RISCHIO ATROFIA di Filippo Zigante
Come è noto, bastano quattro settimane di permanenza in una navicella spaziale, in assenza quindi di gravità, per causare una perdita di massa muscolare con conseguente necessità per gli astronauti, al rientro, di riabilitazione onde riacquistare piena capacità motoria.
Insomma, muscoli non adoperati si atrofizzano.
E gli organi?
Purtroppo anche gli organi subiscono la stessa sorte. Astyanaz jordani (Messico), Proteus anguinus (Croazia), Amblyopsis hooseri (Indiana) sono i nomi di pesci abitatori di acque sotterranee prive di luce i cui occhi si sono, non essendo necessari, atrofizzati fino a scomparire del tutto.
E il cervello?
Se non adoperato potrebbe anch’esso fare la stessa fine?
Attività del cervello, oltre a quella di regolare in automatico funzioni vitali dell’organismo, è quella di “pensare”, di assorbire informazioni, di comprendere ed interpretare dati e concetti, di formulare idee ed elaborarne l’attuazione. Un bel po’ di lavoro, insomma!
Ma che cosa è successo alla maggioranza degli umani, indipendentemente dalla località di provenienza, dalla classe sociale, dalla formazione culturale?
E’ successo che hanno concesso una delega: la delega a pensare.
E’ invero cosa comodissima questa. Si accende la televisione o – caso più raro e anche meno diffuso – si acquista un giornale, e si scopre che qualcun altro ha pensato per te. Poiché i canali televisivi, così come gli organi di stampa, sono diversi ma anch’essi raggruppati in schieramenti ideologici, basta scegliere lo schieramento che più sembra confacente al proprio istinto ed ai propri interessi ed il gioco è fatto. Ci si incanala nel pensiero prefabbricato e lo si segue così come un pezzo di legno gettato nel fiume ne segue la corrente.
Ma ecco comparire il “corona-virus”, ecco imposto, per necessità e controvoglia – da qui forse il ritardo – l’obbligo del “distanziamento sociale” (definizione inappropriata che indicherebbe una distanza “classista” e non “fisica”) e della chiusura in casa, ecco quindi improvvisamente milioni di persone sole con sé stesse, con tanto tempo da riempire che le spinge ad un duro esercizio di riabilitazione di un organo compromesso dall’ossequio all’informazione ufficiale.
Sia pure con sforzo si ricomincia a pensare e questo può anche far paura. Vi domanderete voi: a chi? Fate dunque funzionare il cervello e lo capirete ben presto. Lo capirete perché improvvisamente si riaccenderà in voi lo “spirito critico”, che è cosa diversa dalla polemica strumentale che fa parte della dialettica indispensabile agli schieramenti, perché dal vostro spirito critico partirà una luce chiara che vi consentirà di vedere le cose non orientate in un senso o in un altro, ma per come esse sono nella realtà e ne trarrete le vostre conseguenze e non quelle che altri vogliono che voi ne traiate.
In questo esercizio di riabilitazione del cervello, effetto involontario del corona-virus, sarete soli, ed è appunto in questa solitudine che si può attuare il suggerimento che, nel “Prometeo incatenato” di Eschilo, Oceano dà a Prometeo:
“Ti vedo, Prometeo, e voglio darti il consiglio migliore, anche se sei già astuto. Devi sempre sapere chi sei e adattarti alle regole nuove perché nuovo è questo tiranno che domina tra gli Dei”.
Cogliamo quindi quest’occasione, poiché chi conosce sé stesso difficilmente si lascerà intruppare nel gregge ma conserverà sempre la propria libertà interiore, premessa indispensabile per la libertà civile.















