Tenute Piccini 1882, storica azienda vinicola con sede a Casole d’Elsa (Siena), si è assicurata un pacchetto di finanziamenti da 36 milioni complessivi, con Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena e Cassa Depositi e Prestiti (si veda qui il post Linkedin).
Nello specifico, per Intesa Sanpaolo, che ha svolto anche il ruolo di coordinamento, l’operazione è stata perfezionata dalla Direzione Agribusiness, nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, con il supporto della struttura Corporate Finance Mid Cap della Divisione IMI Corporate&Investment Banking. Intesa Sapaolo e Banca MPS hanno concesso due distinti finanziamenti a medio lungo-termine e due distinte linee di credito su base revolving, mentre CDP ha concesso a sua volta un finanziamento a medio lungo-termine, suddiviso in due linee di credito.
Tenute Piccini sono state assistite dallo studio legale e tributario Laroma, Jezzi and Partners di Firenze e dalla Global Consulting STP. GA-Alliance, ha assistito le Finanziatrici in tutti gli aspetti relativi all’operazione di finanziamento.
Con una storia di 140 anni, tenute in molte regioni italiane, una rete di distribuzione capillare su tutto il territorio nazionale, ed esportatrice in oltre 90 paesi, la società, che fa interamente capo alla famiglia Piccini ed è guidata oggi dalla quinta generazione, ha chiuso il bilancio 2024 con 172,1 milioni di euro, un ebitda di 7,5 milioni e un debito finanziario netto di 25,7 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Tenute Piccini utilizzerà ora le nuove risorse per lanciare nuovi prodotti, aprire filiali in altri Paesi con possibili acquisizioni e supportare maggiormente le attività da parte dell’intelligenza artificiale.
Il presidente Mario Piccini, ha commentato: “Questa operazione segna l’inizio di una nuova fase: vogliamo crescere più rapidamente ed essere protagonisti in un mercato in continua evoluzione”.















