La bolognese Tecnocupole Pancaldi, PMI attiva nella lavorazione della lamiera e nella produzione di componenti metallici per diversi comparti industriali, ha avviato un nuovo investimento in automazione industriale all’interno del proprio stabilimento di Castel San Pietro Terme, rafforzando il percorso di digitalizzazione e efficientamento legato al piano Transizione 5.0.
Il progetto prevede l’introduzione di una nuova linea Salvagnini composta da una cella robotizzata di piegatura P2-1620 e da una pressa piegatrice B3, tecnologie progettate per automatizzare diverse fasi del processo di piegatura della lamiera e ridurre al minimo l’intervento manuale.
L’obiettivo dell’azienda è aumentare la precisione delle lavorazioni e migliorare l’affidabilità dei cicli produttivi, riducendo allo stesso tempo tempi di lavorazione, scarti e consumi energetici.
Secondo quanto spiegato dal management, l’investimento rappresenta un passaggio strategico per sostenere la crescita futura dell’azienda e ampliare la capacità produttiva verso lavorazioni più complesse e ad alto valore aggiunto.
“Questo investimento è stato frutto di un grande coraggio”, ha spiegato l’amministratrice delegata Michela Pancaldi, sottolineando come la nuova linea rappresenti “un salto straordinario in termini di produttività e affidabilità”.
Tecnocupole Pancaldi ha radici nella tradizione metalmeccanica emiliana e negli anni ha sviluppato competenze nella lavorazione e trasformazione della lamiera, servendo clienti industriali in diversi settori manifatturieri.
Negli ultimi anni la società ha progressivamente puntato su automazione, digitalizzazione dei processi e sostenibilità energetica, seguendo le evoluzioni dell’industria 4.0 e 5.0.
Il nuovo investimento rafforza quindi la strategia dell’azienda, che punta a consolidare il proprio ruolo come fornitore tecnologicamente avanzato nella filiera metalmeccanica.















