La triestina Diaco Biofarmaceutici, attiva nello sviluppo e nella produzione conto terzi di soluzioni infusionali e dispositivi medicali, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 29 milioni di euro e un utile netto di 2 milioni, più che raddoppiato rispetto agli 850 mila euro dell’esercizio precedente.
Un risultato che consolida il percorso di crescita di una PMI che opera per il 99% in contract manufacturing, con una forte proiezione sui mercati esteri tra Europa, Asia, Sud America e Africa.
Per sostenere la domanda, la società ha annunciato un piano di investimenti per il 2026 compreso tra 5 e 6 milioni di euro, destinato in particolare al rinnovo di una delle due linee produttive dedicate ai grandi volumi.
L’intervento consentirà di ampliare la gamma di formati e dosaggi, rispondendo alle richieste dei clienti internazionali e rafforzando la flessibilità industriale. L’entrata a regime della nuova linea è prevista nel 2027.
Fondata a Trieste e cresciuta negli anni come specialista nella produzione di soluzioni sterili e dispositivi per infiltrazioni intra-articolari e medicina estetica, Diaco conta oggi oltre cento dipendenti e ha costruito un posizionamento di nicchia nel panorama biofarmaceutico italiano, facendo leva su qualità, certificazioni e capacità di personalizzazione.
Parallelamente, Diaco sta portando avanti un progetto di digitalizzazione dei processi con l’introduzione di sistemi paperless per la gestione del rendiconto di produzione e del sistema qualità, in un contesto regolatorio stringente che vede l’azienda operare sotto la supervisione di Aifa e di autorità estere. Il rafforzamento dell’infrastruttura digitale punta a migliorare tracciabilità, compliance e tempi di rilascio dei lotti.
Sul fronte commerciale, la società si prepara inoltre al lancio, previsto per aprile, di una nuova linea di integratori collegati all’area ortopedica, con almeno due prodotti già pronti, tra cui un gel cutaneo e un integratore in compresse. È stato anche depositato un brevetto, a conferma della volontà di affiancare all’attività conto terzi uno sviluppo proprietario di prodotto.
“Nel 2026 metteremo in campo tra i 5 e i 6 milioni di investimenti per rinnovare una linea produttiva”, ha dichiarato l’amministratore delegato Alan Zettin, sottolineando come l’azienda lavori “per il 99% in contract manufacturing per mercati esteri”.















