Lo scorso 28 maggio il nuovissimo flaghship store milanese di Millefiori a due passi da Piazza del Carmine nel cuore di Brera è stato teatro della esibizione di alcune opere site specific dello street artist londinese Endless, nome d’arte di uno degli artisti emergenti più interessanti della scena internazionale, il cui vero nome è un segreto gelosamente custodito, anche per tutelare la sua libertà di espressione.
L’occasione è stata l’opening ufficiale del punto vendita proprietario del noto marchio di fragranze per ambienti controllato da un club deal organizzato dalla boutique finanziaria OnEquity di Carlo Massacesi a cui si affiancano diversi imprenditori fra cui alcuni esponenti della famiglia Marzotto.
Nel corso dell’evento è stato possibile ammirare le rivisitazioni di alcune delle opere più iconiche di Endless, tra cui Chapel Series, una trasfigurazione fatta apposta per Millefiori, nello specifico per la nuova fragranza Fiori Chiari, in omaggio a Brera, di una bottiglia di Chanel N° 5 in cui viene raffigurato anche lo storico nume stilistico della maison, cioè Karl Lagerfeld, al quale l’artista ha dedicato una serie di opere, nel solco della serial identity lanciata da Andy Warhol, che sono già entrate in alcune delle più importanti collezioni private a livello internazionale e a seguito delle quali la stessa Chanel ha avviato una collaborazione con lui. dimostrando una certa disponibilità all’autoironia.
Tuttavia, quella di Endless non è imitazione, bensì una evocazione strumentale. L’artista britannico si serve della serial identity per criticare la ripetitività e il bisono di omologazione dell’uomo contemporaneo.
Altra opera esposta, un autoritratto a volto coperto dello stesso Endless, sebbene recentemente abbia deciso di rivelarsi in pubblico.
A differenza del molto più famoso Banksy, che per le sue opere, ormai veri progetti di portata urbanistica, trae spunto dalle tendenze e gli eventi sociopolitici, Endless nelle sue creazioni fa sostanzialmente una caricatura delle pulsioni consumistiche della società contemporanea, soprattutto occidentale, portata a dare un carattere quasi divino, e quindi a venerare, i creator e i designer che animano i vari brand del fashion & luxury: i sacerdoti di una nuova religione.
Una sublimazione di questa tendenza sono le opere della serie Lizzie Vuitton Union, in cui l’artista unisce delle fotografie virate della Regina Elisabetta, il personaggio più venerato del Regno Unito, con il celebre marchio francese della valigeria.
Sebbene sia ancora relativamente giovane (fonti autorevoli gli attribuiscono 42 anni), Endless vanta già alcuni primati per la sua categoria di appartenenza. E’ infatti il primo street artist a essere presente in modo permanente alla Galleria degli Uffizi a Firenze, con Autoritratto, quadro che lo ritrae tra i due grandi artisti Gilbert & George con i quali collabora.
Inoltre, nel 2022, è stato anche il primo street artist a esporre alla Biennale di Venezia, rappresentando la Repubblica di San Marino.
“La caratteristica fondamentale dell’artista di strada è la libertà, cioè la capacità di trarre ispirazione da tutti gli impulso provenienti dalla realtà circostante, che in una metropoli è una realtà complessa. Quindi io non ho pregiudizi nei confronti del mercato dell’arte e dei committenti. L’unica condizione è che non devo sentirmi limitato nella mia espressività. Bisogna quindi trovare il giusto equilibro tra le due esigenze, che per me è oggi la sfida più impegnativa” ha spiegato Endless a BeBeez”.















