
Da proprietà di famiglia con sede a Sumirago, nel Varesotto, a proprietà statunitense?
E’ quanto potrebbe accadere entro poche settimane a Missoni, celebre casa di moda italiana fondata nel 1953 da Ottavio e Rosita Missoni, famosa per i suoi modelli di maglieria dai colori vivaci e i pattern a zigzag.
Missoni spa è partecipata al 41,21% da FSI dal 2018 (si veda altro articolo di BeBeez) e, secondo quanto riportato l’altro ieri da FashionNetwork.com, a breve potrebbe essere acquisita dal gruppo statunitense Authentic Brands Group (ABG), azienda americana di brand management con sede a New York, nota per l’acquisizione e il rilancio di marchi iconici nei settori moda, sport e intrattenimento. Fra i marchi nel suo portafoglio ci sono nomi iconici quali Reebok, Champion, Quiksilver, Billabong e Brooks Brothers.
ABG non sarebbe l’unico pretendente in lizza, secondo le fonti a conoscenza dei fatti citate da Fashion Network concorrerebbe all’acquisto anche una cordata capitanata dal family office (Silverman Capital) di Jerry Silverman, co-fondatore di American Eagle Outfitters, che si propone insieme ad altri investitori europei di cui fino ad ora non si conosce l’identità. A differenza del modello basato sulle licenze di Authentic Brands, la cordata Silverman punterebbe su un rilancio basato su investimenti diretti per rafforzare la rete commerciale e la linea casa.
Quale sarà il futuro assetto dell’azienda?
Da questo punto di vista secondo più fonti (si veda anche La Repubblica) la famiglia Missoni, che detiene la maggioranza (58,79%) mediante il veicolo Finro spa, sarebbe definitivamente in uscita dall’azienda.
Da chiarire invece la posizione di FSI, che potrebbe chiamarsi fuori o conservare una quota residua in qualità di socio di minoranza, secondo Fashion Network, mentre secondo La Repubblica il fondo guidato da Maurizio Tamagnini sta gestendo tutti i dettagli della vendita, perché con il futuro socio di controllo dovrebbe partire un’ulteriore fase di rilancio, a cui Fsi vorrebbe partecipare reinvestendo nell’operazione e rilevando una quota di minoranza.
BeBeez ha contattato FSI senza ricevere un commento in merito alla vicenda.
Per quanto concerne l’azienda, nel 2024 è ritornata all’utile (9,1 milioni di euro) dopo cinque bilanci in perdita, generando nel medesimo esercizio 120,6 milioni di euro di ricavi con 333,8 milioni di ebitda e 18,5 milioni di debiti netti (si veda qui il database di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Fra le ultime operazioni, a marzo 2024, ricordiamo l’acquisizione del 100% di Tricotex (si veda altro articolo di BeBeez) che ha consentito alla società di rafforzare il controllo sulla sua filiera produttiva rilevando il produttore italiano leader di tessuti Raschel di alta qualità per l’industria della moda di lusso. Si tratta di filati realizzati con maglia in catena simile ai tessuti fatti all’uncinetto, realizzata attraverso telai anziché macchine industriali. L’acquisizione era parte della strategia di Missoni che mira a mantenere un controllo diretto sulla propria catena del valore, per garantire trasparenza e tracciabilità dei materiali e dei processi produttivi.
Secondo la medesima falsariga, nel 2020 il gruppo aveva rilevato il 100% di T&J Vestor, società che operava nel settore del design e dell’arredamento per la casa, principalmente con il marchio Missoni Home, che produceva su licenza dal 1983 (si veda altro articolo di BeBeez).

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