
Negentropy Capital Partners, fondato nel 2009 da Ferruccio Ferrara e specializzato in credito opportunistico, ha comprato dalle banche Fenice Holding spa, la controllata UNA srl e tutti i crediti vantati dalle banche nei confronti del gruppo alberghiero in crisi dal 2014 (si veda qui il comunicato stampa).
Si è completato così con successo l’ultimo processo di cessione, denominato Progetto Opera, finalizzato alla valorizzazione del gruppo Fenice Holding in liquidazione, in esecuzione dell’accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge fallimentare sottoscritto nel 2016 dalle società del gruppo con i propri creditori finanziari e omologato il 30 novembre 2016 dal Tribunale di Prato.
Il gruppo includeva allora anche le attività alberghiere e gli immobili di UNA Hotels, che era oberata da un debito di oltre 300 milioni di euro a fine 2014, quando aveva chiuso il bilancio con circa 80 milioni di euro di ricavi e un ebitda margin del 30%. Il gruppo UNA Hotels era stato messo in vendita a seguito del crack miliardario della capogruppo, la società di costruzioni Baldini-Tognozzi-Pontello. e già nella primavera 2015 si parlava di una possibile integrazione con Atahotels (gruppo Unipol), supportata dall’allora Fondo Strategico Italiano (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione era stata poi condotta nel 2016 e ha dato luogo al Gruppo UNA spa con l’integrazione di Atahotels e UNA Hotels & Resorts, ma senza la partecipazione di FSI (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Nel luglio 2019 Signal Capital Partners, fondo di private equity inglese, insieme al suo advisor e coinvestitore Negentropy Capital, aveva poi acquistato da Fenice Holding la totalità delle quote della subholding Immobiliare Ferrucci in liquidazione e dei crediti verso banche (si veda qui Il Corriere Fiorentino e qui il bilancio 2019 consolidato di Fenice Holding).
Ora Negentropy ha acquisito anche l’ultimo pezzo del gruppo Fenice Holding. Il team di Negentropy, guidato da Ferruccio Ferrara e Marco Breda, è stato assistito dallo studio Cappelli RCCD per tutti gli aspetti concernenti la cessione dei crediti, da Elexia per tutti gli aspetti concernenti la cessione delle azioni e da Deloitte per tutti gli aspetti fiscali. Fenice Holdings è invece stata assistita da Cassi e Associati quale advisor finanziario. Infine, lo Studio Legale Giovanardi ha supportato gli istituti di credito. Agente dell’accordo di ristrutturazione è Loan Agency Services.
Quest’ultima operazione, avviata all’inizio del 2020 dal liquidatore Renato Giovannini, ha visto dieci primari istituti di credito cedere la loro partecipazione di oltre il 79% del capitale e i crediti vantati nei confronti di Fenice. L’acquisto dei crediti vantati nei confronti di una dozzina di banche per un valore lordo complessivo di 91 milioni di euro, è stata condotta attraverso una cartolarizzazione.
(Articolo modificato alle ore 10.45 dell’11 dicembre 2020 – si aggiunge il link al bilancio consolidato 2019 di Fenice Holding)















