Si avvia a soluzione la crisi finanziaria in cui si è venuta a trovare Officine Metallurgiche G. Cornaglia spa. tra i principali produttori di componentistica per auto, veicoli commerciali e agricoli, soprattutto sistemi di scarico e filtraggio, oltre a parti in plastica per interni.
L’azienda torinese ha infatti negoziato un accordo di ristrutturazione e rimodulazione del debito con i creditori, in primis le banche, capitanate da Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, quindi l’obbligazionista EBB srl, la spv di cartolarizzazione dell’Elite Basket Bond, che nel 2017 aveva sottoscritto un’ emissione di Officine Cornaglia da 15 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez), e alcune aziende fornitrici (si veda qui il comunicato stampa). Ricordiamo qui che UNicredit aveva sottoscritto interamente un minobond a cinque anni da 10 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez)
L’accordo si impernia sostanzialmente su una estensione delle scadenze e la revisione di alcuni covenant. In particolare, per quanto riguarda il bond sottoscritto da EBB, la scadenza è stata spostata dal 12 dicembre 2027 a 24 mesi dopo, il 12 dicembre 2029.
Questo a seguito di un processo di Composizione Nezgoziata della Crisi ex art. 12 del Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza dichiarata lo scorso 24 febbraio, affidata alle cure dell’avvocato Monica Pereno, l’esperto nominato dalla Camera di Commercio di Torino, e al cui accesso l’azienda aveva fatto richiesta dieci giorni prima (si vedano qui gli atti dell’Assemblea degli Obbligazionisti, accessibili agli abbonati a BeBeez Private Data e BeBeez NesPremium).
Sul processo ri rimodulazione del debito, PedersoliGattai ha assistito le società del gruppo Cornaglia, seguite sul piano finanziario da Mediobanca, mentre Chiomenti ha seguito le modifiche contrattuali dell’emissione sottoscritta da EBB. Infine Molinari ha assistito il ceto creditizio.
Contestualmente, dato che le riserve di capitale non erano più in grado di compensare le perdite cumulate sia nel 2024 (per poco più di 25,5 milioni di euro) che nel 2025 (per circa 7,7 milioni di euro), si è reso necessario anzitutto azzerare il capitale sociale privando i 16,5 milioni di azioni del valore nominale, e inoltre procedere a un amento di capitale per 6,5 milioni di euro, avvenuto in forma riservata con il conferimento di un immobile strumentale da parte della P.V.U.G. srl., società immobiliare che affitta gli immobili a Officine e controllata dagli stessi azionisti, ossia i membri della famiglia fondatrice, ma che non aveva ancora partecipazioni nel gruppo della componentistica (si vedano qui gli atti dell’Assemblea Ordinaria e Straordinaria degli Azionisti, accessibili agli abbonati a BeBeez Private Data e BeBeez NewsPremium).
La crisi del gruppo Cornaglia trae origine dala pesante situazione instauratasi negli ultimi anni nel settore dell’automotive e relativa componentistica, innescata dal Covid, proseguita con l’aumento dei costi energetici (tante lavorazioni nel comparto sono energivore), con la politica dell’Ue a sostegno della transizione energetica, quindi della mobilitò elettrica, che nel 2024 ha dato il colpo di grazia. Infatti diversi prodotti delle Officine Cornaglia (come scarichi e filtri) sono impiegate nei motori endotermici, il cui possibile abbandono nel 2035 aveva indotto molti grandi gruppi, Stellantis innanzitutto, a interrompere gli ordinativi dei relativi componenti. Nel 2024 le vendite del gruppo torinese sono calate di oltre 50 milioni di euro (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). La caduta del fatturato è proseguita nel corso del 2025. A livello civilistico (unico dato disponibile), il fatturato era sceso a 135 milioni da 142 nel 2024.

Officine Metallurgiche G. Cornaglia
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