
Confindustria lancerà un’opa volontaria totalitaria sul Sole 24 Ore e punta al delisting da Piazza Affari del gruppo editoriale (si veda qui l’ANSA).
L’annuncio è arrivato in serata e il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha commentato: “Il Consiglio Generale di Confindustria, all’unanimità, ha deciso di rinnovare il suo impegno investendo su questa istituzione del Paese in un momento in cui le imprese e gli imprenditori italiani stanno affrontando sfide inedite e globali”.
Nella realtà l’operazione segue le polemiche interne al consiglio di amministrazione del Sole, nel quale il presidente uscente Edoardo Garrone e il consigliere di minoranza Marco Liera hanno votato contro il bilancio 2024 presentato dall’ad uscente Mirja Cartia d’Asero. E questo a causa del mancato accantonamento di una riserva per rischi legali su una causa civile da 68 milioni intentata al giornale dal fondo Palamon che nel 2019 era salito al 100% della sua divisione formazione (si veda altro articolo di BeBeez), poi ceduta al gruppo Digit’Ed controllato da Nextalia sgr (si veda altro articolo di BeBeez), e che accusa l’azienda editoriale di aver violato il patto di non concorrenza costituendo poco dopo la nuova società Sole 24 Ore Formazione.
L’opa sarà condotta da una newco costituita da Confindustria Servizi, a sua volta interamente controllata da Confindustria e avrà per oggetto tutte le azioni speciali del Sole 24 Ore non ancora detenute. In particolare, l’offerta ha ad oggetto un massimo di circa 18,02 milioni di azioni speciali, pari a circa il 31,98% del capitale rappresentato da questa categoria. Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione IMI CIB, agisce in qualità di Sole advisor finanziario nonchè di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni.
A oggi Confindustria possiede il 71,918% del capitale, mentre lo 0,55% sono azioni proprie, il 5,003% è di proprietà di Giornalisti Associati srl e il restante 22,5775% è flottante.
Il corrispettivo offerto è pari a 1,10 euro per azione cum dividendo e incorpora un premio del 42,54% rispetto al prezzo ufficiale dell’azione di martedì 8 aprile (pari a 0,768 euro) e un premio del 56,42% rispetto alla media ponderata dei prezzi ufficiali registrati nei sei mesi precedenti. Il titolo ha chiuso ieri la sessione a Piazza Affari a 0,78 euro, in crescita dell’1,56% rispetto a martedì, per una capitalizzazione di circa 44 milioni di euro.
Il gruppo è quotato dal dicembre 2007 ed era sbarcato a Piazza Affari (si veda qui il comunicato stampa sui risultati dell’offerta) con un prezzo di ipo di 5,75 euro corrispondente a un equity value di 517,5 milioni di euro. Dopo uno scandalo per bilanci manipolati e copie digitali fasulle, scoppiato nel 2016, nel 2017 le azioni furono accorpate in ragione di una nuova ogni 100 vecchie, con un aumento di capitale da 50 milioni.
L’operazione, che come detto, è volta alla revoca delle azioni speciali dal mercato Euronext Milan, si inserisce in un più ampio progetto strategico di consolidamento e rilancio della società. In particolare, si legge nella nota, “l’offerta rappresenta uno strumento funzionale al perseguimento degli obiettivi futuri di crescita, permettendo a Il Sole 24 Ore di operare in un contesto di maggiore flessibilità gestionale e organizzativa, con tempi decisionali più rapidi e una significativa riduzione dei costi di compliance legati alla quotazione”.
Il gruppo ha chiuso il 2024 con 214,5 milioni di euro di ricavi consolidati (dai 215 milioni del 2023), un ebitda di 27,3 milioni (da 27,4 milioni) e un utile netto di 9,1 milioni (da 7,7 milioni), a fronte di un debito finanziario netto di 6,5 milioni (da 22,2 milioni), che diventa liquidità netta per 28,2 milioni ante IFRS (da 17,5 milioni) (si vedano qui il comunicato stampa e qui il bilancio consolidato 2024)















