivi rami d’azienda operativi (si veda qui il comunicato stampa). Si prevede che il perfezionamento dell’operazione avvenga entro la fine del terzo trimestre 2025.
L’operazione riguarda, in altre parole, l’acquisizione dei compendi aziendali di Feger e Sapori del Sole, attive nella produzione di derivati del pomodoro, legumi e sughi pronti, nonché nelle correlate attività di logistica
Per l’operazione La Doria è stata assistita da KPMG Advisory spa per la due diligence contabile e finanziaria, dallo Studio Legale Chiomenti per gli aspetti legali e da Vitale&Co in qualità di financial advisor. I venditori sono stati assistiti da Houlihan Lokey quale financial advisor e dallo Studio Zingaropoli-Cerrato per gli aspetti legali.
Si tratta di un’operazione di consolidamento e di potenziamento dei comparti del pomodoro per arrivare con più forza sui mercati esteri. Gli attuali azionisti di Feger collaboreranno con La Doria nei prossimi mesi per assicurare una gestione efficace e continuativa della imminente campagna di trasformazione del pomodoro, garantendo così continuità operativa. Considerando anche la vicinanza fisica (gli stabilimenti sono a pochi metri l’uno dall’altro, la contiguità settoriale e il rapporto di parentela in essere.
Feger ha infatti sede ad Angri (Salerno), nelle immediate vicinanze dello stabilimento principale di La Doria, e nel 2024 ha generato ricavi per 83 milioni di euro, di cui circa il 47% derivanti dai mercati esteri, principalmente Germania, Giappone e Australia, un ebitda di circa 10 milioni e un indebitamento netto di quasi 30 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). I prodotti a base pomodoro rappresentano il 61% dei ricavi, seguiti da legumi (27%), sughi pronti (10%) ed altri prodotti (2%). L’azienda è fortemente focalizzata sulla private label (91% dei ricavi) e ha sviluppato una solida clientela tra le principali insegne premium della GDO. I soci sono: Davide e Maurizio Ferraioli con il 36,39% rispettivamente, Rosanna Ferraioli con il 22,22% e Maria Faiella con il 5,01%.
Sapori del Sole, anch’essa con sede ad Angri, ha chiuso il 2024 con 2,2 milioni di euro di ricavi, 343 mila euro di ebitda e liquidità netta di 129 mila euro (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). I soci sono Davide e Maurizio Ferraioli con il 35,22% rispettivamente e Rosanna Ferraioli con il 29,56%.
Antonio Ferraioli, presidente e amministratore delegato del Gruppo La Doria, ha commentato: “Siamo orgogliosi di annunciare l’acquisizione delle attività di Feger, un’operazione strategica che rafforza la nostra capacità produttiva in settori chiave per il nostro sviluppo e crea sinergie operative significative. Con tale acquisizione, La Doria consolida la propria leadership nel pomodoro e nei legumi. L’integrazione permetterà inoltre di ottimizzare la logistica e ampliare ulteriormente la nostra offerta verso clienti internazionali, con particolare attenzione ai prodotti biologici, in risposta alla crescente sensibilità del consumatore moderno”.
Ricordiamo che a ottobre 2024 La Doria ha ampliato di 125 milioni di euro il bond a scadenza 2029 e cedola euribor 4 mesi più 450 punti base (si veda altro articolo di BeBeez), che era stato collocato per 525 milioni di euro nel maggio precedente (si veda altro articolo di BeBeez). Peraltro già in fase di collocamento, che era stato avviato a fine aprile 2024, la size era stata incrementata di 25 milioni rispetto agli iniziali 500 milioni (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Ricordiamo che le risorse incassate con il primo collocamento della primavera dello scorso anno erano servite per rifinanziare integralmente i 346 milioni di euro di debito bancario in scadenza tra il 2028 e il 2029 e per pagare un dividendo straordinario da 125 milioni di euro agli azionisti, così come ben evidenziato dal report di S&P Ratings che assegnava rating B sia all’emittente sia all’emissione. Le dimensioni del dividendo erano specificate anche dai report di Moody’s (che assegna rating B1 sia a La Doria sia al bond) e di Fitch Ratings (che assegna corporate rating B e rating B+ all’emissione). Nel quadro della medesima operazione, La Doria aveva ottenuto anche una linea di credito revolving super senior da 85 milioni di euro. A valle dell’ampliamento della size Fitch e Moody’s hanno mantenuto inalterato il loro giudizio.
