Il gruppo cooperativo modenese CPL Concordia ha ottenuto un finanziamento da 43 milioni di euro garantito da Sace da un gruppo di banche, composto da: BPER Banca, in qualità di co-global coordinator, banca agente e Sace agent; UniCredit e Intesa Sanpaolo, in qualità di co-global coordinator e bookrunner, BNL, Banco BPM, BPER Banca, Intesa Sanpaolo, San Felice 1983 Banca Popolare, UniCredit e UBI Banca in qualità di mandated lead arranger e finanziatori originari (si veda qui il comunicato stampa). White & Case ha assistito CPL Concordia per gli aspetti connessi all’operazione di finanziamento e alla documentazione finanziaria. La società è stata altresì affiancata dell’advisor finanziario Pirola Corporate Finance. DLA Piper ha seguito il pool dei finanziatori.
Ricordiamo che CPL Concordia, multiutility modenese attiva nei settori energia e gas, nell’aprile 2017 ha siglato un accordo di risanamento del debito di 160 milioni di euro con le 36 banche finanziatrici, sulla base dell’art. 67 della Legge Fallimentare. L’operazione ha riguardato un complesso di linee utilizzabili per l’emissione di garanzie e di plafond di factoring pro-soluto per quasi 250 milioni (si veda altro articolo di BeBeez). L’accordo non prevedeva per gli istituti finanziatori alcuno stralcio del debito, ma solo l’allungamento e il riscadenziamento fino al 31 dicembre 2023 dell’esposizione per cassa esistente, a tassi di favore per le società del gruppo. Contestualmente alla conclusione dell’accordo di risanamento con le banche, CPL Concordia ha rafforzato il capitale emettendo 10,5 milioni di euro di azioni di partecipazione cooperativa, che sono state sottoscritte da finanziarie e imprese cooperative aderenti a Legacoop e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola (qui i dettagli dell’emissione).
L’intesa raggiunta con le banche finanziatrici si basava sul piano industriale e finanziario per il periodo 2016-2023, oggetto di independent business review da parte di Roland Berger e attestato dall’esperto indipendente Franco Carlo Papa. Il nuovo piano industriale prevede un progressivo incremento della redditività grazie alla focalizzazione sulle attività a maggior valore aggiunto e all’efficientamento della struttura dei costi, oltre che a un selezionato processo di dismissioni di alcune attività e partecipazioni non strategiche.
La cooperativa aveva richiesto una
moratoria al sistema bancario nel giugno 2015 in conseguenza delle vicende che avevano colpito i precedenti vertici societari e a seguito delle quali era stata condotta una rigorosa riorganizzazione del modello operativo e di governance aziendale. Nel 2015 era infatti scattata un’inchiesta della procura di Modena su una serie di grandi impianti fotovoltaici installati da CPL Concordia nel parco naturale Lama Balice, in provincia di Bari, che secondo l’accusa sarebbero stati posti artificiosamente sotto il controllo di diverse società del gruppo con sedi a Brescia, Bologna, Cremona e Concordia sulla Secchia al fine di ottenere maggior rimborsi da parte del Gse. Nel gennaio 2017, il Gup del Tribunale di Modena ha respinto tutte le accuse prosciogliendo tutti gli indagati, compreso l’ex presidente
Roberto Casari, ed emesso in sede di udienza preliminare la sentenza di non luogo a procedere (si veda
La Gazzetta di Modena).
CPL Concordia ha chiuso il 2019 con: un utile di 5 milioni di euro; un fatturato di 310 milioni (+53,3 milioni rispetto al 2018); un ebitda di 23,4 milioni (+1,9 milioni; +7,55%) e una posizione finanziaria netta scesa di 34 milioni rispetto all’anno precedente (si veda
qui il comunicato stampa).