Aumento di capitale da 145 milioni di euro per CAI-Consorzi Agrari d’Italia che, con più di 20 mila soci, rappresenta la più grande piattaforma per il collocamento delle produzioni agricole nazionali (si veda qui il comunicato stampa).
L’aumento di capitale sarà sottoscritto per la maggior parte da FNS-Fondo Nazionale Strategico, gestito da CDP-Cassa Depositi e Prestiti, che è il comparto del Patrimonio Rilancio nato per investire in imprese in utile con prospettive di crescita e supportarne i piani di sviluppo con un orizzonte di medio-lungo periodo in coinvestimento con investitori di mercato, in attuazione di quanto previsto al Titolo Terzo del Decreto del MEF n. 26/ 2021 (si veda altro articolo di BeBeez). Alla ricapitalizzazione parteciperanno anche l’azionista di riferimento BF spa,(holding di partecipazioni quotata a Piazza Affari e controllante l’azienda agricola Bonifiche Ferraresi), assistitoa dall’advisor legale Esiodo stapa, e i nuovi investitori Banca del Fucino e Quinto Giro Investimenti srl.
Sinora soci di CAI erano BF spa, Consorzio dell’Emilia, Consorzio del Tirreno, Consorzio Centro Sud, Consorzio Adriatico e Consorzio del Nord Est (quest’ultimo entrato nel luglio 2022, si veda qui il comunicato stampa di allora).
Nel dettaglio, il nuovo intervento sarà realizzato in due tranche. La prima, da 76 milioni, riguarderà 52,5 milioni sottoscritti dal FNS, 13,5 milioni da BF, 7,5 milioni da Banca del Fucino e 2,5 milioni da Quinto Giro Investimenti. La seconda tranche, da 69 milioni, sarà sottoscritta dal FNS per 47,5 milioni e da BF per 21,5 milioni, con la possibilità di individuare ulteriori co-investitori in aggiunta o sostituzione di BF, previa approvazione del Fondo.
Il prezzo unitario di emissione è stato fissato sulla base del valore di mercato del gruppo CAI al 31 dicembre 2024, pari a 329 milioni di euro, come determinato da una perizia indipendente. I fondi raccolti saranno destinati allo sviluppo dei poli industriali e della rete commerciale, oltre che a progetti di ricerca, innovazione e supporto per gli agricoltori a livello nazionale e internazionale.

Al completamento della prima tranche, previsto entro 60 giorni dalla firma dell’accordo, la composizione azionaria di CAI vedrà BF al 32,58%, il FNS al 12,99%, Banca del Fucino all’1,85% e Quinto Giro Investimenti allo 0,62%, con il resto delle quote in mano ai precedenti azionisti e in particolare di Consorzio Agrario dell’Emilia (17,03%), Consorzio Agrario Nordest (16,77%) e Consorzio Agrario del Tirreno (8,61%).
L’accordo definisce anche il nuovo assetto di governance. Il Fondo e i co-investitori, esclusa BF, avranno diritto a nominare un consigliere non esecutivo, mentre al FNS spetterà la nomina del presidente e di un supplente del collegio sindacale. Inoltre, BF e i Consorzi, assieme a CAI, si impegnano al rispetto di obblighi informativi, di normative in materia di antimafia e antiriciclaggio e di principi di responsabilità sociale ed etica per tutta la durata della partecipazione del Fondo e dei co-investitori.
Consorzi Agrari d’Italia estende la sua operatività diretta su 40 province collocate in 11 regioni, avvalendosi di circa 600 collaboratori (di cui 100 tecnici professionisti) distribuiti su 280 agenzie e coinvolgendo commercialmente più di 200 mila imprenditori agricoli. CAI dispone di 190 centri di stoccaggio e di 25 siti produttivi e nell’anno appena trascorso ha gestito oltre 8 milioni di quintali di cereali e prodotto 1,1 milioni di quintali di sementi e 4 milioni di quintali di mangimi.
CAI ha chiuso il 2024 con un utile netto pari a 4,1 milioni di euro, un ebitda di 26,5 milioni e un valore della produzione di 806,5 milioni. Il bilancio aggregato, che comprende anche le società controllate, evidenzia ricavi per 1,4 miliardi e un ebitda di 50,5 milioni (si veda qui il comunicato stampa).
Le nuove risorse saranno destinate ad accelerare lo sviluppo dei poli industriali di eccellenza e della rete commerciale di CAI e a implementare innovazione e ricerca e sviluppo per un supporto end-to-end degli agricoltori, valorizzando il modello di CAI sul territorio nazionale e a livello internazionale.
Ricordiamo che CAI ha proceduto tre anni fa al salvataggio del pastificio Ghigi 1870 assieme a BF spa (si veda altro articolo di BeBeez) e mantiene il 10% di Zoo Assets srl, realtà italiana attiva nella distribuzione di integratori per la zootecnia, il cui controllo rilevato quasi tre anni fa (si veda altro articolo di BeBeez) è stato ceduto nell’estate del 2024 a Dalma Mangimi (si veda altro articolo di BeBeez), controllata da Nextalia sgr (si veda altro articolo di BeBeez).
“L’ingresso del FNS gestito da CDP nella compagine societaria di CAI rappresenta un ulteriore elemento di valorizzazione del progetto di crescita e di sviluppo della filiera agro-industriale italiana a sostegno delle pmi e nel contempo BF, quale azionista di controllo, considera l’arrivo di un’azionista di mercato-istituzionale, come il FNS, una conferma del valore industriale fino ad oggi espresso e realizzato da BF in un’importante partecipata come CAI”, ha commentato Federico Vecchioni, presidente di BF.
“L’ingresso del FNS gestito da CDP, di Banca del Fucino e Quinto Giro Investimenti assieme alla crescita nell’azionariato di BF rappresentano un passaggio strategico fondamentale per il rafforzamento del nostro progetto industriale. Questo investimento ci consente di accelerare lo sviluppo dei poli produttivi, potenziare la rete commerciale e promuovere innovazione e ricerca, con l’obiettivo di offrire ai nostri soci e clienti, e potenzialmente a tutti gli agricoltori italiani, un supporto sempre più completo e competitivo sulle filiere. È la conferma di come CAI sia riuscita in questi primi cinque anni di vita a proporre un modello di business credibile, che rappresenta un volano di crescita strategico per il settore primario e per degli investitori”, ha aggiunto Gianluca Lelli, ceo di CAI.
