La Doria è il primo produttore europeo di legumi conservati, di pelati e polpa di pomodoro nel canale retail e tra i principali produttori italiani di succhi e bevande di frutta, dice la società che si definisce anche il primo produttore in Europa di sughi pronti a marchio delle catene distributive (private labels). Inoltre nel 2024 ha avviato la produzione diretta di pasta secca, precedentemente oggetto di sola attività commerciale.
Il gruppo ha chiuso il primo semestre del 2024 con 636 milioni di euro di ricavi e 77 milioni di euro di ebitda, a fronte di un debito finanziario netto di 329,2 milioni, il che ha portato i ricavi degli ultimi 12 mesi a fine giugno a 1,254 miliardi e l’ebitda a 210 milioni (si veda (si vedano qui l’interim financial statement al 30 giugno 2024 e qui la presentazione dei conti semestrali agli obbligazionisti). Il 2023 si era invece chiuso con 1,228 miliardi di euro di ricavi (+20,6% dagli 1,01 miliardi del 2022, si veda altro articolo di BeBeez), un ebitda di 133 milioni e un debito finanziario netto di 258,1 milioni (si vedano qui i risultati al 31 marzo 2024).
Ricordiamo poi che La Doria, come accennato sopra, è parte del gruppo Amalfi, nato dall’integrazione tra il gruppo La Doria e gli add-on condotti all’estero, in particolare negli Stati Uniti, dove nel 2022 Investindustrial ha acquisito una parte rilevante della divisione preparati alimentari di TreeHouse Foods Inc, un leader nella produzione e distribuzione di prodotti alimentari a marchio privato nel canale retail e per la ristorazione in Nord America, quotata al NYSE: le attività passate di mano sono state valutate 950 milioni di dollari, pari a 13,6 volte l’ebitda rettificato atteso per il 2022 (si veda altro articolo di BeBeez). Successivamente Amalfi negli Usa ha acquisito Quality Pasta Company nel dicembre 2023 e poi Philadelphia Macaroni Company ad aprile 2024, come emerge dalla pagina dedicata ad Amalfi del sito internet di Investindustrial. Tutte operazioni mai pubblicizzate.
Ricordiamo infine che ad agosto 2024, dopo l’annuncio dell’acquisizione di Clas spa, azienda ligure che produce pesto e sughi (si veda altro articolo di BeBeez), La Doria ha anche sottoscritto un accordo condizionato per l’acquisizione del ramo d’azienda detenuto da Pastificio di Martino Gaetano e F.lli spa, dedicato alla produzione e commercializzazione di pasta secca private label che nel 2023 ha registrato ricavi per 108 milioni di euro e prodotto 107 mila tonnellate di pasta secca (si veda altro articolo di BeBeez). Tra i dossier allo studio in Italia da La Doria ci sarebbe ora quello di Casalasco Società Agricola spa, tra le maggiori aziende al mondo della trasformazione del pomodoro, alla quale conferiscono i loro prodotti 550 aziende agricole delle province di Piacenza, Cremona, Parma e Mantova. Nell’ottobre 2023 si erano infatti diffuse voci a proposito dell’intenzione del fondo Quattro R di disinvestire la sua quota del 49% nel capitale del gruppo che per il restante 51% è controllato dalla omonima cooperativa (si veda altro articolo di BeBeez).

La Doria, Investindustrial e le sue società partecipate
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