CEME spa, società che produce elettropompe a vibrazione ed elettrovalvole, operando a livello internazionale, ed è controllata dal 2017 da Investindustrial (si veda altro articolo di BeBeez), ha ampliato di 75 milioni di euro la sua emissione di bond senior secured, inizialmente da 360 milioni, con scadenza nel 2031, collocata nel 2024 (si veda altro articolo di BeBeez). A sottoscrivere i nuovi bond, che sono stati prezzati alla pari e pagano una cedola pari al tasso euribor tre mesi (floor a 0%) più 450 punti base, è stato un gruppo di investitori guidato da Goldman Sachs International. La società ha anche ottenuto un incremento di 15 milioni di euro della linea di credito bancaria revolving già esistente, che raggiunge quindi ora le dimensioni complessive di 82,5 milioni.
Chiomenti ha assistito CEME per i profili di diritto italiano, mentre Paul, Weiss, Rifkind, Wharton & Garrison ha assistito l’emittente e Investindustrial per profili di diritto statunitense e inglese .White & Case ha invece assistito sia gli initial purchaser sia le banche finanziatrici (si vedano qui il comunicato stampa di CEME e qui quello degli advisor).
Le nuove obbligazioni sono state emesse a norma della Rule 144A e della Regulation S del US Securities Act, quotate alla Borsa del Lussemburgo e ammesse alle negoziazioni sul mercato Euro MTF.
Nelle scorse settimane FitchRatings aveva rivisto al ribasso da stabile a negativo l’outlook sul rating di CEME, che dallo scorso luglio ha un nuovo cfo, Aldo Carrabino (si veda altro articolo di BeBeez), pur confermando il rating B, per riflettere la maggiore leva finanziaria di CEME a seguito dell’annuncio di un’aggiunta fungibile di 75 milioni di euro alle sue obbligazioni a scadenza 2031 già in circolazione. Secondo FitchRating, infatti, “l’aumento del debito, unito a un miglioramento della redditività sottostante più lento rispetto alle aspettative, porterà a indicatori di leva finanziaria superiori alla nostra sensibilità al declassamento nel 2025 e nel 2026”.
Le nuove risorse serviranno a finanziare l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Ningbo J LT Electric Co Ltd, azienda specializzata nella produzione di soluzioni di controllo di precisione dei fluidi con sede a Ningbo (Cina). L’operazione, condotta tramite la controllata al 100% CEME Far East Trading Ltd, era stata annunciata a fine luglio, ma non pubblicizzata in Italia (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Ningbo JLT gestisce uno stabilimento produttivo e impiega circa 150 persone. La sua offerta di prodotti comprende elettrovalvole, pompe idrauliche, valvole pneumatiche, pompe elettromagnetiche e pompe a membrana con applicazioni nei mercati finali del caffè, delle apparecchiature medicali e industriali. Nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, Ningbo JLT ha generato un fatturato equivalente a circa 16 milioni di euro.
Roberto Zecchi, presidente e ceo di CEME, in quell’occasione aveva commentato: “Ningbo JLT è un attore leader nel mercato cinese, rinomato per le sue soluzioni di alta qualità e la sua base clienti di alto livello. Questa acquisizione ci consentirà di aggiungere una gamma di soluzioni completamente sinergiche e complementari alla nostra offerta attuale. Negli ultimi anni, abbiamo intrapreso un percorso di crescita dinamica, sia organicamente che attraverso acquisizioni mirate, che ci ha permesso di rafforzare la nostra leadership nei segmenti e nei mercati in cui operiamo. Quest’ultima acquisizione non solo rafforza la presenza di CEME Group nel mercato asiatico in rapida espansione, trainato dall’aumento del consumo di caffè, ma apre anche ulteriori opportunità commerciali in nuovi settori verticali che si prevede contribuiranno alla crescita futura del gruppo”.
Fondata nel 1974, CEME gestisce oggi otto stabilimenti produttivi situati a Trivolzio (Pavia), Tarquinio (Viterbo), Calico (Lecce), Cavenago di Brianza (Monza), Zhongshan (Cina), Mountmellick (Irlanda), Nogales (Messico) e Vancouver (USA), impiegando un totale di circa 1.600 persone al 31 marzo 2025. I prodotti sono distribuiti in 70 paesi attraverso un’ampia rete di distributori. Nel semestre a fine giugno il gruppo aveva registrato ricavi pro-forma per 196,1 milioni (+12,8%) con un ebitda rettificato di 40,9 milioni (+16,7%) e un debito finanziario netto di 352 milioni, mentre per i 12 mesi a fine giugno i ricavi pro-forma erano 363 milioni e l’ebitda di 90 milioni (si veda qui la presentazione dei dati semestrali agli investitori). Il gruppo aveva invece chiuso il 2024 con ricavi pro-forma per 340,4 milioni, un ebitda rettificato pro-forma di 67,8 e un debito finanziario netto di 384 milioni (si veda qui il bilancio 2024).
Ricordiamo che investindustrial aveva acquisito il controllo di CEME nel 2017 da Investcorp, che a sua volta aveva acquisito la società nel 2008 dall’allora Barclays Private Equity (si veda qui il comunicato stampa dell’epoca). A sua volta Barclays Private Equity aveva comprato CEME da Europe Capital Partners, veicolo promosso da Vincent Goy e Renato Mazzolini con l’adivosry di LBO Italia Investimenti spa.

CEME e Investindustrial
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