Cris Conf spa, l’azienda parmense famosa per il marchio di moda Pinko, ha chiesto l’accesso alla procedura della Composizione negoziata della crisi. Lo ha dichiarato nei giorni scorsi a MF Fashion Pietro Negra, amministratore delegato della società e fondatore del brand insieme a sua moglie Cristina Rubini. Negra ha tenuto a precisare: “Non c’è nessuna difficoltà strutturale. Andiamo dal giudice per chiedere che una banca riapra gli affidamenti originali”. Più nel dettaglio, ha spiegato Negra al Sole 24 Ore, “nell’estate del 2023 abbiamo assistito a una brusca battuta d’arresto in Cina, dove siamo presenti con una novantina di store a gestione diretta e un head quarter che impiega 50 addetti. In dicembre ci siamo resi conto che la situazione finanziaria si stava deteriorando. Abbiamo chiesto agli istituti di credito un piano di ristrutturazione del debito ma una banca ha fatto mancare la propria adesione. Così non siamo riusciti a ottemperare al pagamento di una rata in scadenza e ci siamo trovati con margini di manovra molto stretti”.
Ricordiamo che la società nata alla fine degli anni Ottanta e con sede a Fidenza (Parma), a febbraio 2020 la società aveva incassato un finanziamento da 81 milioni euro da CDP e da un pool di banche composto da Unicredit (global coordinator e banca agente), Intesa Sanpaolo, Banco BPM, l’allora UBI Banca, Crédit Agricole Italia e Banca di Piacenza (si veda altro articolo di BeBeez). In quell’occasione la società aveva dichiarato di puntare a un raddoppio del fatturato entro 3 anni. Le cose però sono andate diversamente, soprattutto, come accennato sopra, per il forte rallentamento della domanda in Cina, dove la società aveva investito in maniera importante.
La società ha chiuso il bilancio consolidato 2023 con 294 milioni di euro di valore della produzione (da 293,4 milioni nel 2022), 288,4 milioni di euro di ricavi netti (da 280 milioni), un ebitda di 46,8 milioni (da 53,4 milioni) e una perdita di 34,9 milioni (da un utile netto di 5,7 milioni), seppure con cassa netta per 8,1 milioni (da debito finanziario netto per 91,4 milioni), ma a fronte di un patrimonio netto negativo per 1,6 milioni (da patrimonio netto positivo per 35,9 milioni) (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
L’udienza sulla Composizione negoziata è fissata al 14 novembre al Tribunale di Parma e, in caso di esito positivo, l’azienda di abbigliamento potrà avviare il negoziato con i creditori. A partire dall’ottenimento dell’istanza, l’azienda avrà tempo 12 mesi per raggiungere un accordo tramite i suoi advisor.















